Sette gol con la maglia della Nazionale a soli ventuno anni. Una statistica straordinaria che avvicina Pio Esposito al leggendario Giuseppe Meazza (7 gol a 20 anni e 155 giorni), che prima di lui era riuscito a conquistare questo primato. I numeri parlano chiaro: sette reti in tredici presenze non sono solo indice di qualità, ma potrebbero essere la soluzione all'annoso dibattito sul numero 9 azzurro.
Le grandi prestazioni di Pio con la Nazionale aprono inevitabilmente un varco e una riflessione scomoda per Cristian Chivu: questo Esposito può davvero continuare a fare panchina nell'Inter? Se in maglia azzurra il classe 2005 sembra ormai essere un tassello irrinunciabile, in nerazzurro la realtà dei fatti racconta gerarchie blindate: scavalcare la tanto amata, e performante, ThuLa potrebbe essere un obiettivo irraggiungibile. Eppure, nelle prime battute di campionato, complice qualche guaio fisico di Thuram, Pio ha risposto presente alla chiamata di Chivu, partendo titolare in quattro partite su cinque e firmando due gol e un assist.
Numeri che sottolineano la fiducia che Chivu ripone nel giovane azzurro: c'è la consapevolezza che la squadra possa girare perfettamente anche con lui al centro dell'attacco. Il recupero totale dell'attaccante francese, però, ha ripristinato le gerarchie: lo si è visto nelle scelte del tecnico nerazzurro nei big match contro Roma e Real Madrid, in cui Pio ha trovato solo pochi minuti di spazio. Limiti di cui è consapevole e che riconosce con grande umiltà: "Nell'Inter ci sono le due punte più forti del campionato. È normale che ci sia molta alternanza. Sono orgoglioso di essermi ritagliato il mio spazio: guardiamo al momento, passo dopo passo. Non dimentico che vengo dalla B e in un anno ho giocato cinquanta partite". Nonostante la concorrenza, però, il calendario sembra sorridere a suo favore: nove impegni in un mese spingeranno Chivu al turnover, aprendo nuove opportunità a Pio, che già nella scorsa stagione ha dimostrato di incastrarsi perfettamente con entrambi i compagni di reparto.
La società ha ben compreso la portata del fenomeno: blindarlo con un rinnovo fino al 2032 e un ingaggio che supera i 3 milioni è una mossa di prospettiva. Il futuro dell'attacco nerazzurro, insomma, parte da Pio Esposito.