L'ANALISI

Gasp aspetta il primo acuto della Joya ma la Roma continua a sognare in grande

Il terzetto offensivo con gli argentini e Malen resta in campo per 90 minuti ma questa volta non punge. Eppure la panchina propone alternative interessanti

di Matteo Dotto
19 Set 2026 - 21:07
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Il sabato dell'illusione giallorossa frustrata dall'ennesima impresa in rimonta dell'Inter. Assaporava il primo posto in solitaria, la Roma, andata al riposo sul 2-0 grazie alla prima doppietta in carriera (destro per l'1-0, sinistro per il 2-0) di Manu Koné, uno che è tutto fuorchè un goleador. 4 gol in totale nelle due precedenti stagioni romaniste, 4 nei tre tornei in Bundesliga con il Borussia Moenchengladbach. Due reti propiziate da azioni cominciate dal sinistro di Dybala e rifinite da una bella palla dentro di Molina e da un tocco sporco di Mancini. Certo, la delusione dell'Olimpico giallorossa è grande: andare alla sosta guardando tutti dall'alto sarebbe stata tanta roba. Ma alla fine l'impressione è che ne avesse di più l'Inter.  Dopo la tripletta iniziale contro la Fiorentina, Malen per la seconda volta consecutiva va in bianco all'Olimpico: quella girata che ha impattato la testa di Martinez poteva essere il break per la fuga.

La difesa, che nelle prime quattro sfide di campionato aveva incassato solo un gol (quello di Ederson), si è fatta infilare due volte da Lautaro Martinez, mica uno qualsiasi. Magari Balerdi ed Hermoso potevano essere più attenti sul primo gol, magari Wesley poteva non farsi staccare sul pareggio. Ma probabilmente la svolta è stata la pallaccia persa da Mancini che ha dato il "la" alla segnatura del 2-1 proprio in apertura della ripresa, dando una grande spinta psicologica alla squadra di Chivu. 

Gasperini deve così rinviare l'appuntamento con la 300esima vittoria in Serie A da allenatore come anche si prolunga il personale digiuno contro l'Inter, che non batte dal 2018, dai tempi dell'Atalanta. Ci è andato vicino, probabilmente senza un paio di cambi obbligati dietro (Balerdi ed Hermoso) avrebbe potuto buttar dentro anche Mora e/o Castro per provare a vincerla.

Per la prima volta nessuno del terzetto offensivo è stato sostituito. Forse Soulé a sinistra si sente un po' sacrificato non potendo liberare il suo mancino, ma il numero 18 non ha lesinato impegno e grinta (come anche una gran giocata nella ripresa). E prima o poi arriverà anche il primo squillo di Dybala, che non segna da gennaio (nel 2-0 in casa del Torino) ma che non sembra essere mai stato così in forma fisicamente.