Messico, Maradona lascia i Dorados per "motivi medici"

Il Pibe de Oro dovrà subire due interventi chirurgici, a spalla e ginocchio. Diego: "Devo pensare alla mia salute"

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Per "motivi medici", Diego Maradona, 58 anni, ha lasciato il ruolo di allenatore della Sinaloa Dorados, squadra della seconda divisione messicana. A quanto si è appreso, Maradona dovrà subire due interventi chirurgici, alla spalla e al ginocchio. A gennaio, il calciatore era stato ricoverato in un ospedale in Argentina perché colpito da sanguinamento gastrico, pochi giorni prima di tornare in Messico per la sua seconda stagione con i Dorados.

"Diego Maradona ha deciso di non continuare come capo allenatore di Dorados", ha dichiarato il suo manager, Matias Morla, sul suo account Twitter. "Su consiglio medico dedicherà tempo alla sua salute e si sottoporrà a due interventi chirurgici: alla spalla e al ginocchio; siamo grati alla famiglia Dorados e continueremo insieme il sogno nel futuro".

Il chirurgo ortopedico di Maradona, il tedesco Ochoa, ha detto all'inizio di quest'anno che l'ex stella del calcio non ha praticamente più cartilagine nelle ginocchia a causa di una grave artrosi e necessita di protesi. "Insieme abbiamo stupito il mondo, abbiamo dimostrato che il calcio è tutta una questione di passione e di cuore, sarai sempre un Dorado, grazie per tutto Diego - ha twittato il club - . Guarisci e ci vedremo presto".

Quando Maradona era arrivato a Sinaloa, considerato il cuore del narcotraffico in Messico, in molti avevano temuto una sua ricaduta nei problemi di dipendenza del passato. Ma nei nove mesi trascorsi in Messico il calciatore della 'mano de Dios' non ha mai avuto problemi fuori dal campo ed è riuscito a portare la sua squadra vicino alla prima divisione, persa per un pelo a favore dell'Atletico San Luis.

MARADONA: "DEVO PENSARE ALLA MIA SALUTE. GRAZIE DORADOS, SAREMO UNITI PER SEMPRE"
"Ciao a tutti. Volevo chiarire che la mia decisione di lasciare i Dorados de Sinaloa ha a che fare con la mia salute. Oggi sfortunatamente devo fare un passo indietro e lasciare il club, che mi ha fatto sentire come se fossi a casa mia.

Ringrazio tutti coloro che fanno parte del club, dal Presidente Antonio Nunez, ai tifosi, che ci hanno sempre sostenuto.

Apprezzo anche la serietà e la responsabilità di Jorgealberto Hank e Cristian Bragarnik. Grazie al mio staff tecnico e a tutti i miei giocatori, che hanno raggiunto due finali promozione consecutive.

Ma oggi devo pensare a me stesso e alla mia salute. I medici mi chiedono di fermarmi, perché gli anni passano e ogni volta fa più male. Devo fare due operazioni che ho rinviato a lungo. Grazie a Dio nessuna è rischiosa, ma ci vuole tempo e riposo per poterle fare e credo che questo sia il momento.

Sinceramente non so come spiegarlo, ma ringrazio tutti quelli che pensano sempre a me. Confido che abbiamo lasciato il nome del club in alto, e dico ai Dorados e al suo popolo che siamo uniti per sempre. A presto".

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