FIORENTINA

Fiorentina, riecco Prandelli: "Scelta di cuore, non me ne sarei mai andato"

Il nuovo tecnico al Centro sportivo con i suoi stretti collaboratori: "Doppia responsabilità, da allenatore e da tifoso"

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La seconda avventura di Cesare Prandelli alla Fiorentina, dopo la prima durata dal 2005 al 2010, è già iniziata. L'ex ct della Nazionale, chiamato dal patron viola Rocco Commisso per sostituire l'esonerato Beppe Iachini, è arrivato al Centro Sportivo 'Davide Astori' dove nel pomeriggio dirigerà il primo allenamento: "Non avrei mai pensato di essere uno dei papabili per questo posto - ha esordito Prandelli in conferenza -. Ho trovato una società coesa, decisa e determinata a iniziare un lavoro di squadra, in campo e fuori". Qualcosa cambierà dal punto di vista tattico: "Ho in mente qualcosa, ma prima voglio parlare coi giocatori che devono essere convinti dei cambiamenti".  Faccia sorridente e carica di entusiasmo e un saluto ai presenti. Con lui il suo vice Gabriel Pin e i due collaboratori Marco Fumagalli (match analyst) e Valter Vio (preparatore atletico). Prandelli farà da 'traghettatore': per lui contratto fino a fine giugno.

Per l'ex ct della Nazionale è un ritorno in viola: "In questi 15 anni ho sempre pensato alla Fiorentina e ho sempre comprato anche gli abbonamenti per vedere la squadra. Sono sempre stato trattato bene e spero di dare tanto. Tra me e la Fiorentina ci sono sentimenti veri e profondi, mi sono messo al servizio della società con una doppia responsabiità, da allenatore e da tifoso vero. Firenze è una città molto particolare ed esigente, dobbiamo essere bravi ed avere grande rispetto della gente".

Nei giorni scorsi Prandelli aveva parlato di Kouamé e Amrabat e proprio loro due potrebbero vedere i cambiamenti principali nel modo di giocare rispetto all'era Iachini: "Di idee ne ho, ma prima parlerò coi ragazzi. Per me Kouamé è una seconda punta che dà profondità, mentre Amrabat non è un giocatore che può dettare i tempi, ma ha qualità straordinarie e può giocare davanti alla difesa. Questa squadra ha un motore forte e le basi per lavorare bene ci sono tutte".

Come sempre in questi casi il rischio è di una minestra riscaldata con pochi risultati. Pericolo che Prandelli ha voluto correre senza troppi pensieri: "Ho scelto con il cuore e l'istinto. Non me ne sarei mai andato da Firenze e tanti tifosi mi hanno chiesto di tornare. Voglio riprendere il discorso dove l'ho lasciato". Positivo l'incontro con il presidente Commisso: "Ho trovato una persona di una sensibilità straordinaria, mi ha detto che prima di iniziare voleva salutare prima Iachini, non è scontato. Vogliamo creare qualcosa di importante".

Da definire con il ds Daniele Pradè, arrivato anche lui al centro sportivo, il resto del suo staff. A Prandelli il compito di risollevare le sorti della Fiorentina, che in sette giornate ha raccolto 7 punti frutto di due vittorie (contro il Torino alla prima giornata e contro l'Udinese alla quinta) e due pareggi. Nel 2010, al momento di lasciare la Fiorentina per sedersi sulla panchina della Nazionale, Prandelli salutò il popolo viola con una lettera piena di affetto. "A chi mi incontra per strada e mi chiama 'Cesare'; a chi ha preso la pioggia, il sole, il vento al Franchi; a chi ha fatto le vacanze a Folgaria, a Castelrotto e a Cortina; a chi ha pianto per un rigore sbagliato o per la gioia di Anfield; a chi ha creduto come me e si è emozionato per una solitaria bandiera viola ad una finestra; a chi ha pensato che, nonostante sbagliassi qualche cambio, ero comunque una persona per bene... A tutti, a Firenze con la sua eleganza un pò malinconica, la sua diffidenza e la sua generosità, devo dire solo due cose: grazie e vi porterò sempre nel mio cuore. Cesare". Cesare è tornato ed è pronto a ridare tutto se stesso per la causa viola.

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