IL LUTTO

Il calcio italiano piange Beppe Savoldi: addio a 'Mister due Miliardi', aveva 79 anni

Nella sua carriera l'ex attaccante ha indossato le maglie di Atalanta, Bologna e Napoli che lo acquistò per una cifra record ai tempi

26 Mar 2026 - 17:02
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Il calcio italiano è in lutto per la morte di Beppe Savoldi, indimenticabile bomber cresciuto nell'Atalanta e che ha vestito anche le maglie di Napoli e Bologna. Con i felsinei in particolare, ha vinto ben due delle tre Coppe Italia che può vantare nel suo palmares. Savoldi, uno degli attaccanti più prolifici degli anni 70, si è spento all'età di 79 anni dopo una lunga malattia. Nella sua carriera ha segnato oltre 160 gol in Serie A collezionando anche quattro presenze in Nazionale.

Ad annunciare la morte di Savoldi è stato il figlio Gianluca sui social: l'ex attaccante del Bologna e del Napoli fu ribattezzato 'Mister due Miliardi' per il passaggio record dal club rossoblù a quello partenopeo. "Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe": inizia così il post del figlio Gianluca, anche lui ex calciatore e ora allenatore.

"I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all'ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell'amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò pur travolti dal dolore. Ringraziamo i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIIl e dell'lstituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche" conclude il post social.

Nato a Gorlago il 21 gennaio 1947, Savoldi si è spento a Bergamo dopo una lunga malattia. In Serie A ha collezionato 405 presenze e 168 reti, entrando tra i migliori marcatori di sempre del campionato italiano. Capocannoniere nella stagione 1972-73 e tre volte miglior realizzatore della Coppa Italia, detiene anche il primato delle presenze nella top ten dei cannonieri stagionali, ben dodici. Cresciuto nell'Atalanta, esordì giovanissimo in Serie A nel 1965. 

Dopo le prime stagioni a Bergamo si impose definitivamente con il Bologna, dove visse gli anni migliori, vincendo due Coppe Italia e affermandosi come uno dei bomber più affidabili del campionato. Nel 1975 il trasferimento al Napoli per una cifra record che gli valse il soprannome di "Mister due Miliardi", primo grande trasferimento milionario del calcio italiano. In azzurro segnò 77 gol in quattro stagioni, contribuendo alla crescita del club negli anni precedenti all'era di Diego Armando Maradona.

Rientrato poi al Bologna, la carriera fu segnata dalla squalifica per il caso Totonero. Tornò in campo nel 1982 con l'Atalanta prima del ritiro. In Nazionale collezionò quattro presenze e un gol. Dopo aver lasciato il calcio giocato intraprese la carriera di allenatore nelle serie minori, guidando diverse squadre tra C1 e C2 e ottenendo una promozione con il Saronno a metà anni Novanta. Resta il ricordo di un attaccante completo, forte nel gioco aereo e dotato di straordinario senso del gol.