Il legale di Gianluca Rocchi: "Nessuna pressione, ogni scelta in piena autonomia e indipendenza"

09 Lug 2026 - 14:11
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Gianluca Rocchi © italyphotopress

Gianluca Rocchi © italyphotopress

"Pressioni dell’Inter? Rocchi non ha mai subito pressioni. Il colloquio in Procura è stato positivo, Rocchi sta bene ed è tranquillo. Esito inchiesta? Vedremo!» Così a Radio CRC, la radio dei tifosi del Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il legale dell'ex designatore Aia Gianluca Rocchi, l'avvocato Antonio D’Avirro. Queste le sue dichiarazioni relative all'incontro di qualche giorno fa con i pm della Procura di Milano Ascione e Ielo: "Il mio assistito ha risposto bene a tutte le contestazioni che gli sono state fatte. È stato chiarissimo, puntuale e preciso nel rispondere a tutte le domande. Tanto rumore per nulla? Non saprei dire, vediamo! Non c’è stata alcuna pressione nella maniera più assoluta. Come ha affermato e precisato lo stesso Gianluca Rocchi dopo tutte le contestazioni che gli sono state fatte, le designazioni arbitrali sono stata scelte e operate in piena autonomia e indipendenza da parte del mio assistito e non ha mai subito alcuna pressione da parte di nessuno".

Ricordiamo appunto che l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi - dimessosi lo scorso 24 aprile dopo aver ricevuto un avviso di garanzia - è stato sottoposto a un interrogatorio di oltre cinque ore a Milano da parte del procuratore aggiunto Ielo e del pm Ascione. Al centro del colloquio, le presunte "designazioni combinate" che, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbero favorito l'Inter. Tuttavia, alcuni punti deboli dell'impianto investigativo stanno facendo trapelare l'ipotesi di un'archiviazione per il reato di frode sportiva, configurando il quadro non come un illecito strutturato, bensì come un "non sistema" basato sul semplice buonsenso gestionale.

Il Corriere dello Sport evidenzia come nonostante la tesi investigativa prema sul presunto favoritismo verso il club nerazzurro, l'inchiesta presenta contraddizioni: nessuno dei vice di Rocchi (Gervasoni, Tommasi, Ciampi, Di Liberatore, Tonolini) presenti al telefono nelle intercettazioni risulta indagato, così come nessun dirigente dell'Inter (incluso il referee manager Schenone, già escusso come teste). Inoltre, i capi d'accusa si focalizzano su tesi opposte, contestando a Rocchi sia l'inserimento di arbitri teoricamente "graditi" sia, al contrario, l'invio di direttori di gara ritenuti "sgraditi" ai milanesi.

Durante il lungo faccia a faccia, l'ex fischietto internazionale ha smontato la tesi accusatoria spiegando la prassi standard adottata storicamente dai vertici della CAN: l'obiettivo primario di un designatore è preservare la serenità psicologica degli arbitri. Nel caso specifico di Torino-Inter dello scorso aprile, la scelta di Maurizio Mariani è arrivata dopo le titubanze dello stesso fischietto di Aprilia, reduce dalle furiose polemiche di un precedente Inter-Napoli. Una gestione protettiva che ricalca esattamente quanto fatto in passato dall'ex designatore Rizzoli con Daniele Orsato, rimasto lontano dai nerazzurri per ben tre anni dopo il celebre scontro Pjanic-Rafinha in un Inter-Juventus del 2018.