Inter, sei rimonte dall'arrivo di Chivu: tutti i ribaltoni dei nerazzurri nel 2026
© Getty Images | Inter-Pisa 6-2, 23 gennaio 2026
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Difficile parlare di caso quando una situazione è reiterata. E a giudicare da questo inizio di campionato, ma non solo, l'Inter si è affezionata particolarmente alle rimonte. L'ultima, riuscita solo a metà a Roma. In tutti i ribaltoni effettuati, un ruolo fondamentale è esercitato dal carattere dai nerazzurri. Qualcosa che, fino alla stagione scorsa, era difficile rintracciare in situazioni di svantaggio.
Nell'annata 25/26, troppo spesso anche un solo gol subito equivaleva a un blocco mentale per Lautaro e soci, in particolar modo nei big match (per credere andare alla voce derby di andata e di ritorno). Da fine agosto, invece, la banda di Chivu è riuscita a scardinare le difese più solide anche sotto di due reti.
Consapevolezza, grinta, strapotere. Tutti fattori determinanti. Ma a ben guardare, c'è un elemento che accomuna molte delle rimonte interiste. Per dirlo semplicemente, il gol giusto nel momento giusto. Il tiro "ingannevole" scagliato da Lautaro alle spalle di Svilar, ad esempio, arriva al 46'. Accorciare le distanze all'alba della ripresa significa avere un tempo davanti per riprenderla, ma soprattutto assumere un vantaggio psicologico sui rivali. Nel caso della Roma, determinanti anche stanchezza dopo una prima frazione a mille e sostituzioni non migliorative.
Ma parlare solo di demeriti degli avversari non rende giustizia. È sufficiente tornare indietro a una settimana fa. La sberla di sinistro di Carlos Augusto arriva poco dopo il primo terzo di gara. Uno schiaffo che sveglia l'intera squadra, che la rimette in equilibrio prima del duplice fischio e nella ripresa dilaga. Non basta? E allora riavvolgiamo il nastro fino alla terza giornata. Hojlund porta il Napoli sopra di due lunghezze, ma bastano tre minuti a Lautaro per infilare il 2-1 e attivare la modalità "pazza Inter".
Qualcosa si era già intravisto ad aprile scorso, quando il Como stava dominando su Barella e compagni grazie ad Alex Valle e Nico Paz. Ma la zampata di Thuram al tramonto dei primi 45 minuti è linfa per il 3-4 finale, in quello che si rivelerà essere l'allungo definitivo per lo scudetto interista. Un trionfo già parzialmente certificato una settimana prima nel 5-2 casalingo contro la Roma. Allora non ci fu una rimonta, ma il meteorite di Calhanoglu sull'1-1 al secondo minuto di recupero dopo il 45' scacciò via i fantasmi nerazzurri.
E chissà, se il gol della speranza targato Carlos Augusto fosse arrivato prima, magari Chivu sarebbe uscito indenne anche da Madrid. Una riprova di come l'aspetto mentale sia decisivo per l'Inter che, rinvigorita, spezza le certezze dell'avversario, impaurito di fronte all'onda nerazzurra.
© Getty Images | Inter-Pisa 6-2, 23 gennaio 2026
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