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La vera chiave della partita però è stata la crescita di Olise, che ha creato dal nulla lo straordinario assist per KM
di Enzo Palladini© italyphotopress
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Prima vera candidata al titolo mondiale dopo l'esordio zoppicante della Spagna, la Francia racconta a tutti che l'unica vera avversaria è la Francia stessa. Sulle straordinarie potenzialità della squadra nessuno ha mai avuto dubbi, se mai ci si chiedeva come fosse possibile far convivere tanti campioni tenendo come finalizzatore il numero uno degli individualisti, Mbappè. Didier Deschamps ha dimostrato che nel calcio si può fare tutto, basta avere la pazienza di spiegare e di verificare l’applicazione della teoria. È servita un'ora di gioco, ma poi tutto è stato risolto, in archivio vanno tre punti meritati e il Mondiale prende subito la piega giusta per i vicecampioni dei 2022, sempre che non ripeta le distrazioni che ha portato al 2-1 di Mbaye e al "quasi" 3-2 allo scadere.
Dopo un primo tempo senza scintille, i primi minuti della ripresa dicono che c'è un solo giocatore in grado di sbloccare il risultato con una sua iniziativa: Michael Olise. Il suo sinistro magico ha iniziato a disegnare traiettorie imprendibili, la sua mente fervida si è messa a generare opportunità. Diventa imprendibile proprio mentre gli avversari cominciano ad accusare un po' di stanchezza. Il segnale forte della sua presenza arriva dopo otto minuti del secondo tempo, sua la prima vera occasione della Francia. Uno squillo che sveglia un po' tutti. E allora, dopo un paio di iniziative arginate, ecco il colpo di genio, assist immaginifico per il taglio di Mbappè, gol dell'1-0 facile per un campione del genere. Meno facile per il contesto in cui arriva.
Kylian Mbappè, appunto. Nessun dubbio sul fatto che sia un atleta immenso. Nasce invece qualche interrogativo sulla sua effettiva attitudine agli sport di squadra. I compagni sembrano essere per lui una presenza impercettibile, gli avversari un fastidio passeggero. Ha deciso (e comunicato a Deschamps) di voler giocare centravanti, traslando il Pallone d'oro Dembelè in una posizione di trequartista ibrido che non rende giustizia al suo talento e al suo fisico. Il primo tempo di Mbappè si riduce a quattro momenti: un passaggio sbagliato, uno stop clamorosamente fallito (con risatina irritante abbinata), un passaggio sbagliato che ha scatenato la ripartenza senegalese (palo di Jackson, tacco di Maignan in calcio d'angolo) e infine un tentativo di sfondamento, uno contro tutti, stroncato dopo un dribbling e mezzo. Zero tiri in porta in 45 minuti, non solo da parte di KM ma di tutta la squadra. Meglio (la squadra e soprattutto Olise) nel secondo tempo, Mbappè si mangia presto un gol, poi reclama un rigore (che forse c'era) proprio allo scadere dell'ora di gioco. Però poi la decide lui, grazie all'illuminazione di Olise che lo mette in condizione di segnare l'1-0. E poi, siccome il calcio cambia nel giro di pochi minuti, Mbappè in pieno recupero estrae dal piede destro un candelotto di dinamite che va all'incrocio dei pali. Doppetta, 3-1, terzo marcatore della storia dei Mondiali.
Con tutte quelle stelle davanti, qualcuno che corre per aiutarle a brillare ci deve essere. Quel qualcuno si chiama Adrien Rabiot e con la maglia della Nazionale non fa altro che replicare le prestazioni del periodo migliore in rossonero, vale a dire fino a marzo. Dinamismo e pochi fronzoli, tanti palloni recuperati, altrettanti portati su con determinazione. Tutto in linea con le motivazioni per le quali Max Allegri lo ha voluto al Milan a tutti i costi. Adesso ha il Mondiale a cui pensare, poi dovrà fare le sue riflessioni. Al Milan è arrivato Ruben Amorim con il suo 3-4-3 rock'n'roll, Rabiot deve capire quanto spazio gli verrà concesso e soprattutto quali compiti dovrà svolgere. Dovesse esserci qualche dubbio, non sarebbe un dramma. Allegri se lo porterebbe molto volentieri a Napoli, pagandolo anche il giusto. Magari con una medaglia di campione del mondo in più nella bacheca. E comunque, siccome Rabiot non è un giocatore di sola quantità ma anche di notevole qualità, prima della fine arriva anche lo straordinario assist in profondità per il 2-0 di Barcola.