FINE DI UN'ERA

Max-Juve, una storia al capolinea: i retroscena di un addio annunciato

Il nervosismo eccessivo della partita con l'Atalanta all'Olimpico è solo l'atto finale di un rapporto complesso, con dirigenza e proprietà, che va avanti da troppo tempo

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Aveva vinto finalmente qualcosa dopo tre anni obiettivamente dimenticabili, sotto tutti i punti di vista. Avrebbe potuto salutare l'ambiente che lo aveva adottato per una decina d'anni in un altro modo, magari piazzandoci qualche frecciatina e una battuta a uso e consumo di chi, con la Coppa Italia appena conquistata, aveva deciso già da tempo di mandarlo via. Invece ha scelto la via peggiore, una via di mezzo tra la messinscena del wrestler e l'esplosione finale di chi proprio non ce la fa più a trattenere tutta la rabbia repressa

Una rabbia che arriva da lontano. L'Allegri-bis, dopo un primo anno in cui l'unica cosa da salvare è la complicata conquista di un posto in Champions League, prosegue con una stagione da incubo. Fuori dall'Europa al primo turno, con la ciliegina della sconfitta contro il Maccabi Haifa, tutto l'ambiente è devastato dall'inchiesta Prisma, che priva Max del suo sponsor numero uno, quell'Andrea Agnelli che lo aveva rivoluto a tutti i costi dandogli un ingaggio da super big per addirittura quattro anni di contratto.

John Elkann riprende in mano la baracca e consegna a Max, invece della lettera di licenziamento che in molti si aspettavano, la gestione sportiva della società, innalzandolo di fatto a un ruolo dirigenziale. In pratica si ritrova a fare il manager all'inglese: allenatore sul campo e gestore di tutto quello che avviene intorno all'attività sportiva del club. Sembra l'inizio di un idillio ma qualcosa inizia a scricchiolare. Allegri si aspetta di vedere promuovere dall'Under 23, per il ruolo di direttore sportivo, il suo amico Giovanni Manna, invece la società strappa al Napoli Cristiano Giuntoli. E' l'inizio della fine.

Nonostante le parole di stima reciproca le cose non vanno per il meglio. Gennaio è il mese della rottura definitiva, tra le decisioni di mercato e il fatto che Max venga a sapere che il dirigente si è incontrato in gran segreto con Thiago Motta, per sondarlo in vista della prossima stagione, dalle parti di Fiorano. Allegri si sente un separato in casa e vede che la società, a parte qualche suo fedelissimo, inizia a trattarlo con freddezza. Intuisce che l'aria è cambiata quando anche i giornali, che lo avevano sempre sostenuto a prescindere, iniziano a parlare di un addio.

Il resto è cronaca degli ultimi giorni con le scene, evitabili, di mercoledì sera. Può darsi che il vaso della sopportazione avesse iniziato a traboccare, ma la reazione lo ha immediatamente portato dalla parte del torto, tra set fotografici distrutti, Giuntoli cacciato dai festeggiamenti, aggressioni a giornalisti, spogliarelli isterici e atteggiamenti poco amichevoli nei confronti della direzione di gara e del designatore, che lo hanno portato a una squalifica e a un'ammenda.

Ci sono modi diversi per dimostrare il proprio disagio, anche quando si pensa di essere stati vittime di un'ingiustizia. Capita a tutti nel mondo del lavoro. In pochissimi, però, reagiscono così. Anche perché, solitamente, si viene licenziati, ma non tutti possono stare sul divano con sette milioni, più bonus, in tasca. 

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