Allenare il futuro: “Play for the Future”, al via la seconda stagione

07 Mag 2026 - 21:05
 © Ufficio Stampa

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Entra nel vivo il secondo anno di attività di “Play for the Future”, il progetto promosso da Fondazione Milan, Fondazione CDP e Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, che utilizza lo sport come leva di inclusione sociale per favorire il reinserimento dei giovani coinvolti nei circuiti penali, attraverso percorsi di educazione sportiva e orientamento professionale.

I risultati della prima stagione del programma triennale - promosso nelle sedi di Napoli, Catania, Palermo, Milano e Airola (BN) - sono stati presentati presso l’Istituto Comprensivo Giovanni Falcone di Palermo a margine della finale del torneo che ha visto protagonisti i beneficiari del progetto e i giovani delle associazioni del territorio. Evento che è stato anche occasione di confronto istituzionale, con la partecipazione del Vice-Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Cristiana Rotunno, insieme a Carolina Spataro, Viceprefetto di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, Assessore alle politiche giovanili, e ai rappresentanti delle realtà che hanno promosso l’iniziativa.

Nel corso del primo anno, il progetto ha coinvolto complessivamente 109 giovani sottoposti alla misura penale della messa alla prova. Le attività hanno registrato un coinvolgimento attivo e costante dei partecipanti, favorendo una maggiore consapevolezza personale e relazionale. L’approccio integrato del progetto, che ha combinato pratica sportiva, laboratori valoriali e momenti aggregativi, ha contribuito alla crescita individuale e alla costruzione di relazioni positive, anche grazie al lavoro in rete con gli enti locali.

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All’interno degli Istituti Penali per i Minorenni, i partecipanti acquisiscono i fondamenti del gioco del calcio e le competenze per affiancare un istruttore nella gestione delle attività sportive, allenando di fatto il proprio futuro. Al termine del percorso - curato da FIGC attraverso il Settore Giovanile e Scolastico - è previsto infatti il rilascio dell’attestato “Corso Grassroots Livello E – Social Football”, riconosciuto sia all’interno dell’istituto sia all’esterno presso società sportive esterne.

Nei confronti dei minori e giovani sottoposti a provvedimento penale in carico ai Servizi minorili della Giustizia il progetto prevede inoltre percorsi personalizzati di educazione sportiva e orientamento al lavoro, con bilancio delle competenze e accompagnamento all’inclusione lavorativa.

Uno dei giovani coinvolti nel progetto racconta: “Grazie allo sport ho imparato cosa significa fare squadra, collaborare e rispettare gli altri. Allenarsi con costanza mi ha aiutato non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale, nel modo in cui affronto le sfide quotidiane. Nel corso del progetto ho avuto anche l’opportunità di accedere a una borsa lavoro: durante l’estate ho collaborato alle attività sul campo, affiancando l’allenatore e supportando gli allenamenti del centro estivo”.

Questo modello di intervento si fonda su una stretta collaborazione con il sistema della giustizia minorile, attraverso il coinvolgimento dei funzionari dell’area pedagogica degli Istituti Penali per i Minorenni e della professionalità di servizio sociale degli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero della Giustizia – Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, che curano l’individuazione dei beneficiari, il monitoraggio dei percorsi e la costruzione degli strumenti per la valutazione di impatto sociale dell'iniziativa.