Atalanta , Gasperini: ecco perché ho detto no alla Roma

Il tecnico nerazzurro spiega alla Gazzetta che "avrei guadagnato di più, ma..."

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Nessuna avventura a Roma, nessun addio. Gian Piero Gasperini spiega i motivi che l'hanno spinto a restare all'Atalanta dopo una stagione straordinaria, culminata con la storica qualificazione alla Champions: "Come potevo lasciare questa città? - dice a Luigi Garlando della Gazzetta dello Sport -. Certo, Roma poteva essere una bella alternativa... Di sicuro avrei guadagnato di più, ma a tutti i club che mi hanno cercato ho spiegato che prima avrei dovuto parlare con Percassi".

Nel ripercorrere la cavalcata dei nerazzurri, Gasp parte da lontano e dall'eliminazione nei preliminari di Europa League contro il Copenaghen per spiegare che quell'amarezza ha poi dato la giusta spinta alla squadra per rilanciarsi in campionato. Tra le parole di Gasperini spunta anche un curioso aneddoto, una lavagnetta su cui scrivere quale sarebbe stato l'obiettivo della squadra e in cui "nessuno scrisse Champions". Anzi, le ambizioni erano piuttoste basse e al massimo un paio di ragazzini si erano spinti a prospettare una qualificazione in Europa League, mentre per i più, tra cui Ilicic, l'obiettivo era salvarsi al più presto. Salvarsi, altro che Champions.

Inutile dire che la risposta sul campo è poi stata completamente diversa anche se Gasperini ha già ampiamente girato pagina per cominciare a immaginarsi il futuro. Un futuro in cui la caccia ai giocatori dell'Atalanta deve essere vana. Perché, ha più volte ribadito il tecnico, nessuno deve muoversi da Bergamo. Nemmeno Zapata o Mancini anche "se l'offerta è di 60 milioni parliamone, perché con quei soldi si possono trovare sostituti". La linea è comunque quella della continuità, con la conferma della rosa e l'inserimento di alternative importanti soprattutto in avanti per Gomez, Ilicic e Zapata.

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