GERMANIA

Bundesliga, Sancho affonda il Lipsia: Bayern Monaco campione ancor prima del 6-0 al Gladbach

Il Borussia Dortmund vince 3-2 grazie alla doppietta dell’inglese, titolo ai bavaresi. Sorridono Wolfsburg e Hoffenheim

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La 32esima giornata di Bundesliga consegna il titolo di campioni al Bayern Monaco, dominanti per 6-0 sul Borussia Mönchengladbach (tripletta di Lewandowski) e già trionfanti con la sconfitta del Lipsia a Dortmund. Il Borussia sorride infatti 3-2 grazie a Reus e alla doppietta di Sancho. Continua a correre il Wolfsburg, terzo e vincente per 3-0 sull’Union Berlino: 0-0 tra Werder Brema e Bayer Leverkusen, l’Hoffenheim stende 4-2 lo Schalke 04.

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BAYERN MONACO-BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH 6-0
Il Bayern Monaco scende in campo con la dolcissima consapevolezza di avere in tasca l’ennesimo titolo tedesco e festeggia schiacciando il povero Borussia Mönchengladbach. La partita per i padroni di casa sembra sin dall’inizio avere senso quasi solo per i gol di Lewandowski e infatti gli bastano un paio di minuti per scaricare il suo destro in rete. Lo stesso polacco va vicino al raddoppio, ma è al 23’ che un goffo inciampo di Bensebaini spiana la strada ai bavaresi fino all’assist di Musiala per il 2-0 di Muller (con decisiva deviazione di Zakaria).  Non è tuttavia concluso lo show personale del centravanti in rosso, con il tedesco che gli serve un bell’assist al 34' per potersi riprendere la scena con una pregevolissima volée. Prima che i bianconeri possano schiarirsi le idee negli spogliatoi, Coman mette la firma con un bel diagonale rasoterra a termine di un veloce contropiede. All’intervallo il match ha già perso ormai interesse da un pezzo. Primo lampo, il fallo di mano di Neuhaus alla mezz’ora: dal dischetto Lewandowski completa manita e tripletta, sono 39 in campionato per lui. Nel finale espulso poi Kouassi per il Bayern, che chiude il 6-0 con Sané.

BORUSSIA DORTMUND-LIPSIA 3-2
Termina con due giornate di anticipo il sogno Bundesliga del Lipsia, che perde a Dortmund e consegna il titolo al Bayern Monaco. In una sfida dalle altissime motivazioni al Borussia bastano però soltanto sette minuti scarsi per infrangere l’equilibrio, perché Hazard serve di tacco in area Reus e il capitano onora il gesto tecnico con la rete del vantaggio. Non si tratta di un episodio, perché per tutto il primo tempo i gialloneri legittimano l’1-0 e l’azione più pericolosa è una fuga di Sancho che si conclude sull’esterno della rete. Purtroppo per Nagelsmann la seconda frazione di gioco comincia esattamente come la prima e al 6’ lo stesso inglese concretizza con il raddoppio un’azione insistita. Al 18’, però, il primo squillo degli ospiti vale la riapertura dei giochi, con Forsberg che batte alla perfezione un calcio d’angolo per Klostermann a incornare a rete. Come già capitato più volte in stagione, però, il Borussia Dortmund sembra ingolfarsi e i ragazzi della Red Bull acquisiscono fiducia: al 33’ Hwang si inserisce in area dalla sinistra e serve un rasoterra facile facile per il tap-in di Olmo che vale il 2-2. Per una volta la squadra la squadra di Terzic riesce però a reagire e all’87’ Sancho imita l’avversario spagnolo, depositando in rete su una bella azione corale: quinto successo consecutivo, Champions League alla portata.

WOLFSBURG-UNION BERLINO 3-0
Per un finale che si sta delineando come infuocato in zona Champions League, il Wolfsburg tiene duro e torna a vincere dopo i tre stop nei quattro impegni precedenti e supera un ormai sazio e salvo Union Berlino. Dopo soli 12 minuti è un gran gol di Brekalo da fuori area a far intendere a tutti l’andazzo del pomeriggio, anche se poco più tardi Luthe evita il raddoppio su Philipp. Dopo la pausa lo stesso portiere salva anche su Baku e la squadra della capitale sfiora il pareggio con il palo colpito da Pohjanpalo dal limite: gli ospiti non sono quindi permissivi, ma al 17’ Brekalo si ripete e corona una splendida prestazione con un altro gol spettacolare. Al 90’ Luthe pasticcia poi sull’ennesima conclusione del croato e la palla finisce in rete: i biancoverdi continuano ad avere il destino nelle proprie mani verso la qualificazione europea, traguardo di assoluto valore per il club della città della Volkswagen.

WERDER BREMA-BAYER LEVERKUSEN 0-0
Termina la deprimente striscia di sette sconfitte di fila del Werder Brema e terminano le speranze di Champions League del Bayer Leverkusen. In ogni caso, nessuno può sorridere davvero al Weserstadion, sia per queste due parole “fine”, sia per un match privo di gol. Una rete la segna in realtà Sinkgraven nel primo tempo, ma la Var segnala un fuorigioco facendo tornare il tabellone luminoso sui propri passi. Nella ripresa le emozioni sono addirittura minori in un match dai sei inefficaci tiri in porta totali e il tentativo di Selke sùbito dopo l’intervallo manca lo specchio. Nel finale Dinkci dà almeno modo ai giornalisti presenti di riprendere in mano gli appunti, facendosi espellere al 90’: i padroni di casa devono ancora sudarsi la salvezza dopo aver ritrovato i punti che mancavano dal 10 marzo, le Aspirine devono difendere l’accesso all’Europa League.

HOFFENHEIM-SCHALKE 04 4-2
Una partita a due facce a Sinheim, con l’Hoffenheim che prima rischia un clamoroso capitombolo e poi va invece a prendersi i tre punti contro la cenerentola Schalke 04, definitivi per la salvezza. Sotto sopra rispetto alla trama prevista da classifica e addetti è senza dubbio il primo tempo, nel quale gli ospiti si portano addirittura in doppio vantaggio. Un’evenienza non certo prevista per una squadra che ha vinto due volte in tutto il campionato, ma Uth al quarto d’ora e Mustafi di testa su corner al 42’ danno forma allo 0-2 dell’intervallo. Dopo meno di 120 secondi dal rientro in campo la punizione vincente di Kramaric avvisa tutti che il tempo delle favole è finito e al 7’ Akpoguma sugli sviluppi di un calcio d’angolo ristabilisce la parità. A questo punto i padroni cavalcano l’onda dell’entusiasmo e dichiarano chiuso il momento ludico: al quarto d’ora della ripresa un’altra punizione di Kramaric trova la testa vincente di Baumgartner e al 19’ Bebou scopre il poker finalizzando il bel cross di Grillitsch.

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