Fiorentina, che stagione ti aspetti? Dopo il mercato faraonico, occasione d'oro per Fabio Grosso
La Viola vuole ripartire a tutta velocità dopo la tremebonda stagione passata, e per farlo si è affidata all'eroe di Germania 2006
di Umberto PorrecaQuando si parla della nidiata di allenatori diretta emissione dell'Italia vincitrice ai Mondiali 2006 quasi sempre, parlando di Fabio Grosso, si finisce per parlarne come di un allenatore alle prime armi, che deve fare esperienza e crescere. A osservare i fatti, nulla di più falso, perché il tecnico abruzzese ha iniziato come Vice addirittura nel 2013, una vita fa. Ha tanta esperienza, conosce il calcio, ha allenato per tanti anni: quando quasi tutti gli altri del 2006 erano ancora calciatori, Grosso era già un allenatore. E la Fiorentina lo ha capito immediatamente, portandolo a Firenze per farne il perno su cui ricostruire tutto dopo la sfiorata rovina della scorsa stagione e su cui costruire un futuro roseo, moderno e fresco. Perché Fabio Grosso, per la Fiorentina, non è una scommessa bensì un investimento. Per questo il direttore Fabio Paratici ha tirato su e messo in mano al tecnico una squadra completa, profonda, potente fisicamente e brillantissima tecnicamente.
Cosa aspettarsi dalla stagione della Fiorentina?
Paratici e Grosso, da uomini di calcio quali sono, sanno benissimo che, come cantavano i Morcheeba, "Rome wasn't build in a day", Roma non è stata costruita in un giorno. Il mercato di altissimo profilo che la società ha elaborato, studiato e messo in pratica parla una lingua chiarissima: quella della lungimiranza, dell'investimento sulla Viola del domani. Ciò, però, non significa che l'oggi debba essere messo da parte o che vada bene ottenere risultati deludenti: in un campionato italiano tecnicamente mesto, contraddistinto da uno spirito sparagnino sia nel gioco che negli investimenti, quei pochi che hanno coraggio, idee e volontà possono emergere in maniera rapida e impetuosa. La scorsa stagione il Sassuolo di Fabio Grosso ha scritto sulla lavagna del calcio italiano modernità a caratteri cubitali: pensate sia un caso che per sterzare definitivamente verso il futuro la Juventus abbia puntato proprio su chi al Sassuolo quella modernità l'ha costruita passo passo, mattone per mattone, con cura attenzione e competenza, cioé Giovanni Carnevali? Non è un caso.
Obiettivi e sogni
Fabio Paratici è un dirigente ambizioso, scafato, che nella propria carriera ha fatto del puntare in alto l'asticella il proprio credo. L'ha fatto alla Juventus, quando è stato uno dei registi di uno dei più clamorosi acquisti della storia del calcio, ed è praticamente certo (nonché enunciato dal mercato) che sia giunto in Viola con le stesse idee. La Champions League, detto chiaramente, è ciò a cui la Fiorentina fa pensare giorno per giorno, colpo dopo colpo, miglioramento dopo miglioramento. Non sarà facile, perché le contendenti sono tantissime e aumentano di anno in anno. Ma facendo riferimento alla new wave del calcio italiano, quello moderno e fresco, chi si aspettava che il Como strappasse il quarto posto a Milan e Juventus? Praticamente nessuno, forse nemmeno lo stesso Cesc Fabregas. Però è successo, e sul solco di questo successo Fabio Grosso può costruire il proprio credo e la propria storia.
Mente e funzione
Una delle grandi qualità messe in mostra da Grosso lo scorso anno al Sassuolo è stata quella della varietà di soluzioni: i neroverdi, sotto la guida del tecnico, sono stati la squadra-camaleonte per eccellenza, capace di alternare la clava e lo stocco senza mai perdere qualità e senso del campo. Sapendo soffrire in certe partite, e tenendo bene il controllo del gioco in altre. Sempre con l'idea, di base, di giocare a calcio in maniera funzionale: non un bel calcio, non un brutto calcio, bensì un calcio efficace. E alla Fiorentina, specialmente dopo la campagna acquisti, Grosso ha tutti gli strumenti per cucire una squadra che sappia adattarsi al match, a qualunque match. Un esempio? L'acquisto di Mateo Pellegrino dal Parma, in ordine di tempo l'ultimo effettuato dalla Viola, moltiplica da solo in maniera smisurata le soluzioni adottabili e gli stili di gioco a cui la Fiorentina ha accesso: un attaccante iperfisico, che sa tenere palla, fortissimo di testa ma anche capace di dialogare con sufficiente qualità tecnica.
Le prospettive
Chiaramente, data l'importanza della campagna acquisti, la Fiorentina e Grosso avranno tutti gli occhi puntati addosso. Qui si consumerà la vera sfida per il tecnico: Firenze è una piazza molto esigente e orgogliosa, dove la pressione e l'ambiente si scaldano facilmente, nel bene e nel male. Alla squadra, alla dirigenza e allo staff tecnico il compito di accendere gli animi fiorentini in senso positivo, così da generare e far soffiare forte un vento a favore che spinga il gruppo verso l'agognata casa, e non lontano da Itaca.