VERSO FIORENTINA-MILAN

Milan, Pioli: "Il gruppo è unito, adesso è il momento di spingere"

Il tecnico rossonero torna a Firenze: "Partita particolare, sarà dura in un ambiente caldissimo. Ibra è un esempio"

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Dare continuità al successo con il Torino e alle recenti buone prestazioni per difendere il posto in zona Europa appena riconquistato. Il campionato del Milan riparte dalla trasferta di Firenze: "Una sfida particolare per me - ha ricordato Pioli che però punta sui suoi ragazzi -. Adesso è il momento di spingere, la squadra sta bene e dobbiamo dare continuità ai risultati". Con Ibra leader: "La sua voglia di dare sempre il 200% è un esempio per tutti, e ci sta aiutando". Sulle voci sul proprio futuro: "Non mi riguarda".

LE PAROLE IN CONFERENZA

Per lei la trasferta di Firenze non è indifferente?
Sarà così, ma è normale per quello che ho vissuto a Firenze nella mia esperienza da allenatore perché ci è successa una cosa che ti lascia dentro qualcosa. Tutti dopo la tragedia di Astori siamo stati protagonisti di una situazione che abbiamo voluto trasformare in positività.

Che partita sarà?
Difficile e complicata, contro una squadra costruita bene ed allenata bene. Dobbiamo giocare con convinzione nei nostri mezzi perché stiamo bene e possiamo dimostrarlo.

Astori le ha raccontato qualcosa del Milan?
Davide è dentro di me, e penso che lui sia contento che la mia destinazione dopo Firenze sia stata il Milan visto che è cresciuto qui. Sono uscito come persona migliore dopo quella tragedia. Chiaramente non avrei mai voluto viverla.

Come sta il Milan dal punto di vista degli infortunati?
Duarte, Krunic, Biglia e Kjaer non saranno convocati. Gli altri stanno bene, mentalmente e fisicamente. Ci stiamo allenando bene e quando è così poi la prestazione arriva. Noi abbiamo bisogno di migliorare la nostra classifica, perché 14 partite sono tante ma abbiamo fretta di migliorare. Possiamo fare meglio tante cose e mi aspetto molta attenzione e sacrificio in partita.

Anche a Firenze è cambiato tutto da quando era là lei: cosa si aspetta?
E' cambiata la proprietà ed è chiaro che abbia cambiato l'atteggiamento della città. C'è entusiasmo e l'ambiente è carico dopo l'ultima grande vittoria. Ci servirà una prestazione da Milan per vincere.

Quanto le danno fastidio le voci sul suo futuro? Possono turbare il cammino della squadra da qui a fine campionato?
Ripeto che la squadra si sta allenando molto bene. L'ambiente è compatto e coeso, c'è positività. Il nostro presente determina il nostro futuro, è l'unico modo. Su altro non possiamo decidere noi, non ho né il tempo né l'energia per farci distrarre. Cosa sarà in futuro non mi riguarda.

La voglia costante di migliorare di Ibra è lo stimolo principale di questo Milan?
E' con i suoi stimoli e la sua voglia di fare le cose alla perfezione che si diventa campioni. Siamo la peggiore squadra per la percentuale realizzativa, vuol dire che non abbiamo avuto la giusta fame. Lui è diventato un campione così e ci sta aiutando.

Rebic a Firenze con lei era diverso?
L'ho avuto pochi giorni e aveva già deciso di andare via. Sta facendo bene.

Il Milan di Pioli sta iniziando a fare risultato e fornire prestazioni: in molti ora chiedono la sua permanenza in futuro. Le fa piacere e se lo aspettava?
Che il lavoro venga riconosciuto in modo positivo è gratificante. La cosa a cui tengo di più però è il fatto che per la squadra io sia un punto di riferimento, questo è importante. Noi lavoriamo quotidianamente per ottenere i risultati migliori, poi chi dovrà decidere lo farà. Di solito si inizia più tardi a parlare di futuro, io non posso seguirvi in questi ragionamenti. Resto concentrato sul presente.

Che rapporto ha con Ibrahimovic?
Rispetto assoluto, come dice Ibra lui fa il giocatore e io l'allenatore. C'è stima reciproca e un buonissimo rapporto, come con tutti.

Il "caso Musacchio" è rientrato?
Non c'è stato alcun caso, ha avvertito un indurimento al polpaccio che aveva già sentito prima della Coppa Italia contro il Torino. Se si fosse rifiutato di entrare, non sarebbe convocato. Ha avuto qualche problema, ma è disponibile.

L'obiettivo è ancora il quarto posto nonostante il -10 dall'Atalanta?
Dobbiamo vincere più partite possibile da qui alla fine. Dove potremo arrivare non lo so, perché non so dire come andranno le nostre concorrenti. Dobbiamo continuare ad andare alla massima velocità possibile. Serve continuità nelle prestazioni e la partita di Firenze è importantissima, in un ambiente difficile. Bisogna ambire alla perfezione. Adesso è il momento di spingere.

Calhanoglu può partire titolare?
Sta bene, da martedì si è allenato ed è disponibile per giocare.

Kessie è migliorato come attenzione e partecipazione: cosa gli manca per fare il salto di qualità?
Bisogna sottolineare la sua crescita. Gli serve un po' di pulizia nelle scelte nella costruzione del gioco.

Cos'ha trasmesso ai giocatori per farli tornare a giocare emozionandosi ed emozionando?
Il concetto è pertinente, anche i nostri tifosi stanno avvertendo la voglia della squadra di giocare e dare il massimo, che è quello che chiedo ai giocatori. Devono dare tutto in campo, è quello che insegno, poi al resto pensa il lavoro quotidiano. Vogliamo dimostrare tutti di essere degni di questo club. Il segreto è la passione, che ti fa fare le cose con più intensità e attenzione.

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