Inchiesta Aia, l'arbitro Abbattista che si dimise denunciando il sistema: "Risarcimento morale"
© Getty Images
“A chi pensa che questa inchiesta mi renda felice dico che mi risarcisce moralmente, ma sono sempre stato e sono mosso solo da senso di giustizia”. Queste le dichiarazioni all'Adnkronos di Eugenio Abbattista, ex arbitro che si dimise nel 2024 dall'Aia con una pesante lettera di denuncia al sistema, dopo l'inchiesta che ha travolto il mondo arbitrale.
Nella giornata di martedì, Abbattista è stato sentito dal pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione come testimone. Oggi ha 43 anni, ma l'episodio che ha cambiato la sua vita risale al 2020, quando fu confermato arbitro nonostante i "limiti di permanenza nel ruolo". Davanti anche a colleghi più giovani che vennero invece dismessi.
Nel 2024, due anni dopo che la sua carriera era proseguita come addetto Var, si dimise dopo che l'Aia gli vietò di essere sentito dalla procura federale sui dubbi legati alle deroghe per gli arbitri.
Nella lettera d'addio all'arbitraggio ci andò giù pesante: "L'Aia è stata stuprata da mestieranti della poltrona e del voto". Negli ultimi anni ha lavorato come addetto agli arbitri per l'Alcione, in Serie C, e ad agosto 2025 era consulente per la Can di C. Ha arbitrato anche in Kings League prima di un altro addio tra le polemiche con gli organizzatori.