LA CONFERENZA

Lazio, Sarri: "Qui posso tirar fuori il meglio di me, Mourinho mi sta simpatico"

Il nuovo tecnico biancoceleste: "Voglio una squadra che si sacrifica in settimana e poi domina la domenica"

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Dopo Josè Mourinho, tocca a Maurizio Sarri. Il derby a distanza prosegue con il nuovo tecnico della Lazio, presentato a Formello: "Io un grande dualismo con Mou non lo vedo - ha detto in conferenza -. L’ho conosciuto, è un bel personaggio, che mi sta simpatico. Lui ha vinto molto più di me, ha un pedigree molto più elevato, ma non vuol dire assolutamente nulla. Nel derby faremo di tutto e di più per vincere". L'ex Napoli e Juve ha già le idee chiare sull'impronta di gioco: "Vorrei vedere una squadra che ha grande spirito di sacrificio in settimana, per poi divertirsi e dominare il gioco la domenica. I presupposti ci sono ed è uno dei motivi per cui sono qui. In questa società ho visto la possibilità di tirar fuori le mie caratteristiche migliori".

Sarri ha poi parlato del tempo che potrebbe essere necessario per ingranare e dei piani di mercato: "Il tempo è una questione imponderabile, nelle mie esperienze ho visto un po' di tutto. A Empoli eravamo ultimi dopo 8 giornate, a Napoli dopo 3 partite avevamo fatto 2 punti, poi abbiamo vinto ripetutamente. Al Chelsea siamo partiti bene, poi c'è stato un periodo di rigetto e siamo ricresciuti dopo. Alla Juve è stata dura anche se abbiamo vinto il campionato. Una squadra va vista in una competizione lunga. Non so se ci possa essere un contraccolpo iniziale o un rigetto dopo, mi è successo di tutto, vedremo come limitare le difficoltà che arriveranno nella prima stagione. Sul mercato abbiamo fatto una lista di ruoli, non ci siamo soffermati sui nomi ma sulle caratteristiche. Mi piacerebbe domani mattina partire con i 24 calciatori definitivi, ma so che nel calcio attuale è impossibile, vediamo di farlo il prima possibile, dobbiamo essere pronti a soluzioni diverse".

Il discorso si è poi spostato su Ciro Immobile e sulle critiche ricevute per le prestazioni nel 4-3-3 della Nazionale: "Mancini lo mette dentro sempre, vuol dire che è contento. Era partito bene a livello realizzativo, poi non ha segnato nelle ultime, ma sta dando tutto. La sua partecipazione alla manovra è di buon livello. Poi ci sono momenti in cui il gol viene più facile, altri un po' meno. Quello che ho visto da Ciro mi lascia estremamente tranquillo, so che i voti spesso dipendono dal gol fatto o sbagliato, ma per un allenatore è diverso. Io ho visto dare 7,5 a giocatori che avrei ucciso la domenica sera, e dare 5,5 a chi si faceva il mazzo. I giornalisti non mi possono influenzare, a me quello che sta facendo Ciro sta bene".

L'ambiente Lazio potrebbe essere più adatto a lui di quanto lo sia stato quello bianconero: "Si parla di Juve, di Lazio, ma sono entità astratte. Le società sono fatte di persone che le rappresentano è difficile parlare in modo generico. Sicuramente anche qui non sarà un percorso semplice e breve, con le squadre nuove all'inizio ho sempre fatto un po' di fatica. Quando ci sono idee precise, quando sei un allenatore di campo e non un gestore è inevitabile. La gente pensa che si tratti di schemi freddi, ma qui si parla di filosofia, bisogna far passare ai giocatori il proprio modo di pensare. Mettere insieme 25 cervelli diversi è complesso. Il calcio che mi fa divertire è quello che la sera mi manda a casa contento, a prescindere dal risultato. Si può tornare a casa inferociti anche dopo una vittoria. Il concetto che per vincere bisogna giocare male non lo capisco. Si possono perdere delle partite, ma giocando bene alla fine si vince. Su Luis Alberto (che non ha risposto alla convocazione e ancora non si è presentato a Formello, ndr) è un problema societario, dal punto di vista morale aspetto che arrivi, parli con me e la squadra, se ci convince il problema svanisce, altrimenti dovrà chiedere scusa a me e alla squadra".

Per lui, in ogni caso, Sarri ha già in mente un ruolo alla Hamsik e non alla Jorginho: "Io non lo vedo in regia. È bravo quando porta palla e salta gli avversari, uno così lì non ci deve stare per me. Si deve utilizzare un po' come utilizzavo Hamsik, deve andare tra le linee, esprimersi negli ultimi 30 metri, lo vedo per questo utilizzo. Davanti alla difesa può giocare per spezzoni in caso di necessità, ma non con continuità".

Grande fiducia anche nel ritorno di Felipe Anderson: "Se non credevo in lui mi sarei opposto all'acquisto. Fece qui 6-7 mesi da giocatori stratosferico, sembrava destinato al Barcellona o al Bayern. Quando ero in Inghilterra ha fatto bene all'andata, il suo problema è sempre stato la continuità e l'obiettivo nostro è creargli le condizioni per fargli mantenere i suoi pregi, perché ha una potenzialità enorme. Il compito nostro è quello, portarlo alla serenità per avere continuità. Non capisco perché sia discontinuo, spero di aiutarlo a eliminare questo problema".

Anche per Correa ha in mente qualcosa: "Spero di ritrovarlo una volta che si è rimesso a posto dal punto di vista fisico, ci può dare una grande mano. L'ho chiamato per sentire come stava, ci ho parlato. Correa potrebbe fare l'attaccante di sinistra, se ha la voglia e gli stimoli per farlo. Da tempo aveva manifestato la voglia di cambiare ambiente, se quando torna ha cambiato idea sono il più contento di tutti e gli chiedo la disponibilità di partire da sinistra".

Per quanto riguarda gli esterni difensivi potrebbe esserci invece un po' di carenza: "Se abbiamo tre esterni uno manca, vediamo chi può arrivare. Escluso Hysaj gli altri dovranno fare un percorso, ma non mi pare un problema insormontabile. Ho parlato con Lazzari, mi ha detto che vuole provare. Con quell'accelerazione se mette a posto qualche movimento siamo ok. Marusic ha gamba, può fare il quarto con tranquillità".

Sarri si è detto entusiasta del ritorno in panchina e della possibilità di rivedere i tifosi negli stadi: "Non sono un frequentatore di social, i tifosi per me sono quelli che si presentano davanti ai cancelli. Mi fa piacere siano felici del mio arrivo. Non penso che qui ci siano meno pressioni che alla Juve, al Napoli o al Chelsea. Ho fatto un anno in cui sono stato fermo, ma il calcio a porte chiuse non mi è mancato, non mi scattava la nostalgia. Mi mancava la settimana, ma non la partita, ciò che vedevo non mi dava voglia di tornare. Ora coi tifosi in tribuna il tutto crescerà in dismisura in breve tempo, speriamo che l'evoluzione della pandemia sia positiva e di rivedere i tifosi come all'Europeo. Sta per aprirsi un mondo nuovo, ora ho voglia di ricominciare ad allenare".

Anche sul modulo l'allenatore toscano ha le idee chiare: "Forse sono un integralista, ma dovreste dirmi di cosa perché faccio fatica a capirlo. L'obiettivo è partire col 4-3-3, poi però c'è l'evoluzione. A Empoli sono partito in un modo e finito in un altro, lo stesso a Napoli. Al Chelsea non c'erano dubbi per le caratteristiche degli attaccanti, ma spesso ho cambiato modulo rispetto ai primi giorni di preparazione. L'obiettivo è il 4-3-3, vediamo gli esterni che ci saranno, poi non è che ci deve far paura mettere un ragazzino nei 3 attaccanti, vediamo cosa propone il mercato, a cosa ci può portare. Siamo pronti a cambiare anche idea".

Sarri ha poi ammesso che la sua prima stagione potrebbe non essere delle più semplici dal punto di vista dei risultati, lasciando comunque intendere che l'Europa è l'obiettivo minimo: "Il primo anno sarà di costruzione. Questo non ci preclude niente, ma sarà più difficile rispetto ai successivi. Comunque non ci diamo per vinti. L'obiettivo lo sappiamo tutti e dal punto di vista economico fa la differenza".

Grande focus anche sull'Europa League: "Penso sempre che in Eurppa si debba dare tutto. In Italia abbiamo passato degli anni così così, ma si indossa la maglia che rappresenta la società e la tifoseria a livello europeo. Un impegno importantissimo, speriamo di avere una rosa che ci mantenga competitivi. Preferisco scoppiare a marzo piuttosto che fare le figure di m... in Europa".

In futuro si potrà puntare allo scudetto? "Per lo scudetto vediamo. Inizia un ciclo diverso, si giocherà in modo diverso, cercheremo di rimanere competitivi e possibilmente con il passare del tempo proveremo a migliorare. La società mi voleva fare un contratto di 4 anni, sono stato io a volerlo fare più corto, avendo una certa età volevo essere sicuro tra 2 anni di avere la stessa energia. Sono sicuro che se ce l'avrò, prolungherò".

TARE: "RISPECCHIA LO SPIRITO DELLA LAZIO"

Prima di Sarri ha parlato anche il ds Tare: "Siamo molto contenti di presentare il nostro nuovo mister. Voglio ringraziare innanzitutto Simone Inzaghi e il suo staff per il lavoro svolto negli ultimi cinque anni, gli facciamo gli auguri per la sua nuova avventura. Sarri per noi è stata l’opportunità di fare un salto di qualità ancora più difficile, dopo il grande lavoro degli ultimi anni. Per noi è un banco di prova, considerando anche le difficoltà che sta attraversando il mondo del calcio: portare tra noi un allenatore di grande esperienza, con un gioco offensivo e aggressivo che rispecchia lo spirito della Lazio, gli diamo il benvenuto e speriamo di gioire insieme".

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