Italia Under 21 fuori dall'Europeo: Chiesa, Barella, Mancini e Pellegrini escono a testa alta

Promossi, rimandati e bocciati della spedizione azzurra: Cutrone si è rilanciato con il gol al Belgio, Kean chiude a zero e in castigo

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L'illusione è durata un giorno in più, ma alla fine l'Italia Under 21 saluta l'Europeo. Da Francia-Romania non sono arrivate le notizie che speravamo, così gli Azzurrini andranno in vacanza e il c.t. Gigi Di Biagio, quasi certamente, non sarà confermato. Un'occasione sprecata, perché si giocava in casa e per il valore della rosa nel suo complesso, ma non da tutti. Perché c'è chi esce a testa alta dal torneo.

PROMOSSI - Federico Chiesa ha sfruttato la vetrina per rilanciarsi. La stagione nera della Fiorentina, che nel girone di ritorno ha rischiato persino di retrocedere in Serie B, non lo ha aiutato. Doveva essere l'anno della consacrazione, le tre partite dell'Europeo Under 21 hanno detto che è un giocatore già pronto per grandi palcoscenici. Trascinatore assoluto contro la Spagna, con una doppietta fantastica, ultimo ad arrendersi contro la Polonia, tra i migliori anche con il Belgio. Spesso gli viene imputata la scarsa cattiveria sotto porta, chiude con tre gol che consentiranno a Commisso di sparare alto o magari di trattenerlo ancora a Firenze, come ha rivelato di recente.

Nicolò Barella ha mostrato lampi da grande campione, pur confermando qualche limite. Contro la Spagna è stato lui a non chiudere su Ceballos, con la Polonia si è un po' eclissato, contro il Belgio è stato immenso. L'Inter, che è sulle sue tracce, ha ammirato un talento che con Conte può solo crescere. Di certo merita una grande dopo le ottime stagioni al Cagliari. Lorenzo Pellegrini è già in una big, la sua Roma: ha trasformato con freddezza il rigore della sicurezza contro la Spagna, è stato continuo confermandosi un giocatore di qualità e di grande sostanza, un centrocampista completo. 

Gianluca Mancini è stato il pilastro di una difesa che ha subito un gol a partita, ma in realtà senza mai andare in affanno. Contro la Bosnia, nella Nazionale maggiore, aveva faticato, con i suoi coetanei è apparso sicuro e insuperabile, pericoloso anche in zona gol come lo è spesso all'Atalanta.

RIMANDATI - Patrick Cutrone si è tolto le scorie di un'annata complicata nell'ultima partita, perché contro la Polonia, partito titolare, era rimasto ancora a secco. Poi con il Belgio ha avuto un'altra chance e l'ha sfruttata mettendo fine al lungo digiuno con un gol da centravanti vero. Affidargli il peso dell'attacco forse è ancora troppo, ma le qualità da numero 9 ci sono e vanno coltivate. Alex Meret ha qualche responsabiltà sulla rete che di fatto ci butta fuori dall'Europeo, quella subita dalla Polonia, ma con la Spagna era stato reattivo: giocare nel Napoli, con un maestro come Ancelotti, lo aiuterà a diventare grande in fretta.

BOCCIATI - Moise Kean e Nicolò Zaniolo avevano i mezzi per far parlare di loro in altro modo. Invece si sono resi protagonisti prima sui social (e fin lì niente di grave), poi con i ritardi che hanno indotto Di Biagio a punirli. L'attaccante della Juve chiude l'Europeo senza gol: dopo aver contribuito allo scudetto bianconero con reti importanti (come quella al Milan), mostrando sì il talento, ma non ancora la maturità necessaria per confermarsi ad altissimi livelli. Il centrocampista della Roma è arrivato stremato all'appuntamento più importante e l'ha fallito: due ammonizioni, zero squilli, la squalifica e infine il castigo. Roberto Mancini sostiene che sia fisiologico dopo averlo lanciato in Nazionale prima che lo facesse Di Francesco alla Roma: la speranza è che torni presto il giocatore della doppietta al Porto. E a proposito di c.t., Di Biagio merita un capitolo a parte: non ha avuto fortuna contro la Polonia, ma aveva a disposizione una squadra fortissima, la migliore degli ultimi anni. E non è riuscito ad arrivare tra le prime quattro con un gioco non sempre all'altezza degli uomini. Farà tesoro di quest'esperienza, ovunque ripartirà.

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