l'analisi

Juventus, troppi gol presi e in mezzo si balla ma che risposte di De Ligt e Chiesa

La vittoria della volontà a La Spezia non risolve tutti i problemi ma difensore e esterno possono far svoltare Allegri

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Una rondine non fa primavera così come una sola vittoria non dà risposte assolute e Max Allegri lo sa bene. Non a caso dopo il 3-2 in rimonta a La Spezia il tecnico della Juventus ha badato al sodo, prendendosi ben volentieri i primi tre sudati punti stagionali in campionato, ricordando dove deve migliorare la squadra ma sottolineando anche che per ora va bene così. La difesa continua a prendere gol, il centrocampo soffre ancora di gravi problemi ma le risposte firmate De Ligt e Chiesa, gol a parte, possono fare da volano alla svolta.

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Getty Images

Proprio il difensore olandese e l'esterno azzurro erano i due bianconeri più chiacchierati del momento a causa del bastone - più che delle carota - usato recentemente da Allegri per aiutarli nella crescita all'interno dell'ambiente Juve ma sono anche loro gli autori delle due reti decisive nella trasferta al Picco. Paradossalmente De Ligt, così come Bonucci, meglio in proiezione offensiva che nel dare equilibrio ad una retroguardia che ha subito otto gol nelle prime cinque giornate (non accadeva dal 2010/11 ed è solo la seconda volta negli ultimi 60 anni). Piccoli grandi segnali anche da Szczesny, non perfetto nelle reti spezzine ma decisivo nel finale su Maggiore.

Bene alcuni singoli, dunque, che possono trascinare il gruppo, da sottolineare pure il primo squillo di Kean. Il problema più grande resta però il reparto di mezzo, quel centrocampo che Allegri ancora non riesce a sistemare. Soprattutto preoccupa la continua involuzione di Bentancur, certo non aiutato da McKennie (bacchettato dall'allenatore sui gol mancati), ma incapace sia di contenere che di costruire e non a caso sostituito nell'intervallo. Appena sufficienti Locatelli, entrato proprio per l'uruguaiano, e Rabiot sull'esterno sinistro. Nel 4-4-2 scelto da Allegri per questo momento della stagione i perni centrali sono troppo importanti, senza poter contare su Ramsey, seppure in panchina, e Arthur (infortunato e coinvolto in guai extracalcio), sarà compito di Dybala accorciare qualche metro indietro per ricucire il reparto con quello offensivo, con gli strappi di Chiesa e Cuadrado ad alzare la squadra.

Tutto lavoro da impostare per le prossime partite, il calendario offre Sampdoria in casa, il derby col Torino, poi Roma allo Stadium e Inter a San Siro (con in mezzo Chelsea e Zenit in Champions), per rialzare gli occhi a posizioni di classifica più prestigiose. Tutto lavoro, comunque, più facile da impostare con tre punti in più nel bottino, cosa che fino al 66' di ieri sera era tutto fuorché scontato.

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