OTTAVI DI FINALE

Champions League: Saul fa sognare l'Atletico Madrid, Liverpool battuto

I Colchoneros vincono 1-0 con gol decisivo al 4', poi si chiudono: la qualificazione si deciderà a Anfield

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I campioni in carica della Champions League del Liverpool perdono 1-0 nella trasferta del Wanda Metropolitano contro il solito sornione Atletico Madrid, rendendo decisamente complicato il ritorno in quel di Anfield. La rete decisiva arriva dopo appena 4 minuti ed è firmata da Saul, poi i Colchoneros riescono a imbrigliare gli avversari che (al netto di un gol in netto fuorigioco di Salah) non riescono a creare concrete occasioni per pareggiare.

Decisivo sarà un Anfield che già si può prevedere infuocato come nei giorni e nelle notti migliori. Ma dall'altra parte ci sarà il fuoco di Diego Simeone e per certi versi la tempesta perfetta del suo Atletico Madrid. Una squadra brava come poche altre a spegnere i bollenti ardori altrui, smontando un giocattolo all'apparenza perfetto. Come avvenuto al Wanda Metropolitano, dove la squadra che sta mettendo sotto scacco la Premier League attacca per 86 minuti (e oltre) e non riesce a segnare nemmeno un gol. Con i padroni di casa che provano a piantare già il primo piede nei quarti di finale grazie a un gol che pesa come un macigno. E che arriva al minuto numero 4.

La sfida si mette subito bene per l'Atletico Madrid, che parte forte nei primi minuti (sono Correa e Renan Lodi a provarci sulle due fasce con la loro grande velocità), quindi al 4' arriva già il gol che deciderà la partita: c'è un corner per i rojiblancos battuto da Koke, il Liverpool non riesce a liberare l'area e su tocco involontario di Fabinho il pallone finisce a Saul che a pochi passi dalla porta non ha problemi ad andare in gol. I Reds non reagiscono, tanto che solo un provvidenziale salvataggio di Robertson impedisce a Morata di raccogliere un cross potenzialmente pericolosissimo di Renan Lodi. Poi, su leggerezza di Van Dijk, Morata penetra in area dalla sinistra e va al tiro: respinge Alisson di ginocchio. Sul ribaltamento di fronte, a sorpresa, Salah trova il modo di battere Oblak ma il gol del pareggio non c'è: fuorigioco. Sintomo però di un Liverpool tutt'altro che arreso al risultato, come dimostra il successivo tiro dello stesso Salah (salva Felipe mettendo in corner) e un cross velenoso di Alexander-Arnold che spaventa l'Atletico Madrid senza però che nessuno degli attaccanti ospiti riesca a intervenire.

Klopp nella ripresa si gioca la carta Origi al posto di Mané, ma l'Atletico Madrid resiste e anzi sembra piuttosto tranquillo (dopo pochi minuti arriva addirittura una ruleta di Renan Lodi). Il Liverpool però c'è, e su cross di Gomez per poco Salah non trova la porta con il colpo di testa di prima intenzione. Con il trascorrere dei minuti sono sempre più dei Reds le iniziative, con un Simeone tarantolato ma che di fatto dovrà realmente trattenere il fiato pochissime volte. Anzi, ci sono anche due palloni interessanti per raddoppiare, ma sul primo Morata scivola sul più bello, sul secondo la mira di Renan Lodi non è perfetta. Ci prova quindi il capitano Henderson a riaprire la partita, addirittura in acrobazia, ma non c'è niente da fare. Intanto entra anche Milner, il Liverpool è tutto proteso in avanti ma la verità è che Oblak non dovrà più sporcarsi i guanti. E si arriva così al triplice fischio finale, con i Reds che lasciano Madrid forti solo del 67% del possesso palla e della consapevolezza di aver schiacciato nella propria area l'Atletico Madrid. Che però ha disinnescato una delle potenze di fuoco del calcio mondiale, e a sua volta sa che quando si presenterà a Anfield non solo si troverà davanti un Liverpool molto preoccupato. Ma anche un'avversaria che avrà a propria disposizione un solo risultato su tre, e la certezza di dover segnare due gol. Non pochi, contro una squadra impenetrabile.
 

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