L'ANALISI

Aggressività, voglia e un super Dybala: per una sera torna la vera Juve

Nella partita contro lo Zenit Allegri ritrova sprazzi della squadra che dominava il campionato

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Più che lo psicologo e il ritiro alla Juve è bastato trovare il Dybala migliore per tornare a vincere e convincere. Ottavi conquistati a punteggio pieno e la domanda senza risposta del perché il rendimento sia così diverso tra Champions e campionato. Certo, la vera impresa è stata quella col Chelsea, Malmoe e Zenit non sembrano proprio avversari irresistibili, ma è evidente che se la voglia e l'intensità messi in mostra nell'ultima serata europea si fossero viste anche con Empoli, Sassuolo o Verona, i punti nell'attuale classifica di Serie A sarebbero più dei miseri 15... 

Dopo i giorni passati sotto processo, qualcosa nell'orgoglio di giocatori di qualità deve scattare per forza. E così si assiste dal primo minuto della partita contro lo Zenit a un assalto continuo alla porta avversaria, a una ferocia raramente vista in stagione nel riaggredire una volta persa palla e alla voglia di andare a pressare anche a livelli alti di campo. L'atteggiamento non sarà la sola chiave per ottenere risultati ma di certo aiuta. E tanto. Non sempre si potrà vedere una squadra così offensiva come quella contro i russi, con Bernardeschi e Chiesa sulle fasce, due terzini pronti a spingere, un centrocampista che imposta e l'altro chiamato all'inserimento costante e due punte. O meglio, una punta (Morata) più un folletto che gira per il campo seminando il panico andandosi a trovare la posizione giusta per servire assist e trovare i gol.

Paulo Dybala is back, e questa è una delle cose che contano, per dirla con il famoso mantra bianconero. Poi, anche nella solita semplificazione cara a tifosi e commentatori, è evidente come non ci si possa basare solo su una prestazione, per quanto buona, per dimenticare i tanti problemi della rosa attuale. Qualche indicazione importante, però, è arrivata. Anche se è sconcertante che debbano arrivare batoste e prese in giro per riattivare orgoglio e dignità, l'intensità fisica e la concentrazione mentale della partita con lo Zenit sono le basi fondamentale per capire da dove ripartire. Il pressing e la riaggressione sono gli aspetti tecnici che possono caratterizzare una squadra che non avrà mai una chiara fluidità di gioco ma che, pelomeno, potrà contare su principi chiari in fase difensiva sperando poi di risolvere le partite con la classe superiore dei singoli. Augurandosi sempre di avere Dybala e Chiesa ai livelli del match che ha dato a una Juve ferita l'accesso ai quarti di finale di Champions con due turni d'anticipo. 

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