Catania, chiesta retrocessione in Lega Pro e -5

Il procuratore Palazzi ha fatto le sue richieste durante il processo per le partite comprate la scorsa stagione. Intanto 5 anni di Daspo per il presidente degli tenei e l'ad Cosentino

Pulvirenti e Cosentino (IPP)

E' cominciata con un Daspo ad Antonino Pulvirenti e Pablo Cosentino la giornata del processo di primo grado della giustizia sportiva sull'inchiesta per le partite comprate dal Catania per evitare la retrocessione in Serie B. Il presidente degli etnei e l'amministratore delegato del club sono stati inibiti dal presenziare a manifestazioni sportive per 5 anni. Intanto, il procuratore Palazzi ha chiesto la retrocessione in Lega Pro con -5 punti.

La collaborazione offerta in Procura Figc da Pulvirenti è volta proprio a ottenere il patteggiamento e ad alleggerire la posizione del club che - deferito per doppia responsabilità diretta per le presunte combine di sei partite che consentirono ai rossazzurri di ottenere la salvezza in Serie B - altrimenti rischierebbe la Serie D. L'ufficio di Palazzi sembra ritenere sufficienti le ammissioni fatte dal patrone rossoazzurro nelle oltre sei ore in Procura per una proposta di patteggiamento dinanzi al Tribunale federale nazionale: la Lega Pro (con una forte penalizzazione) per il club; l'inibizione di Pulvirenti per 5 anni, ma non la radiazione. Intanto, la Virtus Entella è stata ammessa come parte terza al processo. Il club ligure, che nella scorsa stagione ha perso il playout di Serie B, è stato ritenuto portatore di "interesse sussistente". Le sentenze sono attese entro giovedì.

PALAZZI CHIEDE LEGA PRO E -5 PER IL CATANIA

Il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto cinqu eanni di inibizione per Pulvirenti e la retrocessione in Lega Pro con 5 punti di penalizzazione per il Catania. "La collaborazione è sempre rarissima e merita una valutazione premiale, l'omertà è spezzata con questi elementi collaborativi", ha detto il procuratore Figc, Stefano Palazzi, chiedendo al Tribunale Federale Nazionale la sanzione ridotta per il Catania e il patron Pulvirenti in base all'articolo 24 del Codice di Giustizia Sportiva applicabile "in caso di ammissione di responsabilità e di collaborazione fattiva". La Procura Figc ha chiesto, inoltre, cinque anni di inibizione più preclusione, più altri tre anni di inibizione e un'ammenda di 60mila euro, per l'ex ad Pablo Cosentino e il dirigente Piero Di Luzio. Stralciata la posizione dell'agente dei calciatori Michele Arbotti, attualmente agli arresti domiciliari.

PULVIRENTI: "LASCIO IL CALCIO, VENDO IL CATANIA"

"Era la mia prima volta e anche l'ultima perché esco definitivamente da questo mondo". Così ha parlato il patron del Catania Antonino Pulvirenti al termine del processo al Calcioscommesse in cui la Procura Figc ha chiesto la retrocessione del club in Lega Pro a -5. "Ho messo tutto in mano a un avvocato. Esco da proprietario del club. Richieste leggere? Ho collaborato sin dall'inizio. Evidentemente il Procuratore Palazzi ha ritenuto questo atteggiamento congruo, ma io con questo chiudo col calcio. Ho fatto i nomi di altri giocatori e situazioni che sono coperte da segreto, il procuratore deve fare ulteriori indagini" ha continuato. "Il Catania sopravvive? Aspettiamo la sentenza: il Catania esce fuori da una situazione per colpa mia. Non so alla fine se ha beneficiato di qualcosa, il tempo lo dirà. Io ero in una situazione dove sono stato pesantemente minacciato, a Catania non è semplice. Mi sono stati recapitati dei proiettili con delle minacce di morte a me e alla mia famiglia. Ho fatto un errore, dovevo essere più forte". Sul Daspo comminatogli dal questore di Catania ha invece commentato: "Vedremo di fare ricorso, mi sembra una pena eccessiva. Di solito viene dato in caso di atteggiamenti violenti, non credo di aver usato violenza contro nessuno. Io il Daspo già me lo sono dato da solo perché non assisterò più alle partite nemmeno da spettatore".

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