L'ANALISI

Kolo Muani è il solito, Douglas Luiz incanta, Yildiz è tornato: come arriva la Juve all'esordio con il Frosinone

I bianconeri, con qualche titolare e qualche riserva, hanno messo in mostra una buona condizione fisica e idee chiare

di Umberto Porreca
18 Ago 2026 - 00:09
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Era solo una amichevole, per altro in famiglia, ma il 2-0 della Juventus di Spalletti contro la Next Gen di Massimo Brambilla fornisce comunque indicazioni chiare su cosa i bianconeri (quelli grandi) hanno già assimilato e cosa invece va registrato in vista dell'esordio con il Frosinone, domenica 23 agosto alle ore 18.30.

La partita

 Il primo, grande e fondamentale sorriso per il tecnico di Certaldo è finalmente un Kenan Yildiz tirato a lucido: il turco classe 2005, sin dai primi istanti del match, ha messo in mostra una buona condizione fisica. Non una cosa da poco, perché la tendinopatia rotulea che l'aveva tormentato nei mesi scorsi e gli aveva contestualmente rovinato il Mondiale era una cosa seria. Sia Yildiz che Conceiçao hanno fatto sul serio sin dai primi minuti: dribbling, idee, creatività e un supporto costante alla manovra. L'altra grande notizia positiva per Spalletti è un eccellente, ed era ora, Douglas Luiz. Proprio il brasiliano, che sembra essere tornato lo stantuffo di qualità e quantità dei tempi della Premier, trova con un bel filtrante Conceiçao in area che sottoporta è freddo e lucido e sblocca il match. Il precampionato del mediano verdeoro è stato di alto livello, sia in interdizione che in impostazione che nell'ultimo passaggio. A litigare con il gol, invece, è Randal Kolo Muani: il grande acquisto del mercato bianconero ha duellato per tutta la partita col giovane portiere Radu, che nel primo tempo gli ha sventato una clamorosa doppia occasione da gol con due parate enormi prima e poi lo ha chiuso con una uscita perfetta parandogli un'altra bordata a mano aperta. La prestazione del francese, però, è stata come sempre positiva sia in supporto alla manovra, sia in aiuto al centrocampo. Il gol lo ritroverà, c'è poco da preoccuparsi perché il giocatore c'è e l'ha dimostrato. Il raddoppio bianconero è arrivato con una spettacolare azione, ça va sans dire, del numero 10 bianconero: Yildiz ha ricevuto palla, ha puntato in maniera aggressiva la porta, disorientato due avversari e una volta presa la linea di fondo servito un cadeau solo da scartare a McKennie. 2-0. Il resto della partita, durata 45 minuti, è stata accademia e gestione. Eppure, anche in un pomeriggio così sereno, qualcosa da aggiustare c'è stato.

Cosa ha funzionato meno

 La difesa della Juventus è stata un po' ballerina. I giovanotti della Next Gen, coraggiosi, hanno avuto svariate occasioni per segnare che non hanno concretizzato in maniera clamorosa. In particolare, gran parte dei pericoli sono arrivati sull'out destro della difesa bianconera. Un po' di emozione e un ottimo Pinsoglio hanno impedito di subire reti, ma in questo senso l'attenzione andrà alzata perché tra pochi giorni si farà sul serio. Amaradio e Merola, giocatori della Next Gen, hanno messo in difficoltà con gli inserimenti la retroguardia di Spalletti. Nessun allarme, ma un occhio di riguardo si.

Meriti all'avversario

  Una nota di merito va data ai ragazzi della Next Gen bianconera, che hanno approcciato il match seriamente e con coraggio: Brambilla può gioire per questo, nonostante la dolorosa sconfitta di pochi giorni fa in Coppa Italia Serie C contro il Forlì.  Tra i nomi da segnalare molto positivi Nicolò Rizzo, pericoloso in attacco e sicuro in difesa, e Luca Amaradio, che si è fatto notare per personalità, avendo anche procurato una pericolosa punizione dal limite dopo aver saltato Locatelli: l'ha battuta lui stesso e ha quasi segnato. Inoltre, eccezionale il portiere Riccardo Radu: ha parato tutto il parabile, impedito a Kolo Muani di segnare in tre occasioni, e ha anche quasi preso il tap-in da due metri di McKennie, che però è carambolato dentro in maniera sfortunata per il 2-0.