Il Manchester City di Guardiola: macchina da gol quasi perfetta

Gli inglesi giocano un calcio spettacolare e redditizio: come giocano, punti forti e deboli

di MAX CRISTINA

Il Manchester City di Guardiola: macchina da gol quasi perfetta

Ci siamo, i riflettori si accendono all'Etihad Stadium: la sfida tra il Manchester City e il Napoli, Guardiola contro Sarri, promette scintille. Il rispetto reciproco c'è, il talento non manca. Del resto si sfida il meglio di Italia e Inghilterra al momento e per il Napoli, infermabile in Serie A, sarà un compito arduo fermare la macchina perfetta studiata da Guardiola, "la squadra più forte d'Europa" secondo Sarri. Una squadra devastante nel gioco e nei numeri, quasi invulnerabile come dimostrano i soli 4 gol subiti nelle prime otto partite di Premier League, di cui la metà nel pirotecnico 7-2 allo Stoke City del weekend.

I Citizens stanno velocemente arrivando alla perfezione quasi barcellonesca voluta da Guardiola e se a occhiate distratte possono sembrare una squadra sbilanciata e troppo offensiva, come ha sottolineato lo stesso Sarri, a ben vedere non lo sono, anzi. Il pressing altissimo e asfissiante, i numerosi uomini intorno al pallone e una fetta di campo da coprire nettamente accorciata, rendono il Manchester City quasi ingiocabile quando pienamente in partita. E da inizio stagione a oggi lo sono sempre stati.

COME GIOCA
La qualità è innegabile ed è un ovvio punto di forza per una squadra che nell'ultima partita di Premier League è scesa in campo con un undici titolare valutato più di 500 milioni di euro. Il principio di gioco, invece, è simile a quello impartito da Sarri al suo Napoli, la differenza semmai la fanno gli interpreti. Dopo un anno di apprendistato col calcio inglese, la mano di Guardiola si sta notando in tutta la sua innovazione: possesso palla a uno, massimo due, tocchi per spostare il pallone da una parte all'altra del campo e aprire varchi nelle difese avversarie, tanto a destra con le incursioni di Walker quanto sulla catena di sinistra dove giostrano Silva e Sanè, due che fanno della tecnica e della velocità il loro punto di forza. Fonti di gioco, insomma, che possono passare da diversi piedi educati conferendo alla manovra quell'imprevedibilità che fa saltare il banco. Col solo Fernandinho in rottura, ma nemmeno troppo, il pressing altissimo e asfissiante diventa d'obbligo e una volta recuperata palla nella trequarti, con la difesa avversaria in uscita, la qualità di Silva e De Bruyne fa tutta la differenza del mondo, con Gabriel Jesus - in attesa di Aguero - abile stoccatore. La "regola dei sei secondi" entro i quali la palla persa dev'essere recuperata, studiata in Catalogna e sublimata cammin facendo tra Baviera e Inghilterra.

PUNTI DI FORZA
Questo Manchester City, in pratica, ti può attaccare in tutti i modi. Passando dall'interno con le verticalizzazioni precise di De Bruyne e Silva, impressionanti contro lo Stoke City e pronti a chiudere triangolazioni larghe con i propri inserimenti, o dall'esterno con le sgroppate di Walker sulla destra e di Sané sulla sinistra. Un mal di testa tattico per ogni avversario, un divertimento per gli spettatori.

PUNTI DEBOLI
Secondo Sarri non ce ne sono, ma la storia ci insegna che la perfezione non esiste, tanto meno nel calcio. Il Napoli dovrà essere bravo a giocare una partita attenta fin oltre i propri limiti, ma con il coraggio e la capacità di saper sfruttare le ripartenze che il City gli permetterà, saltando in palleggio quella fase di transizione su cui Guardiola punta molto ma che, quando fallita, scopre gli inglesi. Lo spazio c'è e ci sarà, alle spalle di Walker e Delph (se confermato e adattato nel ruolo di terzino sinistro). Anche Otamendi e Stones, se presi in velocità come Insigne-Mertens-Callejon sanno fare potrebbero andare in difficoltà.

RISULTATI
I numeri parlano chiaro: il Manchester City di questo inizio stagione è lontano parente di quello impacciato della scorsa. In campionato sono arrivate sette vittorie in otto partite, tra cui quella importantissima in casa del Chelsea. Ventinove gol fatti, di cui 17 nelle ultime tre casalinghe, e solamente 4 subiti. Cifre sublimate anche in Champions League dove nelle prime due uscite Guardiola ha raccolto sei punti, frutto di altrettanti gol segnati e nessuno subito.

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