LA CURIOSITà

L'algoritmo che aiuta il Getafe: così hanno ridotto gli infortuni

Tutto merito dell'app Zone7: l'Inter è avvertita

  • A
  • A
  • A

C’è anche un po’ di Italia nel Getafe che si avvicina alla sfida contro l’Inter in Europa League. Il terzo club di Madrid, reduce da un finale complicato in Liga, è infatti all’avanguardia nella prevenzione degli infortuni grazie a una partnership tra Italia e… Israele. Da più di un anno l’incubatore di startup Wylab, con sede a Chiavari, è partner nello sviluppo di business e investitore in Zone7, startup con sede a Palo Alto fondata da due esperti di intelligenza artificiale con un passato in Oracle, Salesforce e nell’intelligence israeliana. Una startup capace di raccogliere già 2,5 milioni di dollari in un round di investimento negli Stati Uniti e che fornisce i suoi servizi anche a club di altri campionati Top in Europa. Con risultati sempre più accurati. Per due anni consecutivi il Getafe ha registrato una riduzione del 70% del numero di infortuni e solo 8 casi (di gran lunga il numero più basso della Liga) nella stagione 2018/19, culminata con la conquista del quinto posto e dell’Europa League. L'Atletico Madrid, nella stessa stagione ne aveva subiti 47 e il Real Madrid 32 (dati Transfermarkt).

Dati ancor più impressionanti se si pensa che all’inizio di quella stagione il Getafe aveva deciso volontariamente di non utilizzare l’algoritmo per avere una controprova della sua efficacia. Risultato: giocatori indisponibili per 96 giorni. Da novembre 2018 a fine campionato, ripristinato il sistema, le assenze per infortunio sono crollate ad appena 35 giorni. Per Javier Vidal, il preparatore atletico del Getafe, è stata la conferma che “questa tecnologia cambierà lo sport professionistico, perché rende oggettivi dei dati che prima venivano valutati in modo soggettivo e permette di prendere decisioni in tempo reale”.

Ma come funziona Zone7? Si tratta di un motore di previsione e raccomandazioni, che interpreta rapidamente l’enorme mole di dati di performance che i club raccolgono ogni giorno: dai prodotti che misurano la forza e il grado di flessibilità dei calciatori, agli strumenti di tracking per analizzare i movimenti sul campo anche senza palla, passando per i carichi di lavoro, le valutazioni bio-meccaniche, i test atletici, i biomarcatori e la storia degli infortuni.

Anziché affidarsi a un professionista che deve analizzare i grafici e le informazioni dei 25 componenti della rosa, l’algoritmo di Zone7 può arrivarci velocemente da solo, riconoscendo i percorsi che portano agli infortuni. Quando un giocatore è a rischio, viene inviata una notifica che include una serie di suggerimenti mirati su come modulare di conseguenza le sue sessioni di allenamento.

Il meccanismo predittivo di Zone7 ha un tasso di precisione del 75% ed è quindi in grado di individuare circa 7 infortuni su 10, fino a 7 giorni prima che avvengano. Ma con una cinquantina di club pro che in Europa già utilizzano il sistema, la sua accuratezza è destinata a migliorare in modo consistente. Più squadre aderiscono alla piattaforma, più preciso diventa l’algoritmo perché viene alimentato da un numero maggiore di dati: proporzione valida sia per un singolo team (i risultati ottenuti dal Getafe nel secondo anno sono stati migliori del primo) che per il database complessivo.

Dopo la lunga sosta forzata per la pandemia, il Getafe ha confermato di essere una squadra prettamente difensiva: brutta, sporca e cattiva, con più falli commessi e più ammonizioni di tutta la Liga. Ma il 4-4-2 del Comandante Bordalàs è stato meno efficace rispetto alla prima parte della stagione, in cui il Getafe era stato addirittura in zona Champions per diverse settimane. Dalla ripartenza gli Azulones hanno vinto solo una partita su undici contro la Real Sociedad, unico match in cui hanno segnato più di una rete; ne hanno pareggiate cinque (di cui tre per 0-0) e perse altrettante, di cui tre di misura. Nonostante il periodo di preparazione più corto e la frequenza delle partite aumentassero considerevolmente il rischio di infortuni, l’efficienza fisica dei giocatori è rimasta elevata.

I risultati ottenuti nello sport professionistico sono solo un primo passo: in Israele, infatti, è in corso un esperimento condotto da Zone7 con il più importante centro ospedaliero di Israele, in collaborazione con altri marchi tecnologici di livello mondiale.

Metriche come il battito cardiaco, il sonno e il livello di saturazione del sangue vengono incrociate con informazioni sullo stile di vita e i profili medici degli operatori sanitari per identificare segnali di fatica causati da condizioni di lavoro e stress eccessivi. Attraverso il monitoraggio dello stato di salute e della fatica fisica e mentale di medici, dottori e infermieri, l’auspicio è di poter tutelare anche gli operatori del settore medico, in un momento di assoluta criticità per i sistemi sanitari di tutto il pianeta. Riuscirci anche grazie al contributo di un’azienda italiana, varrebbe più di un piazzamento in Champions League.

Commenta Disclaimer

I vostri messaggi 0 comments