Nba: vittoria al fotofinish per i Clippers di Gallinari, a Milwaukee non basta super Antetokounmpo

Cadono ancora i Lakers, sconfitti 124-123 anche da New York, il greco ne mette 52 ma a fare festa sono i Sixers di Joel Embiid

Nba: vittoria al fotofinish per i Clippers di Gallinari, a Milwaukee non basta super Antetokounmpo

Una vittoria all'ultimo respiro. I Los Angeles Clippers di Gallinari (20 punti) superano in volata i Brooklyn Nets 119-116 grazie al game-winner di Lou Williams. Cadono ancora, invece, i Lakers di LeBron James, sconfitti anche dai New York Knicks: 124-123 il punteggio finale. Spettacolo tra Milwaukee e Philadelphia: ai Bucks non bastano i 52 punti di un super Giannis Antetokounmpo: a far festa sono i Sixers di Joel Embiid, che vincono 130-125.

LOS ANGELES CLIPPERS-BROOKLYN NETS 119-116
Continua la risalita in classifica dei Los Angeles Clippers, che superano, in un finale al cardiopalma, i Brooklyn Nets: 119-116 il punteggio finale. L'eroe della partita è Lou Williams che, alla sua stagione da incorniciare, aggiunge anche il game-winner allo scadere, che regala un’importantissima vittoria ai Clips. Con LA avanti di 10 punti a un minuto dalla fine, i Nets tornano in parità a 5.3 secondi dalla sirena grazie alla tripla di D'Angelo Russell e al gioco da tre punti di DeMarre Carroll. Qui, a togliere le castagne dal fuoco e a evitare un'incredibile beffa, ci pensa Williams che, da 9 metri e con l'uomo addosso, lascia partire una tripla che brucia la retina e affossa le speranze di Brooklyn. Alla fine sono 25 i punti di Williams uscendo dalla panchina, a cui si aggiungono i 20 di Danilo Gallinari (anche 11 rimbalzi e 5 assist per l'azzurro, che tira 7/17 dal campo). Ai Nets, invece, non bastano la doppia doppia da 32 punti e 10 assist di Russell e i 22 punti di Carroll. Nonostante la sconfitta, Brooklyn (36-36) resta al settimo posto nella Eastern Conference, mentre Los Angeles (41-30), ottava a Ovest, mantiene invariato il proprio distacco nei confronti dei Kings.

MILWAUKEE BUCKS-PHILADELPHIA 76ERS 130-125
Uno spettacolo da togliere il fiato. Milwaukee Bucks-Philadelphia 76ers è una di quelle partite di regular season Nba che, senza un motivo apparente, sembra direttamente estratta dal manuale del basket. Combattuta, tirata, spettacolare e coinvolgente: quasi un assaggio di playoff. Alla sirena finale, sono i Sixers a imporsi 130-125 nonostante la notte da sogno di Giannis Antetokounmpo. Il greco chiude con 52 punti, a cui aggiunge 16 rimbalzi e 7 assist, con 15/26 dal campo, 3 triple a segno su 8 tentativi e 19/21 ai liberi. Dall'altra parte, però, Phila è bravissima a non farsi travolgere dall'atletismo e dalle giocate del 'Greek Freak' e a rispondere colpo su colpo alle spallate dei Bucks. La squadra di coach Brett Brown trova il solito mostruoso contributo di Joel Embiid, che chiude con 40 punti, 15 rimbalzi e 6 assist, mettendo anche la firma sulla tripla decisiva per chiudere i conti a 35 secondi dalla sirena finale. La differenza, la fa il supporting cast: Milwaukee deve accontentarsi dei 19 di Middleton e dei 14 di Lopez, mentre Philadelphia può contare sui 27 di Jimmy Butler e sui 19 di JJ Redick. Nonostante la sconfitta, Milwaukee (52-18) resta la squadra con il miglior record della lega, mentre i Sixers (45-25) salgono al terzo posto a Est alle spalle dei Toronto Raptors.

NEW YORK KNICKS-LOS ANGELES LAKERS 124-123
Piove sul bagnato in casa Lakers. Dopo aver rinunciato ormai definitivamente al sogno playoff per la prima volta nella propria carriera Nba, LeBron James deve anche subire l'onta di incassare una sconfitta contro la peggior squadra della lega (la seconda in stagione in altrettanti confronti), con tanto di stoppata sull'ultimo tiro, che avrebbe potuto valere la vittoria. Un finale da film, insomma, visto che a quattro minuti dal termine LA era avanti di 11 punti proprio grazie a una tripla del 'Re'. I Lakers, però, alzano troppo presto le mani dal manubrio, incassano un parziale di 13-2, suggellato dai liberi di Mudiay, e tornano a casa l'ennesima sconfitta di una stagione da incubo: 124-123 il punteggio finale al Madison Square Garden. Nonostante la stoppata subita da Mario Hezonja, che potrà un giorno raccontare ai propri nipotini di aver fermato il 'Re', James gioca una partita encomiabile, chiudendo con 33 punti, 6 rimbalzi e 8 assist, anche se con qualche errore di troppo nell'ultimo quarto. A questi, si aggiungono i 18 punti di Kyle Kuzma e i 14 di Reggie Bullock. A New York, invece, è bastato mandare tutto il quintetto in doppia cifra: sono 28 i punti di Mudiay (8/11 dal campo con 8 assist), 25 quelli di Damyean Dotson, a cui si aggiunge la doppia doppia da 15 punti e 17 rimbalzi di DeAndre Jordan.

MIAMI HEAT-CHARLOTTE HORNETS 93-75

I Miami Heat compiono un passo (forse) decisivo verso i playoff grazie alla vittoria contro un'avversaria diretta come gli Charlotte Hornets: 93-75 il punteggio finale. Un successo che Miami trova solo nel finale, grazie a un ultimo quarto da 32-15, e che porta la firma di due veterani in uscita dalla panchina: sono 19 i punti di Goran Dragic, a cui si aggiungono i 17 di Dwyane Wade (con anche 8 rimbalzi e 2 assist). Partita da dimenticare, invece, per Charlotte, che non fa letteralmente mai canestro (31% di squadra dal campo e 19% dall'arco), e che non segna mai più di 20 punti in ciascun quarto. Coach Borrego non trova il solito contributo da Kemba Walker, che chiude con solo 10 punti e un pessimo 4/16 dal campo. Il miglior realizzatore tra le fila di Charlotte è Jeremy Lamb, che ne mette 21, a cui si aggiungono i 12 di Nicolas Batum e i 13 di Frank Kamisky, gli unici altri giocatori in doppia cifra. Una vittoria che permette agli Heat (33-36) di difendere l'ottavo posto a Est e di allungare a due partite il vantaggio nei confronti proprio dei Calabroni (31-38).

DETROIT PISTONS-TORONTO RAPTORS 110-107

Continua il momento positivo dei Detroit Pistons che, dopo due brutti scivoloni, trovano il secondo successo consecutivo e si portano a casa uno scalpo importante come quello dei Toronto Raptors: 110-107 il punteggio finale. La squadra di coach Dwayne Casey, una delle più positive dalla pausa per l'All-Star Game, è ormai certa di un posto nei prossimi playoff e, se dovesse continuare a giocare in questo modo, sarebbe una mina vagante che tutte le altre contendenti vorrebbero sicuramente evitare. I protagonisti indiscussi in casa Pistons sono sempre Andre Drummond e Blake Griffin: il primo chiude con la consueta doppia doppia da 15 punti e 17 rimbalzi, mentre il secondo ne aggiunge 25 e cattura anche 8 rimbalzi. Ai Raptors, che erano privi di Serge Ibaka e Kyle Lowry, non sono serviti i 33 con 10 rimbalzi di Kawhi Leonard e i 17 di Fred VanVleet. Toronto (49-21) non riesce così ad approfittare del passo falso di Milwaukee contro Philadelphia e resta a 3 partite di distanza dal primo posto della Eastern Conference, mentre Detroit (36-33) consolida il proprio sesto posto, allungando nei confronti di Brooklyn, sconfitta dai Los Angeles Clippers.

HOUSTON ROCKETS-MINNESOTA TIMBERWOLVES 117-102
Gli Houston Rockets hanno imparato a vincere anche senza le mirabolanti imprese di James Harden. Il 'Barba' costretto a fare i conti con uno stiramento dei muscoli del collo e conseguenti problemi di cervicale non riesce a giocare la sua solita pallacanestro fatta di isolamenti e penetrazioni, ma deve accontentarsi (si fa per dire) di una prova da 20 punti e 10 assist. Coach Mike D'Antoni, però, può contare su di un roster di primissimo livello: sono 25 i punti di Chris Paul, che aggiunge anche 7 rimbalzi e 10 assist, e 20 quelli di Clint Capela, che cattura anche 13 rimbalzi, facendo sentire la propria presenza sotto alle plance. Tanto basta, insomma, per avere ragione dei Minnesota Timberwolves, che si arrendono 117-102. Dall'altra parte, i T'Wolves devono fare a meno di Derrick Rose, costretto ai box da qualche problema fisico, e si affidano ai 21 punti di Josh Okogie e alla doppia doppia da 22 punti e 10 rimbalzi di Karl-Anthony Towns. Per Houston (44-26), che consolida ormai quasi definitivamente il proprio terzo posto nella Western Conference, arriva la vittoria numero nove nelle ultime 10 partite giocate, mentre Minnesota (32-38) resta in decima posizione a Ovest, complice la sconfitta dei Lakers contro New York.

SACRAMENTO KINGS-CHICAGO BULLS 129-102
I Sacramento Kings sono una delle rivelazioni di questa stagione Nba. In California erano anni che non si vedevano 34 W in una singola annata, nonostante, va detto, il sogno playoff, accarezzato per qualche settimana, resti davvero lontano. Contro Chicago arriva un'altra bella affermazione: 129-102 il punteggio finale per Hield e compagni. Queste ultime partite di regular season saranno fondamentali per i Kings per costruire quell'amalgama che, nella prossima stagione, potrebbe anche portare a giocare la post season. Serviranno soprattutto a Marvin Bagley III, un giocatore che ha faticato a trovare la propria dimensione nella prima parte di stagione, e che sta recitando un ruolo da protagonista nelle ultime sfide. Il rookie chiude con una prova da 21 punti e 9 rimbalzi in uscita dalla panchina, a cui si aggiungono i 17 di De'Aaron Fox e i 16 di Buddy Hield. Per Chicago, invece, il migliore in campo è Zach LaVine, che non riesce, però, ad andare oltre i 18 punti. Con questa vittoria, Sacramento (34-35) resta al nono posto a Ovest, a sei partite di ritardo dai Clippers, mentre i Bulls raccolgono la loro sconfitta numero 52 in un'annata da incubo.

ORLANDO MAGIC-ATLANTA HAWKS 101-91
Chi, invece, non ha alcuna intenzione di smettere di sognare i playoff è Orlando. I Magic superano Atlanta 101-91 e restano nella scia dei Miami Heat, lontani sono una partita. Oltre al record e alla posizione in classifica, un motivo in più per credere alla post season si chiama Nikola Vucevic: il centro montenegrino, in questo momento, è uno dei giocatori più dominanti della lega e, contro Atlanta, chiude con un’altra prova da incorniciare: 27 punti e 20 rimbalzi. A questi, si aggiungono anche i 22 di Aaron Gordon e i 14 di Wes Iwundu, in uscita dalla panchina. Dall'altra parte, invece, gli Hawks non hanno più nulla da chiedere alla propria stagione. Il migliore in campo è Trae Young, che chiude con 20 punti, conditi da 6 rimbalzi e 5 assist. Troppo poco il supporto dei compagni, con la doppia doppia di Dewayne Dotson (10 punti e 14 rimbalzi), che non può bastare. Se è vero che Orlando guarda all'ottavo posto dei Miami Heat, non può non fare i conti con Charlotte, lontana appena una partita. Le tre squadre daranno vita a un finale di stagione infuocato, con la consapevolezza che, molto probabilmente, al primo turno di playoff troveranno sulla propria strada nientepopodimeno che Giannis Antetokounmpo...

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