Lippi: "Io al Milan? No, ho già una panchina: sul lungomare di Viareggio"

L'ex ct sponsorizza Totti: "E' la Roma, merita un altro anno di contratto"

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Marco Materazzi, uno degli eroi di Berlino, lo rivedrebbe sulla panchina della Nazionale nel ruolo di "ricostruttore" nel dopo Conte. Un Lippi-tris che in molti nei giorni ci portano verso il decennale della quarta coppa del Mondo (gli stessi in cui si consuma l'addio di un grande del 2006 come Luca Toni e si discute dei possibili-probabili titoli di coda nel rapporto tra Totti e la Roma) caldeggiano sempre più apertamente. Una terza edizione che però non ci sarà. Se Marcello Lippi tornerà a vestire l'azzurro Italia lo farà semmai con un altro ruolo, da supervisore tecnico e non da ct.

La carriera in panchina, sempre che dovesse effettivamente riprendere, riprenderà più probabilmente su quella di un club. Quale, allora? Il Milan? Tanto si è detto e scritto, ma per Lippi non c'è mai stato nessun effettivo contatto: "Io sulla panchina del Milan? E' un po' di tempo che si dice ma non c'è niente di vero. E, in effetti, sono ancora qua. L'unica panchina su cui siedo al momento è quella sul lungomare di Viareggio".

Ironia toscana, messa da parte nel momento in cui il discorso scivola sull'impresa di Ranieri: "La favola del Leicester non è paragonabile con l'Italia, con quella del Verona di Bagnoli per esempio. Tutto così all'improvviso, tutto dopo una stagione in cui si era salvato all'ultima giornata". Insomma, pazzesco. Come pazzesca la carriera di due "suoi" uomini, Toni e Totti. Elogi per il primo e un pensiero accorato per il secondo, rivolto alla dirigenza romanista: "Francesco è la Roma, deve continuare un anno ancora. Almeno"