Pellé, gol alle critiche inglesi e no alla Serie A
Il bomber snobba il ritorno in Italia, ecco perché
In Inghilterra erano già pronti a definirlo un mezzo flop visto che nel 2015 non aveva ancora segnato con la maglia del Southampton. Con il gol alla nazionale di Hodgson, Graziano Pellè ha usato il modo più bello per rispondere alle critiche dei tabloid. Un bene per l'Italia di Conte, un po' meno per la Serie A. Nel post partita il bomber è stato chiaro: "Non torno, qui solo polemiche mentre da noi il calcio è uno show".
Quel "da noi" deve far riflettere tutti. L'Italia ha creduto poco in Pellé come dimostrano le pochissime presenze (e quindi gol) con Lecce, Sampdoria e Parma: così lui si è preso le sue rivincite all'estero. Prima in Olanda e ora in Inghilterra il bomber è cresciuto nel silenzio e si è conquistato la Nazionale a suon di gol. La grande esplosione è arrivata al Feyenoord con Ronald Koeman, l'allenatore che più di tutti lo ha capito e aiutato: 57 partite e 50 gol. Media degna del miglior Cristiano Ronaldo, come il look. Tanto che è nato il taglio di capelli alla Pellè, molto di moda tra i ragazzi olandesi. In estate il passaggio in Premier con il suo mentore e anche qui sono arrivati diversi gol: da semisconosciuto è partito con il botto con 12 gol nella prima parte della stagione. Anche grazie a lui i Saints sognano l'Europa con il sesto posto in classifica. Con l'anno nuova una flessione nelle prestazioni, ma adesso con la cura Conte ha ritorvato il sorriso. Ironia della sorte proprio contro gli inglesi.
Molte squadre di Serie A hanno messo gli occhi su di lui, ma Pellé non ha alcuna intenzione di tornare. Un no secco con tanto di motivazioni, più che giuste: "Io vengo da un altro calcio, la Premier è uno show. Dispiace che intorno alla Nazionale ci siano tante polemiche. Siamo orgogliosi di andarci, ma in Italia ci sono troppe polemiche. Io sono pro Italia: città belle come da noi non ci sono, u clima come il nostro non c'è. Peccato che quando ci saranno gli stadi nuovi io sarò troppo vecchio, ma un giorno la Serie A tornerà a essere il tornero più bello del mondo". Insomma, l'Italia è il paese più bello al mondo, ma non più per giocare a calcio. Ora non solo i campioni snobbano il nostro campionato...