"Testa bassa e pedalare": 7 partite in 22 giorni per capire come sta l'Inter di Conte

Dall'Udinese alla Juve, in mezzo Slavia Praga, Milan, Lazio, Sampdoria e Barcellona: ecco le risposte attese

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"Testa bassa e pedalare" disse Antonio Conte il giorno della sua prima conferenza nerazzurra ai giornalisti presenti in sala. "Testa bassa e pedalare" ripeterà da adesso in poi più che mai il tecnico interista ai suoi giocatori: Udinese, Milan, Lazio, Sampdoria e Juve in campionato, Slavia Praga e Barcellona in Champions, sette partite in 22 giorni che tanto possono dire (e diranno) sulla stagione dell'Inter. Un mini-ciclo, o tour de force come si suole dire in questi casi, che si aprirà sabato a San Siro contro i bianconeri friulani e si chiuderà, sempre al Meazza, domenica 6 ottobre contro i bianconeri piemontesi: decisive o quasi, a dire il vero, solo le sfide europee (è chiaro infatti che vista la qualità del girone di Champions il match casalingo contro lo Slavia Praga è di quelli da 1 fisso necessario), comunque pesanti anche quelle in Serie A per testare la crescita del progetto nerazzurro soprattutto contro tre avversarie più o meno dirette come Milan, Lazio e soprattutto Juve.

Tenuta fisica, assetto tattico, crescita mentale del gruppo, maturazione dei singoli, profondità della rosa: il ciclo che si apre sabato deve dare indicazioni su tutto questo. Le partite contro Lecce e Cagliari (sei gol fatti, 1 subito, cinque giocatori a segno) hanno dato risposte di prospettiva, confortanti ma interlocutorie, non ovviamente ancora risposte certe. Positive, eccome, quelle arrivate da Lukaku e Lautaro, ancor di più quelle ascrivibili a un centrocampo in cui ha brillato Sensi al fianco del solito Brozovic. Buone pure le prove di Asamoah e Candreva (quest'ultimo ottimo con il Lecce, meno col Cagliari), altrettanto quelle di Ranocchia, D'Ambrosio e Skriniar, una linea difensiva comunque inedita viste le assenze forzate di De Vrij e Godin.

Proprio l'inserimento di questi ultimi due colossi è ora la prima "curiosità" che reclama risposta, così come a dire il vero anche l'utilizzo di Barella, brillante in Nazionale, dosato invece con grande parsimonia in nerazzurro. E poi ancora Alexis Sanchez, con gli interrogativi sulla sua condizione fisica e mentale e sulla sua collocazione tattica. Senza scordare che andranno testate (perché di turnover ci sarà certo bisogno) le alternative di fascia Biraghi e Lazaro. Insomma, avessimo tra le mani una DeLorean come Doc Brown e Marty McFly "voleremmo" subito a lunedì 7 ottobre. Non potendolo fare non ci resta che aspettare: step by step, match dopo match, 22 giorni, sette partite, molte (importanti) risposte.

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