Dall'Argentina all'Italia, passando attraverso la Francia: un percorso tortuoso, che alla fine potrebbe regalare a Roberto Mancini un bomber quasi infallibile per la sua Nazionale. Si chiama Emiliano Sala e gioca nel Nantes dal 2015. Nel campionato francese sta girando a ritmi impressionanti, segna un gol di media a partita, senza distinzione di guida tecnica. Segnava tanto con Claudio Ranieri in panchina, segna tanto con Vahid Halilhodzic. Non va dipinto come un fenomeno, ma in un momento di assoluta latitanza dei "9" made in Italy potrebbe essere una soluzione alternativa di grande interesse.
Sala è nato a Progreso, paesino di 3000 abitanti scarsi nella provincia di Santa Fè. Ha in tasca un passaporto italiano e non è mai stato preso in considerazione dalla Nazionale argentina. Questo è l'asso nella manica. Lui stesso ha rivelato (ma i giornalisti argentini hanno valorizzato pochino la notizia) di essere stato contattato da un emissario italiano che gli chiedeva se fosse disposto a giocare con la maglia azzurra. Per ora un'idea, ma restando a questo livello il rendimento dei centravanti italiani, ci sono buoni motivi per portare avanti la candidatura di uno che almeno la butta dentro con una regolarità disarmante.
C'è un motivo evidente per il quale Sala non è mai stato convocato nell'albiceleste. In Argentina sanno a malapena chi sia. A 15 anni si è ritrovato a fare un provino nella scuola calcio Proyector Crecer di San Francisco, presso Cordoba, collegata al Bordeaux. Preso subito. Durante uno dei viaggi in Argentina dei dirigenti francesi, è stato notato e invitato in Francia. Da allora non ha mai lasciato il Paese transalpino. Mai una presenza da professionista nel suo Paese.
Tifoso dell'Independiente, sogna di giocarci un giorno. Intanto se la gioca a suon di gol alla pari di fenomeni come Mbappè, Neymar, Cavani. In Europa si trova perfettamente a proprio agio e se non avrà la possibilità di giocare per l'Argentina potrebbe anche prendere in considerazione l'azzurro.