VIOLENZA SESSUALE

Dani Alves rischia 12 anni di carcere, la presunta vittima rinuncia all'indennizzo

Prima notte in cella per il 39enne brasiliano accusato di violenza sessuale ai danni di una 23enne. Le telecamere della discoteca smentirebbero la sua versione dei fatti

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© afp

Dani Alves rischia fino a 12 anni di carcere nel caso venisse giudicato colpevole di violenza sessuale ai danni di una ragazza di 23 anni, avvenuta lo scorso 30 dicembre nel bagno di una discoteca di Barcellona. Il 39enne terzino brasiliano è stato incarcerato il 20 gennaio, nella prigione di Brians 1, a Sant Esteve Sesrovires, dopo che il giudice della Corte d'esame di Barcellona numero 15 ha disposto la detenzione provvisoria senza cauzione per il giocatore. Secondo 'El Pais' la donna avrebbe rinunciato a un risarcimento economico da parte del giocatore. Secondo 'El Periódico', le telecamere di videosorveglianza smontano la versione di Dani Alves, che si è sempre dichiarato innocente: il calciatore avrebbe trascorso circa quindici minuti in quel bagno con la presunta vittima.

Dani Alves avrebbe fornito tre versioni della vicenda, nessuna della quale convincente secondo gli inquirenti, che hanno ascoltato diversi testimoni e visionato le telecamere di sorveglianza. Come riportato da TV3, prima ha detto di non conoscere la ragazza che avrebbe aggredito sessualmente, poi ha commentato di averla vista ma che non è successo niente e, infine, ha affermato che era lei quella che è "saltata addosso". Inoltre secondo la televisione regionale catalana, il calciatore si sarebbe comportato in modo molto "narcisistico", credendosi impunito, durante tutta la sua presenza davanti al giudice che indaga sul suo caso. Il codice penale spagnolo ha da poco cambiato la legge relativa alla violenza sessuale eliminando la distinzione tra aggressione e violenza e ponendo il consenso della vittima al centro del congiunto legislativo. I reati di questo tipo vengono ora puniti con pene tra 12 mesi e 4 anni, che possono diventare 12 anni in caso di aggressione.

LA VERSIONE DELLA RAGAZZA
Secondo la testimonianza della donna, che era accompagnata da due amici, Dani Alves si è presentato come un uomo chiamato "Dani", dicendo che "giocava a bocce a L'Hospitalet de Llobregat". Tuttavia, gli amici messicani della ragazza lo hanno riconosciuto. Dopo aver iniziato a scherzare con i tre, Alves si è avvicinato alla vittima parlandogli in portoghese finché non gli ha afferrato forte la mano portandola verso il suo pene, cosa che avrebbe ripetuto due volte nonostante la resistenza della donna. Alves gli ha poi indicato la porta del bagno affinché lo seguisse lì. Una volta dentro, la donna voleva uscire dal bagno ma, secondo la sua versione, Dani Alves ha chiuso la porta impedendole di farlo. Poi il brasiliano si sarebbe seduto sul water tirandole su il vestito e costringendola a sedersi sopra di lui, dicendole che era la sua "piccola puttana". A quel punto l'avrebbe costretta a fargli una fellatio alla quale lei provò a resistere attivamente, finché lui la schiaffeggiò, la sollevò da terra e la penetrò fino a eiaculare. Poi, sempre secondo quanto dichiarato dalla donna, le disse di aspettare ad andarsene e di farlo solo una volta che lui avesse lasciato il bagno.

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