Nba, playoff: Gallinari si arrende a Golden State, San Antonio sbanca Denver

Non bastano 15 punti dell'azzurro: Clippers battuti 121-104. Belinelli ne fa 8 nel 101-96 dei texani, che conquistano il fattore campo. Phila e Toronto k.o. in casa

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Chiusa la regular season Nba, iniziano i playoff. E occorre un reset, comincia un altro sport. Infatti nelle gare della notte solo Golden State mantiene il fattore campo, battendo 121-104 i Los Angeles Clippers di Danilo Gallinari (15 punti). Steph Curry ne fa 38: è il primo di sempre come triple nei playoff. Denver-San Antonio 96-101: per Marco Belinelli otto punti. Vanno k.o. in casa anche Philadelphia e Toronto, contro Brooklyn e Orlando.

GOLDEN STATE WARRIORS-LOS ANGELES CLIPPERS 121-104 (serie 1-0)
I Guerrieri della Baia sono gli unici a vincere in casa in una serata d'apertura dei playoff ricchissima di sorprese. Il 121-104 finale ai danni dei Los Angeles Clippers la dice lunga sull'andamento della gara: Golden State, dopo aver terminato la peggior regular season dell'era-Kerr, entra in modalità playoff e tiene a distanza gli avversari gestendo il gap che si costruisce prima dell'intervallo, chiuso sul 69-56. Grande protagonista Steph Curry, che segna 38 punti e con otto triple diventa il miglior realizzatore all-time da tre nella storia dei playoff. Raggiunta quota 386 e superato Ray Allen, fermo a 385: sì, ma a Curry sono bastate 91 gare, quasi la metà di quelle che sono servite ad Allen (171). Numeri da alieno, numeri da Steph. Per il numero 30 arrivano anche 15 rimbalzi, il suo massimo in carriera nella post-season. E a fine gara si guadagna anche i complimenti del coach degli ospiti, Doc Rivers: "Curry ci ha massacrato per tutto l'anno". Ai Clippers non bastano il solito grande apporto dalla panchina di Montrezl Harrell (26 punti) e Lou Williams (25 con nove assist) e i 15 punti, conditi da otto rimbalzi, di un nervoso Danilo Gallinari. A proposito di nervosismo, da notare la doppia espulsione per Kevin Durant (23 punti) e Patrick Beverley, specialista nelle provocazioni. L'ex Oklahoma, esasperato dalla marcatura oltre i limiti dell'avversario, lo spinge e si guadagna gli spogliatoi con cinque minuti di anticipo. Kerr dirà che KD è caduto nella trappola: contro questi Clippers è un errore che può non lasciare strascichi, ma quando il livello si alza occorrerà avere testa fredda e mani ferme.

DENVER NUGGETS-SAN ANTONIO SPURS 96-101 (serie 0-1)

È forse la sorpresa più inaspettata della serata, perché Denver aveva perso solo sette volte in casa nella regular season, mentre San Antonio in trasferta aveva collezionato 25 sconfitte su 41. E invece i playoff si confermano storia a sé, perché i texani vincono 101-96 una gara che, sebbene il punteggio possa ingannare, è sempre stata sotto il loro controllo. Denver, alla prima apparizione nei playoff in sei anni, è sempre obbligata a inseguire la banda Popovich (al netto delle schermaglie iniziali) e forse soffre l'inesperienza a certi livelli: da considerare che solo quattro dei Nuggets avevano giocato in post-season prima di stanotte, e che Denver ha un'età media inferiore a 25 anni, la più bassa della Western Conference. Non soprende dunque che i padroni di casa vivano di alti e bassi e che paghino dazio contro una squadra più esperta. San Antonio all'intervallo è avanti 59-51, Denver è brava a rimanere in partita nonostante i soli 17 punti nella terza frazione (i texani fanno ancora peggio, realizzandone 13) e arriva a giocarsi gara-1 sul 97-96 a 13 secondi dalla fine, ma Jamal Murray prima forza un tiro che finisce a quasi un metro dal canestro, poi prende il ferro nell'azione successiva. LaMarcus Aldridge prende il rimbalzo e fa due su due in lunetta, portando il punteggio sul 99-96 con 6.9 secondi da giocare. Murray prende il pallone cercando la tripla del pareggio, nonostante lo 0/6 dall'arco (ma è tutta Denver ad andare male da tre, con un misero 6/28). Derrick White glielo ruba e San Antonio vince 101-96. Per i texani il miglior realizzatore è DeMar DeRozan con 18 punti. Marco Belinelli ne fa otto in uscita dalla panchina. A Denver non bastano l'intero quintetto iniziale in doppia cifra, i 20 punti di Gary Harris e la tripla-doppia di Nikola Jokic (10 punti, 14 assist, 14 rimbalzi). Gara-2 è già uno snodo decisivo per i Nuggets.

TORONTO RAPTORS-ORLANDO MAGIC 101-104 (serie 0-1)
Orlando inizia i playoff così come aveva finito la regular season: nel segno della vittoria. E che vittoria, perché i Magic sbancano la Scotiabank Arena di Toronto e conquistano il fattore campo contro i Raptors, favoriti alla vigilia. È una tripla di D.J. Augustin (25 punti, 9/13 dal campo di cui un sensazionale 4/5 da tre) a regalare il 104-101 finale alla banda di Steve Clifford, quando mancano 3.5 secondi alla sirena. Kawhi Leonard (25 anche per lui) fallisce la bomba del pareggio. E per i Raptors continua l'incubo delle gare iniziali dei playoff: adesso lo score è di 2-14. Toronto parte bene: Leonard trova il canestro in tutti i suoi primi quattro tentativi e realizza 11 punti nel quarto iniziale, comandato dai padroni di casa per 30-25. Il secondo parziale si gioca punto a punto, fino al 42-41 per Orlando. Mancano 3'46" all'intervallo lungo, sul parquet si scatena un tornado di nome Augustin, che realizza 10 punti del 15-0 con cui i Magic rischiano di uccidere la partita. Ed è solo grazie alle triple di Gasol e Green che Toronto va all'intervallo con un distacco accettabile (57-49). I Raptors disputano un grande terzo quarto, trascinati dalle prestazioni di Siakam, Leonard e Green, che in tre realizzano 22 punti, quattro in più di tutta Orlando. Tanto da essere avanti 76-75 al 36'. L'ultima frazione si gioca punto a punto: i canadesi tentano di allungare e vanno sul +6 grazie a due punti di Siakam, Orlando ricuce in un amen con i liberi di Nikola Vucevic e una bomba di Aaron Gordon. Fino all'episodio finale che regala la vittoria ai Magic e continua idealmente il record di 22-9 con cui Orlando ha chiuso la regular season ed è riuscita ad agguantare i playoff con una grande rimonta.

PHILADELPHIA 76ERS-BROOKLYN NETS 102-111 (serie 0-1)
Nella prima gara dei playoff 2019 i Nets espugnano il Wells Fargo Center e si prendono il fattore campo contro i Sixers. Brooklyn è sempre in controllo del match: Philadelphia riesce a mettere il naso avanti solo nelle fasi iniziali della gara, trascinata anche da un Joel Embiid che firma otto dei primi dieci punti dei padroni di casa. Il camerunese sembra perciò poter trascinare i Sixers all'1-0 nella serie contro Brooklyn. Ma poi qualcosa gira storto. A cavallo tra il primo e il secondo quarto, Philadelphia realizza solo un punto in 5'20" e Brooklyn ne approfitta per andare sul +17 con una tripla di Russell: percentuali da brivido per la squadra di Brett Brown, che al tiro ne mette sette su 31. Fa anche pensare il 12% da tre a fine gara. Embiid (22 punti e un povero 5/15 dal campo) è chiaramente lontano dal 100%, Phila si appoggia a Butler (36 punti, di cui 13 dalla lunetta) e riesce ad andare al riposo sotto "solo" 62-54. Nel secondo tempo la musica non cambia, perché è vero che i Sixers hanno l'opportunità di andare sul -1, ma quando Brooklyn rialza i ritmi i padroni di casa affondano sotto i colpi di LeVert e Russell: il primo (23 punti) con una tripla riporta Brooklyn sul +14, mentre un canestro del secondo (26, con un non esaltante 10/25 dal campo) provoca addirittura i fischi del pubblico verso i loro beniamini. Il vantaggio dei Nets rimane stabilmente intorno alla doppia cifra fino al 111-102 finale, Embiid (pizzicato nella terza frazione davanti allo smartphone con Amir Johnson) torna rassegnato in panchina a 2'47" dal termine. Adesso ci sarà da andare a prendere la qualificazione a Brooklyn.

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