L'ANALISI

La perfezione dell'imperfezione: come nasce il dominio dell'Inter in questo campionato

Migliore attacco con 64 reti, 15 partite senza prendere gol e 22 vittorie globali con la capacità di trasformare anche i difetti ìn armi vincenti 

di Enzo Palladini
01 Mar 2026 - 07:00
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Domanda numero uno: l’Inter è una squadra perfetta? Risposta: sicuramente no, perché la Champions e gli scontri diretti del campionato hanno detto che c’è qualcosa da migliorare. Domanda numero due: l’Inter è una squadra completa? Risposta: ni, perché in qualche ruolo le alternative non sempre hanno funzionato. Domanda numero tre: l’Inter è la squadra più forte del campionato? Risposta: indubbiamente sì, perché una classifica dopo 27 partite può mentire solo quando i distacchi sono minimi. Nella Serie A attuale il distacco è abissale e non si crea certo per caso.

L’Inter di oggi rappresenta la perfezione dell’imperfezione. Ha sicuramente qualche difettuccio, ma è riuscita a trasformare anche i difetti in pregi e in armi vincenti. Un esempio: nel corso della stagione in alcune occasioni il portiere Sommer ha dato qualche dispiacere ai suoi tifosi, eppure la squadra nerazzurra in 15 partite su 27 è arrivata al fischio finale con zero gol al passivo, fenomeno che ormai tutti chiamano comunemente clean sheet. La lunga assenza di Dumfries aveva aperto una voragine sulla fascia destra, ma Cristian Chivu ha avuto la forza di insistere su Luis Henrique anche quando la gente lo fischiava alla prima palla toccata. Il brasiliano negli ultimi tempi è diventato un fattore. Lo stesso discorso vale per il ruolo di regista. Sembrava un azzardo non avere acquistato un vice Calhanoglu, invece Zielinski si è rivelato un regista con i fiocchi.

Non è certo un difetto la scarsa attitudine al pareggio. In quella casella il numero 1 è qualcosa di altamente anomalo, solo il Napoli è riuscito in questa impresa. Era più anomalo il numero delle sconfitte subìte nella prima parte del campionato, quattro. Passata quella tempesta, l’Inter ha poi praticamente sempre vinto, accumulando un vantaggio che al momento sembra decisivo. Con 22 successi in 27 partite, l’Inter è la squadra che ha vinto di più nei cinque principali campionati europei. I 67 punti attuali sono la terza prestazione di sempre nella storia dell’Inter da quando la vittoria vale 3 punti.

Poi ovviamente in questa Inter ci sono anche le eccellenze assolute, su tutti quella di Federico Dimarco, l’esterno più determinante d’Europa con i suoi 6 gol e 14 assist in campionato, 20 partecipazioni sui 64 gol segnati dalla squadra nerazzurra (ovviamente migliore attacco del campionato con giri e giri di vantaggio), numeri da fuoriclasse. C’è l’eccellenza di Lautaro Martinez (che continua a essere nettamente capocannoniere nonostante l’infortunio) e c’è quella degli altri attaccanti, che – a parte il periodo negativo di Thuram – rendono tutto più facile a Chivu.

Tra una settimana c’è il derby. Una partita che l’Inter potrebbe anche permettersi di perdere senza intaccare troppo il vantaggio sul Milan. Ma proprio per questo motivo, i nerazzurri la possono giocare con la mente libera. Devono anche dimenticare come sono andati gli altri scontri delle ultime due stagioni e a quel punto potrebbe diventare davvero un derby decisivo per il campionato. O meglio: per chiuderlo con largo anticipo.