Nba: Harden stende i Warriors all'overtime, gli Spurs di Belinelli superano Toronto

La stella dei Rockets gioca una partita da favola. Cadono i Raptors in casa di San Antonio

Nba: Harden stende i Warriors all'overtime, gli Spurs di Belinelli superano Toronto

Houston è tornata, la Nba è avvisata. I Rockets superano i campioni in carica di Golden State 135-134 all'overtime grazie alla prova dominante di un James Harden in formato MVP. Il Barba (44 punti, 15 assist e 10 rimbalzi), prima guida la rimonta, e poi chiude i conti con la tripla decisiva nel supplementare. Tripla doppia anche per DeRozan, che lancia San Antonio contro Toronto (107-125). Denver ok con Sacramento: 117-113 il punteggio finale.

GOLDEN STATE WARRIORS-HOUSTON ROCKETS 134-135 OT
Con un James Harden così, gli Houston Rockets sono tornati a fare paura alla Nba. Il Barba ritocca al rialzo le sue già incredibili medie dell'ultimo mese (11 partite consecutive con almeno 30 punti a referto), tornando prepotentemente in lizza per il premio di MVP. Il numero 13 chiude con una prova mostruosa da 44 punti, 10 rimbalzi e 15 assist nella vittoria per 135-134 all'overtime contro gli Warriors, arrivata proprio grazie a una sua tripla allo scadere. Un vero e proprio dominio, fisico e mentale, che riesce a oscurare quanto di straordinario messo in scena dai 'Big Three' di Golden State: sono 35 i punti di Steph Curry, ai quali si aggiungono i 52 (26 a testa) della coppia Durant-Thompson. Alla Oracle Arena, i padroni di casa scappano anche sul +20, ma si sciolgono sul più bello e vengono inesorabilmente ripresi dalla furia di un Harden semplicemente inarrestabile. Decisivo, poi, il contributo di un Clint Capela dominante sotto alle plance, che chiude con 29 punti e ben 21 rimbalzi e quello di Gerald Green, che ne aggiunge 16 uscendo dalla panchina. Una sconfitta che costa il secondo posto a Ovest agli Warriors, scavalcati dai Thunder, e che permette ai Rockets di riportarsi in quarta posizione dopo un avvio di stagione da dimenticare. Houston, i problemi sono finalmente finiti.

SAN ANTONIO SPURS-TORONTO RAPTORS 125-107
E' DeMar DeRozan ad aggiudicarsi la sfida dalle tinte amarcord con l'amico Kawhi Leonard: l'ex All Star dei Raptors mette a referto la prima tripla doppia della propria carriera nel 125-107 finale. Per lui arrivano 21 punti, 14 rimbalzi e 11 assist, che oscurano la prova da 21 punti di un Leonard accolto dai fischi di San Antonio alla sua prima da avversario degli Spurs. I texani partono subito forte, piazzando un primo parziale da 38-19 che indirizza la sfida. I neroargento non calano mai d'intensità e incrementano il vantaggio senza più voltarsi indietro. Tutto il quintetto di Popovich chiude in doppia cifra, mentre dalla panchina esce un Marco Belinelli stranamente falloso al tiro, autore di una prova non particolarmente brillante da 7 punti (con 2/9 al tiro) in 22 minuti di utilizzo sul parquet. Una partita difficile per Kawhi, che cerca di non far rimpiangere l'assenza di Kyle Lowry, ma che deve fare i conti con la pressione e l'infuocata accoglienza di un AT&T Center tradito nel corso dell'ultima estate. "Era probabile che succedesse. È una cosa che ho dovuto affrontare e che mi farà crescere", le sue parole al termine del match.

DENVER NUGGETS-SACRAMENTO KINGS 117-113

Decisamente meno avvincente e suggestiva la sfida tra Nuggets e Kings, con Jokic e compagni che si impongono 117-113 e mantengono la prima posizione nella Western Conference. Una sfida che vive del grande equilibrio iniziale, che si spezza nella seconda frazione, quando i Kings provano a sorprendere Denver con i canestri di Hield. La reazione dei Nuggets è veemente e, con un terzo quarto da 31-18, si riportano a contatto prima di riuscire a piazzare la zampata decisiva nell'ultima frazione. Per la squadra di Michael Malone brillano i soliti Murray (36 punti) e Jokic, che chiude con una doppia doppia da 26 punti e 13 rimbalzi. A Sacramento non bastano i sei uomini in doppia cifra e i 29 punti di Hield. Un successo che, complice la sconfitta degli Warriors contro i Rockets, permette a Denver di allungare a Ovest.

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