Una sconfitta dopo l'impresa di Torino. Ma più che il ko casalingo con il Milan preoccupano gli infortuni: anche Deiola si aggiunge alla "squadra" dell'infermiera infermeria composta, in ordine di sparizione dal campo, da Belotti, Zè Pedro, Felici e Folorunsho. A questi si aggiungono gli acciacchi di Mina, ieri in panchina: è guarito, ma dopo lo stop di qualche mese, ha ancora bisogna di tempo per tornare al cento per cento. «Dopo la partita col Pisa si è fermato qualche giorno - ha detto Fabio Pisacane nel dopo partita - ha avuto l'influenza prima di Torino, poi in questi giorni si è allenato e sta ritrovando una condizione buona, è un giocatore importante per noi, oggi è stata una scelta tecnica ma speriamo di averlo presto al top". Deiola si è fatto male proprio nell'allenamento di rifinitura: ne avrá per diverse settimane, forse anche un mese. Il giocatore più vicino al ritorno in campo è Zè Pedro. Per Belotti e Felici stagione quasi finita o finita, per Folorunsho il ritorno in campo è previsto per fine gennaio. Anche per questo il Cagliari cercherá di portare in rossoblù almeno un centrocampista: confermato l'interesse per Nicolussi Caviglia, ma ci sono anche altri giocatori nel mirino. "Sicuramente - ha detto Pisacane a fine gara - siamo un po' corti soprattutto in mezzo e qualcosa da fare c'è, ma di questo è giusto parli il direttore Angelozzi". Punto interrogativo Esposito: "Ha sentito un crampo - ha detto il tecnico rossoblù - poi quando è tornato in panchina ha sentito una sorta di fitta quindi valuteremo le sue condizioni". Intanto, per vedere quanti danni ha fatto la sconfitta di ieri bisognerà aspettare i risultati delle dirette concorrenti. Cagliari subito in campo perchè giovedì dopo Allegri, è in programma la sfida contro un altro ex mister, Nicola, allenatore della Cremonese. "Ripartiamo dalle cose buone fatte con il Milan- ha concluso il tecnico- e da quelle meno buone che vanno analizzate perché se non hai vinto devi migliorare qualcosa. Il calendario è fitto e non ammette soste, sono tutte finali e quindi lottiamo come sempre tutti insieme, non siamo abituati ad abbatterci".