PREMIER LEAGUE

Premier League: il Chelsea non guarisce e pareggia in casa con il Leicester

Nel giorno del ritorno di Lampard a Stamford Bridge finisce 1-1, con i Blues che rischiano anche il ko

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Il Chelsea stecca ancora e, dopo il clamoroso ko con il Manchester United alla prima stagionale in Premier League (4-0), anche il debutto casalingo si trasforma in una cocente delusione. Finisce infatti 1-1 con il Leicester: al vantaggio firmato al 7' dal giovane Mason Mount risponde Wilfred Ndidi al 67'. Nel finale gli ospiti sfiorano anche la vittoria. Sorride invece lo Sheffield United: 1-0 al Crystal Palace, è la prima vittoria stagionale.

CHELSEA-LEICESTER 1-1

Da malato immaginario a malato effettivo. Difficile trovare una definizione migliore per il Chelsea, che prosegue il suo agosto terribile e dopo le batoste contro il Manchester United in campionato e il Liverpool in Supercoppa Europea non riesce nemmeno a celebrare il ritorno di Frankie Lampard a Stamford Bridge da allenatore. La potenziale festa si trasforma in un mezzo incubo, con i Blues che dominano per una ventina di minuti contro il Leicester, per poi doversi accontentare di un pareggio nemmeno meritato fino in fondo: chi ha più motivi per mordersi le mani sono infatti le splendide Foxes della vecchia volpe Brendan Rodgers. Il Chelsea parte fortissimo e cinge subito d'assedio un Leicester tramortito dalla voglia di rivalsa dei Blues, che tirano letteralmente da tutte le parti: nei primissimi minuti ci provano Pedrito e poi Pulisic e Mount, con Schmeichel che in una manciata di secondi dice di no agli ultimi due. Il gol, quasi inevitabile, arriva dopo 7 minuti, e nella maniera più sorprendente: dormita collettiva tra Schmeichel, Evans e Ndidi, il giovane Mount sradica il pallone dai piedi di quest'ultimo, resiste alla sua carica e con una sassata porta in vantaggio il Chelsea. Una rivincita non da poco per Lampard, premiato dal suo pupillo, giunto a Londra insieme a lui dal Derby County. I Blues sembrano in controllo totale delle operazioni, ma dopo aver cercato il raddoppio con l'ispiratissimo Mount e con Kanté iniziano a rallentare i ritmi.

I primi segnali di una partita che rischia di cambiare arrivano già prima dell'intervallo, quando le Foxes si portano dalle parti di Kepa con l'eterno Vardy e con Maddison. Il Chelsea però non si lascia spaventare, e nella ripresa sembra voler addormentare la partita accontentandosi del vantaggio. Una scelta che non paga, anzi: al 67' arriva un corner per il Leicester, Maddison trova alla perfezione la testa di Ndidi che sovrasta Azpilicueta e incorna in rete. La confusione a Stamford Bridge regna sovrana, come dimostra il fatto che al momento dell'ingresso in campo di Willian il tabellone elettronico del quarto uomo indica che a uscire debba essere il numero 4 (il difensore Christensen) invece del 22 (Pulisic). Non vanno meglio le cose in campo: Maddison solissimo spara sopra la traversa il pallone della vittoria per il Leicester, qualche minuto dopo ci prova anche Vardy con un diagonale largo di una spanna. I cambi chiamati da Lampard (oltre al già citato Willian entrano in campo Abraham e Kovacic) non cambiano la storia della partita, anzi: negli ultimissimi minuti Tielemans e Vardy (addirittura a 10 secondi dalla fine) possono ancora timbrare il successo del Leicester. Il Chelsea deve quindi accontentarsi di un pareggio, e se è vero che la classifica finalmente si sblocca, arriva un solo punto dopo due giornate. Una media quasi da zona retrocessione, per una squadra che ha bisogno di uscire dalla crisi quanto prima.

SHEFFIELD UNITED-CRYSTAL PALACE 1-0

Risaliva al 28 aprile 2007 l'ultima vittoria in Premier League dello Shieffield United, e a distanza di quasi 12 anni e quattro mesi il pubblico di Bramall Lane riscopre il sapore di tre punti ottenuti nel massimo campionato inglese. Lo fa al termine di una partita dominata contro il Crystal Palace, ma decisa da una sola rete e soprattutto dopo aver resistito al forcing finale dei londinesi, pericolosissimi con il temuto Zaha e con l'esperto Schlupp. Anche i primi minuti di partita vedono un Palace più pericoloso (ci prova subito Benteke), poi però i Blades prendono coraggio e si riversano in avanti: ci provano McGoldrick, Freeman, Robinson, in quello che appare come un tiro al bersaglio stregato. Serve l'intervallo e il cambio di campo per sbloccare la situazione, e l'uomo della provvidenza risponde al nome di John Lundstram: è proprio lui che al 47' sfrutta un rimpallo in area per segnare il gol che si rivelerà decisivo per la vittoria finale. Subito Townsend sfiora il pareggio (attentissimo Henderson nella respinta), poi lo Shieffield sulle ali dell'entusiasmo torna all'attacco a caccia di un raddoppio che non arriva. Il finale è quindi con il cuore in gola, ma il fortino biancorosso regge. E 12 anni e quattro mesi dopo, sono finalmente tre punti in Premier League.

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