IL PROFILO

"Cuti" Romero, il rambo argentino che vuole provare a vincere anche con un club

Obettivo dichiarato dell'Inter, in passato ha vestito le maglie di Genoa e Atalanta ed è anche stato della Juve ma senza giocarci

di Enzo Palladini
23 Lug 2026 - 15:54
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Sulla sua componente di rambismo non ci sono mai stati dubbi. Ha sempre basato il suo calcio sulla forza fisica, sull'aggressività, sulla furia agonistica. La sera della finale Mondiale abbiamo scoperto che Cristian Gabriel "Cuti" Romero ha anche una vocazione rivoluzionaria. Al momento della premiazione, il difensore argentino ha stretto la mano a tutti meno che a Donald Trump. Non ha mollato la presa sulla medaglia che aveva al collo, è passato oltre e se n'è andato. Le immagini sono diventate immediatamente virali in tutto il mondo, ma Romero non ha chiarito se si sia trattato di una presa di posizione consapevole o di una semplice distrazione, arrivata nel momento più amaro del torneo. Magari avrà modo di parlarne italiano, se dovesse davvero tornare a giocare nel nostro campionato

A livello individuale, il suo è stato un ottimo Mondiale. Ha disputato sette partite, ha segnato un gol importantissimo nella rimonta incredibile contro l'Egitto, ha provocato un'autorete di Capo Verde con un colpo di testa deviato nella propria porta da Diney Borges. Anche nella finale ha fatto la sua parte, fino a quando è stato costretto a uscire per infortunio. Forse meritava di essere inserito nella Top 11 della Fifa più del suo connazionale Lisandro Martinez che è stato tra i prescelti come difensore centrale al fianco del francese Upamecano. 

Lo chiamano "Cuti", praticamente da sempre: un soprannome che non vuol dire nulla. Quando aveva due anni, la sorella maggiore Aldana tentò di pronunciare il nome Cristian e le uscì un suono simile a Cuti. Da allora tutti in ambito familiare hanno iniziato a chiamarlo così, poi anche gli amici alla fine anche tutti i compagni delle squadre in cui ha giocato. Quando è arrivato al Tottenham, nel 2021, il sudcoreano Son Heung-min ha adattato il suo nome a "Cutie" che significa "carino" o "tenero". I tifosi hanno fatto altrettanto e da allora l'hanno sempre chiamato così. 

È stato della Juventus, ma non ha mai giocato nella Juventus. Il club bianconero l'ha acquistato per 26 milioni dal Genoa nell'estate del 2019, lasciandolo in prestito al club rossoblù fino alla fine della stagione. Ma anziché rientrare alla base torinese, l'estate successiva è stato girato in prestito biennale all'Atalanta. Come sempre, i Percassi hanno fiutato l'affare. Dopo il primo anno nerazzurro, hanno deciso di riscattarlo per 17 milioni (dopo averne spesi 2,5 per il prestito) e l'hanno rivenduto al Tottenham per un totale di 53 milioni. Con la maglia degli Spurs ha vinto una Europa League nel 2024-25, da protagonista assoluto. Il suo medagliere è invece impressionante con la maglia della Nazionale argentina: un titolo Mondiale nel 2022 (più la finale appena persa) e due Coppe America, più la cosiddetta "Finalissima" contro l'Italia del 2022 (campioni d'Europa contro campioni del Sudamerica). Bilancio attuale: 58 presenze e 4 gol. 

Nato a Cordoba il 27 aprile del 1998, è cresciuto nelle giovanili del Belgrano. Faceva il terzino destro, poi via via si è accentrato per sfruttare meglio le sue doti di potenza e aggressività. In Italia è arrivato nel 2018, scoperto e acquistato dal Genoa di Enrico Preziosi, 4 milioni il corso dell'operazione. L'ha fatto esordire Ivan Juric e il Cuti ha ricambiato subito la fiducia con prestazioni eccellenti, tanto da conquistare l'area scouting della Juventus. In tre stagioni di Serie A, due al Genoa e una all'Atalanta, ha messo insieme 88 presenze, 5 gol e 6 assist. Nel suo curriculum è anche giusto ricordare in quelle tre stagioni 3 cartellini rossi (uno solo diretto) e 33 gialli, Ma quando si gioca con quella garra, qualche rischio lo si corre sempre.