La Procura federale della Figc si avvia verso la chiusura del fascicolo sul mondo arbitrale senza alcuna sanzione disciplinare. Il procuratore Giuseppe Chinè, chiamato a esaminare gli atti trasmessi dai magistrati milanesi, secondo Il Giornale non avrebbe riscontrato illeciti a carico dei tesserati coinvolti. L'indagine della giustizia sportiva seguirebbe così la medesima rotta tracciata da quella penale. A Milano, l'ipotesi di frode sportiva ipotizzata dal pubblico ministero Paolo Ascione nei confronti dell'ex designatore Gianluca Rocchi si era già risolta con una proposta di archiviazione.
Gli uffici di Via Allegri hanno analizzato a fondo il faldone di documenti e la mole di intercettazioni raccolte durante la prima fase investigativa. Il quadro emerso non avrebbe quindi evidenziato comportamenti minimamente rilevanti sotto il profilo della violazione del codice di giustizia sportiva. A fare da eco all'imminente provvedimento formale, le parole emblematiche pronunciate da Daniele Orsato, nuovo designatore arbitrale, al termine del raduno di preparazione estiva a Cascia: "Non c’è nulla di cui dobbiamo vergognarci!".
Nel corso dei sessanta giorni concessi per l'esame del materiale, la Procura della Federcalcio ha voluto estendere gli accertamenti oltre la cerchia dei soggetti inizialmente coinvolti dalla magistratura ordinaria. Diversi fischietti mai entrati nel procedimento penale sono stati ascoltati come testimoni. Gli inquirenti hanno chiesto loro chiarimenti su eventuali condizionamenti o ingerenze nell'esercizio delle proprie funzioni sul terreno di gioco.
Dalle deposizioni raccolte non è emerso alcun riscontro su possibili condotte alterate o pressioni indebite. Il verdetto di archiviazione verrà ufficializzato nel mese di settembre, mettendo la parola fine alla vicenda.