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Addio a Franco Baresi: il cordoglio e le reazioni del mondo del calcio per la scomparsa della leggenda del Milan
Le reazioni del mondo del calcio alla scomparsa di Franco Baresi: i messaggi di club, compagni e leggende per l'addio allo storico capitano del Milan
Il mondo del calcio si stringe nel ricordo di Franco Baresi, unendo la commozione di compagni di squadra, avversari storici, club e istituzioni sportive. Dalle testimonianze dei protagonisti della Serie A fino ai messaggi dal panorama internazionale, le reazioni e i tributi per l'addio allo storico capitano del Milan e leggenda della Nazionale azzurra delineano il ritratto di un'icona amata e rispettata da tutto il movimento calcistico.
L'ex allenatore e compagno di squadra Fabio Capello ha ricordato con profonda commozione la scomparsa di Franco Baresi,. Visibilmente commosso fino alle lacrime, Capello a La Gazzetta dello Sport ha rievocato gli esordi del leggendario numero sei rossonero nel 1976 con Liedholm - quando veniva affettuosamente chiamato "il Piscinin" - esaltandone l'etica lavorativa e una superiorità tecnica fatta di "grande velocità, grande intuizione, intelligenza tattica" che lo rese il miglior difensore globale della sua epoca. Tra i retroscena svelati dall'ex tecnico, spicca l'episodio in cui riuscì a convincere Baresi a non cedere alle lusinghe della Juventus all'arrivo di Arrigo Sacchi, incontrandolo a cena insieme alle mogli. Esemplare nello spogliatoio, schivo ma aperto con il gruppo e guidato dall'obiettivo di "fare felice la gente", il difensore ha rappresentato un pilastro ineguagliabile di lealtà e attaccamento alla maglia. Sottolineando come meriti storici non gli siano stati pienamente riconosciuti a livello internazionale, Capello ha concluso con un tributo accorato: "Diamogli un Pallone d d'oro alla memoria".
L'ex capitano del Milan Gianni Rivera, parlando alla Gazzetta dello Sport, ha commemorato la scomparsa di Franco Baresi, icona rossonera venuta a mancare ieri, rievocando il suo storico debutto in Serie A a Verona il 23 aprile 1978: "sicuramente era emozionato" ma che, dopo l'investitura di Nils Liedholm che gli disse "adesso giochi tu", scese in campo "senza problemi, sicuro, testa alta". Promosso a pieni voti da Nereo Rocco, che lo definì "questo mulo xe bon", Baresi si dimostrò subito "un predestinato", capace di vincere "lo scudetto della stella" nel 1979 e di rifiutare le lusinghe di Juventus e Sampdoria per legarsi indissolubilmente ai colori rossoneri. Rivera lo ha celebrato come "il cuore e l’anima" del club, consacrandolo definitivamente come "il più grande difensore di sempre in Italia", un fuoriclasse e un "leader di enorme spessore" la cui casa è stata per sempre Milanello.