Di Biagio: "Balo out? Scelta mia"

Il neo ct azzurro: "Numeri sono importanti, ma devono essere conditi da determinate prestazioni"

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Conferenza stampa per Di Biagio in vista dei test con Argentina e Inghilterra che segneranno il suo debutto da ct. "Non è importante il mio futuro. Devo sfruttare al massimo l'occasione - ha detto -. In cuor mio dovrò mettere in difficoltà i vertici. Dobbiamo rilanciare una squadra". Balo escluso: "Scelta mia. Non è una chiusura definitiva. I numeri sono importanti per gli attaccanti, ma devono essere conditi da prestazioni in un certo modo".

Tanti gli argomenti toccati da Di Biagio nella conferenza stampa che precede il primo allenamento in vista del doppio test. Balotelli il più spinoso. "Per Balotelli non è una chiusura definitiva, ho semplicemente visto, valutato e fatto la mia scelta, giusta o sbagliata che sia l'ho fatta ritenendola la migliore per il bene della squadra e del gruppo - ha spiegato il ct - I numeri, parlo in generale e non solo riguardo Mario, sono molto importanti ma poi devono essere conditi da determinate prestazioni. Motivazioni politiche dietro la sua mancata convocazione? Dal punto di vista del comportamento lui non ha fatto nulla e continuerò a seguirlo come ho fatto finora".

Il ct spiega la convocazione di Buffon che a fine anno potrebbe appendere i guantoni al chiodo. "Gigi Buffon è un monumento. E' qui anche per aggregare, ma è qui per giocare e dare un valore aggiunto dentro e fuori dal campo - ha spiegato -. Gigi giocherà una o due partite, adesso non so, valuterò nei prossimi giorni. Non mi interessa sentir parlare di rottamazione, io prendo le mie decisioni in base a qual che vedo, non a quel che leggo. Vediamo cosa succederà quando Buffon smetterà, comunque qui ci sono due portieri bravissimi pronti a rubargli il posto, mi riferisco a Perin e a Donnarumma che conosco molto bene, non sara' qualche errore commesso a sminuire il loro valore e la loro crescita".

Dalle gare con Argentina e Inghilterra passa il suo futuro. "Non è importante il mio futuro. Sono un uomo federale da 8 anni. Devo sfruttare al massimo l'occasione che ho ma non è la priorità. In cuor mio dovrò mettere in difficoltà i vertici. Dobbiamo rilanciare una squadra". 

Sulla sua idea di calcio. "Il risultato è importante ma deve essere una conseguenza del bel gioco. Dobbiamo cercare di imporre il nostro modo di giocare. A nessuno piace perdere. Il concetto di bel calcio è avere coraggio e andare a offendere gli avversari indipendentemente da chi c'è contro: mandare terzini in attacco, pressare alti, non  avere nessuna paura di affrontare giocatori di altissimo livello. Cercherò di trasmetterlo alla squadra. Abbiamo giovani che crescono e potranno formare una Nazionale molto importante e un gruppo coeso che nella maggioranza è cresciuto insieme".

L'Italia intera aspetta sempre l'esplosione di Verratti in azzurro. "E' un grande talento da cui ci aspettiamo di più. Può giocare sia vertice basso che interno se giochiamo a tre, ma dipende molto da chi sono gli altri centrocampisti". 

Una ventata di aria fresca con Chiesa e Cutrone. "Chiesa è pronto per stare in gruppo in maniera definitiva, ma poi lo dirà il campo e quello che farà in allenamento e in gara se verrà utilizzato. Cutrone è stato convocato per le prestazioni, l'entusiasmo e i gol, ed è con noi dall'Under 15. Ha una grande fame di far bene e segnare, caratteristiche che non credo perderà mai".

Non può mancare un pensiero sulla prematura scomparsa di Astori. "Non l'ho vissuto come lo hanno vissuto i suoi compagni, ma l'ho conosciuto nei tanti ritiri in azzurro e mi è bastato per capire come fosse. Stiamo cercando, con i vecchi della squadra, di normalizzare tutto perché altrimenti è devastante".

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