INGHILTERRA

Premier League: Liverpool irriconoscibile, stravince il Manchester City

Pessima prestazione da parte dei Reds neocampioni, travolti per 4-0 dagli uomini di Guardiola. Nell'altro match, lo Sheffield United schianta il Tottenham

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Il Liverpool neocampione d’Inghilterra affonda a sorpresa in casa del Manchester City, che si impone con un nettissimo 4-0. Avanti con De Bruyne su rigore al 25’, la squadra di Guardiola allunga con Sterling al 35’ e Foden al 45’. Un’autorete di Oxlade-Chamberlain al 66’ chiude definitivamente i conti. Nell’altra partita brutto ko per il Tottenham, battuto 3-1 dallo Sheffield United e sempre più lontano dall’Europa.

MANCHESTER CITY-LIVERPOOL 4-0
Si stenta a credere che quello dell’Etihad Stadium sia un passaggio di consegne, legittimato tra l’altro dalla ‘guardia d’onore’ riservata dai Citizens ai neocampioni al momento dell’ingresso in campo. Il punteggio finale, infatti, rispecchia appieno un match dominato dall’inizio alla fine dal Manchester City, grazie al quale gli uomini di Pep Guardiola possono consolidare in maniera quasi definitiva il secondo posto e prendersi, nel loro piccolo, una rivincita contro i rivali ormai irraggiungibili in classifica. Dopo una prima fase di studio, la partita si sblocca al 25’: Sterling si guadagna col mestiere un calcio di rigore per trattenuta di Joe Gomez, De Bruyne davanti ad Alisson è gelido e il suo tiro precisissimo vale l’1-0. La rete galvanizza i padroni di casa, che raddoppiano dopo dieci minuti esatti: gran ripartenza di Gabriel Jesus che serve Foden, il giovane centrocampista inglese serve in area Sterling che punisce la sua ex squadra e firma il raddoppio. Al 45’ arriva anche il tris: splendida azione corale della squadra di Guardiola, conclusa da un dai e vai tra De Bruyne e Foden che libera proprio quest’ultimo davanti ad Alisson. Il tiro del classe 2000 è forte e preciso, si va all'intervallo sul 3-0.

Nella ripresa il copione non cambia: Sterling e Foden vanno vicini al quarto gol, il Liverpool non riesce proprio ad entrare in partita. A chiudere definitivamente un match in realtà mai iniziato è un'iniziativa di Sterling, che al 66’ riceve un grande assist smarcante del solito De Bruyne e conclude a rete: Oxlade-Chamberlain, nel tentativo di respingere, non fa altro che deviare la palla oltre la linea di porta. Nei minuti di recupero ci sarebbe anche un quinto gol, segnato da Mahrez, ma l’arbitro annulla per un tocco di mani nel corso dell’azione. Poco male per il Manchester City, che al fischio finale porta a casa una vittoria a dir poco brillante: vale solo per l'onore, ma a giudicare dal sorriso di Guardiola non è poco.

SHEFFIELD UNITED-TOTTENHAM 3-1
Ferito, stanco, arrabbiato, senza forze: è il Tottenham di José Mourinho, che a Bramall Lane domina nel possesso palla (al triplice fischio sarà del 67%), ma fatica tremendamente al cospetto di uno Sheffield United accorto, ben messo in campo e tremendamente efficace. E che alla fine raccoglie una vittoria fin troppo netta e dalle tante conseguenze. La più evidente: il sorpasso in classifica, a +2 dai londinesi e con ritrovate ambizioni europee. Dall'altra parte ci sono gli Spurs che si vedono appunto ben più lontani dalle coppe, ma si ritrovano anche a doversi spiegare i motivi di una squadra che gira sempre più spesso a vuoto. Gli ospiti si affacciano concretamente dalle parti di Henderson per la prima volta con qualcuno che di mestiere non fa certamente l'attaccante: è Dier, che non trova la porta con il colpo di testa. Inizia poi la giornata stregata di Harry Kane, che ci prova dal limite ma spedisce fuori di un nonnulla. Al 31' arriva quindi il gol, ma lo segna lo Sheffield: è opera di Sander Berge, che ha tutto il tempo di raccogliere l'assist dalla destra di Basham, controllare il pallone in piena area e scaricare di destro alle spalle di Lloris senza che nessuno lo contrasti. Qualche secondo dopo arriverebbe il pareggio, rabbioso, di Harry Kane al termine di una caparbia percussione di Lucas Moura. Il Var rileva però una deviazione con il braccio del brasiliano. In caduta, forse non volontaria, ma certamente decisiva. Il gol non c'è, il Tottenham si arrabbia, ma c'è poco da fare.

La ripresa non vede il riscatto dei londinesi. Anzi, il tema del match appare sostanzialmente invariato: un giro palla insistito e asfittico del Tottenham, che non genera sostanziali scossoni. Quando lo Sheffield si porta in avanti, invece, fa paura. Lo dimostra McGoldrick, che dopo l'ora di gioco sfiora il raddoppio con un colpo di testa fuori di pochissimo. Ma il bis dei padroni di casa effettivamente arriva: è opera di Mousset, da poco in campo e che al 69' viene dimenticato a centroarea dai due centrali del Tottenham e con un facile tocco deposita nella porta sguarnita. I cambi di Mourinho non scuotono la squadra, dove Kane vede ancora due volte un suo pallone finire nella porta avversaria ma sempre a gioco fermo: una volta per fuorigioco, l'altra per un suo precedente fallo. Chi non smette di giocare è invece lo Sheffield, che addirittura all'84' triplica con McBurnie, ancora una volta grazie alle marcature troppo morbide di un Tottenham in bambola. Al 90' Kane accorcia nel più facile dei modi e aggiunge le Blades all'elenco delle squadre a cui ha segnato in carriera. Ma è l'unica soddisfazione di una serata da dimenticare.

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