Nba: gli Spurs di Belinelli non si fermano più, i Lakers tornano a vincere senza LeBron

San Antonio supera Detroit 119-107, Ingram e Ball trascinano Los Angeles contro Dallas

Nba: gli Spurs di Belinelli non si fermano più, i Lakers tornano a vincere senza LeBron

Una notte da ricordare per i San Antonio e per Gregg Popovich. Gli Spurs trovano il quinto successo consecutivo contro Detroit (119-107), il numero 1221 in carriera per il coach nero-argento, che sale al terzo posto nella classifica all-time. Boccata d'ossigeno per i Los Angeles Lakers che, senza LeBron, si sbarazzano di Dallas 107-97 con Ingram e Ball. Cade Denver, travolta dai 63 della coppia Harden-Capela nel 113-125 finale in favore di Houston.

SAN ANTONIO SPURS-DETROIT PISTONS 119-107
Prosegue la striscia di vittorie consecutive dei San Antonio Spurs, che superano 119-107 i Detroit Pistons in una notte storica per Gregg Popovich. Il coach nero-argento, infatti, ottiene il successo numero 1221 in carriera, che gli permette di agganciare al terzo posto della classifica all-time Jerry Sloan. Davanti a lui restano solo Don Nelson (primo a 1.335 successi) e Lenny Wilkens (secondo a 1.332). Nonostante una partenza complicata, con gli Spurs che si lasciano sorprendere alla Little Caesar Arena dai vogliosi Pistons, San Antonio riesce a raddrizzare la partita con i canestri delle sue stelle: DeMar DeRozan chiude con 26 con 9 assist e 7 rimbalzi, ai quali si aggiungono i 25 di LaMarcus Aldridge (9/12 al tiro). Prezioso anche il contributo di Marco Belinelli che, in uscita dalla panchina, realizza 9 punti in 21 minuti di utilizzo sul parquet. Per i Pistons, invece, non basta la prova convincente di Blake Griffin, l'unico a crederci fino alla fine, come testimoniano i 34 punti a referto con 8 assist. Se per San Antonio si tratta del quinto successo in fila, che vale la sesta posizione a Ovest, preoccupa la situazione di Detroit, giunta al ko numero 14 nelle ultime 18 partite giocate.

HOUSTON ROCKETS-DENVER NUGGETS 125-113
La Partita con la P maiuscola della notte metteva di fronte gli Houston Rockets di un indiavolato James Harden e i Denver Nuggets, prima forza della Western Conference. Dopo la sconfitta contro Portland, in cui il 'Barba' è comunque riuscito a mettere a referto 38 punti, la stella di Houston prosegue nella propria inarrestabile marcia, chiudendo con un’altra prova monumentale da 32 punti e 14 assist (13esima partita consecutiva con almeno 30 punti per lui). A questi si aggiungono i 31 (massimo in carriera) del fido scudiero, Clint Capela, che permettono ai Razzi texani di chiudere i conti sul 125-113 finale. Si interrompe, così, la striscia di cinque vittorie consecutive per Denver (12 i successi nelle ultime 14 partite), che mantiene la prima posizione a Ovest. Difficile per chiunque riuscire ad arginare l'attacco dei Rockets quando la squadra di Mike D'Antoni tira con il 47% dall'arco dei 3 punti. Non ci riescono nemmeno i Nuggets, che pure trovano 24 punti con 13 rimbalzi dal solito Nikola Jokic, ai quali si aggiungono i 21 di un sorprendente Monte Morris in uscita dalla panchina.

LOS ANGELES LAKERS-DALLAS MAVERICKS 107-97

Si interrompe la 'maledizione' per i Los Angeles Lakers che, anche senza il 'Re', LeBron James (ancora incerta la data del rientro), tornano al successo contro i Dallas Mavericks dopo i 5 ko raccolti nelle ultime 6 uscite in contumacia James. E sono proprio i due giocatori più discussi e finiti nel mirino della critica, Brandon Ingram e Lonzo Ball, a rispondere presente. Il primo chiude con 29 punti e 6 assist, ai quali si aggiungono i 21, con 7 rimbalzi e 5 assistenze del giovane playmaker gialloviola. Nonostante un primo tempo complicato, con Dallas che va al riposo lungo con 13 lunghezze di vantaggio, Los Angeles non si scompone e, complice il notevole calo delle percentuali dei texani nella ripresa, riesce a ribaltare le sorti della partita, fino al 107-97 finale. Una vittoria importantissima per i Lakers, che danno un calcio alla crisi e mettono due W di distanza sui Sacramento Kings, blindando (almeno per ora) l'ottavo posto a Ovest. Per Dallas, alla terza sconfitta consecutiva, non basta la solita prova del rookie Luka Doncic, che chiude con 27 punti e 8 rimbalzi. Doppia doppia da 10 punti e 19 rimbalzi per DeAndre Jordan.

MILWAUKEE BUCKS-UTAH JAZZ 114-102
Dopo aver perso la testa della Eastern Conference, i Milwaukee Bucks non intendono commettere un altro passo falso e superano, non senza qualche difficoltà, Utah 114-102. E le intenzioni bellicose della squadra di coach Mike Budenholzer sono chiare fin dalla palla a due: Giannis Antetokounmpo stoppa Rudy Gobert, riparte in contropiede e inchioda due punti nel canestro dei Jazz. Il greco si nasconde tra le pieghe della partita e Utah ne approfitta per restare a contatto con i canestri di Donovan Mitchell (26 punti e 3 rimbalzi), ai quali si aggiungono i 14 (con 15 rimbalzi) del gigante francese Gobert. Quando più conta, però, Antetokounmpo si fa trovare pronto: in un quarto quarto da dominatore assoluto, il greco mette in scena un vero e proprio show fatto di schiacciate e canestri decisivi, che demoliscono i Jazz, impotenti davanti alla furia del 'Greek Freak'. Sono 30 i punti per il greco, conditi con 10 rimbalzi. Grazie a questa vittoria, Milwaukee (seppur con un minor numero di vittorie totali) piazza il contro-sorpasso ai danni di Toronto, riprendendosi la prima posizione nella Eastern Conference.

BOSTON CELTICS-BROOKLYN NETS 116-95
Tutto facile per i Boston Celtics, che interrompono la striscia positiva dei Brooklyn Nets vincendo 116-95. Partita che si indirizza subito dal primo quarto, con i biancoverdi che chiudono già in doppia cifra di vantaggio. Il rientro di Kyrie Irving dopo l'infortunio causatogli dal colpo involontario ricevuto da Marco Belinelli, ridà fiato e armonia all'attacco dei Celtics, che chiude con ben otto uomini in doppia cifra. Il top scorer è proprio Irving, che chiude con 17 punti, ai quali aggiunge anche 6 assist. Buono il contributo di Tatum (16 punti, 4 rimbalzi e 4 assist in 26 minuti) e quello di Gordon Hayward, ormai sempre più decisivo uscendo dalla panchina (12 punti). Per Brooklyn, poco abituata a periodi in striscia positiva di successi, non bastano i 24 punti del sorprendente Rodions Kurucs (24 punti in 28 minuti sul parquet).

PORTLAND TRAIL BLAZERS-NEW YORK KNICKS 111-101
La vittoria contro i Los Angeles Lakers aveva rasserenato l’ambiente dalle parti di New York, all’ennesima stagione negativa della propria storia recente, ma ci pensano i Portland Trail Blazers a ricacciare i newyorkesi in piena crisi con il successo per 111-101. Una partita che corre lungo i binari dell'equilibrio almeno nella prima parte, con i Blazers che chiudono il primo tempo avanti di una lunghezza grazie al canestro di Lillard allo scadere. La zampata decisiva per i padroni di casa arriva però nel terzo periodo, con i canestri della coppia Lillard-McCollum (34 punti in due) e quelli di Jusuf Nurkic, che chiude con 20 punti e 8 rimbalzi. Per New York, il migliore è il turco Enes Kanter, che chiude con una prova da 18 punti e 14 rimbalzi.

NEW ORLEANS PELICANS-MEMPHIS GRIZZLIES 114-95
Continua il momento nero dei Memphis Grizzlies, alla sesta sconfitta consecutiva, la decima nelle ultime dodici giocate. Ad approfittarne sono i New Orleans Pelicans, che si impongono 114-95. Il dominatore assoluto della sfida è il solito Anthony Davis che, dopo aver dichiarato di voler conquistare il titolo a New Orleans e di volersi laureare MVP della lega, sfodera una prestazione da 36 punti e 13 rimbalzi. Il centrone fa capire subito le proprie bellicose intenzioni, mettendo a referto 19 punti, 4 rimbalzi e 2 stoppare nel solo primo quarto. Nonostante la partenza sprint, New Orleans non riesce a staccare Memphis, che cede di schianto nel terzo quarto, subendo un parziale taglia gambe di 22-38 che, di fatto, mette in ghiaccio la partita. Dall'altra parte non basta la doppia doppia del guerriero Mike Conley, che chiude con 22 punti e 10 assist.

SACRAMENTO KINGS-ORLANDO MAGIC 111-95

I Sacramento Kings tornano al 50% di vittorie in stagione regolare grazie al successo per 111-95 contro gli Orlando Magic. Una partita in cui i californiani possono tornare a contare anche sul contributo del rookie Marvin Bagley III (8 punti e 6 rimbalzi uscendo dalla panchina), al rientro dopo le 11 gare saltate per l’infortunio al ginocchio. Dopo un primo quarto equilibrato, i Kings piazzano l'allungo decisivo a cavallo tra la fine del secondo e l'inizio del terzo periodo, appoggiandosi alle scorribande offensive di Fox e Hield, che mettono a ferro e fuoco la difesa dei Magic, del tutto incapace di trovare contromisure. Alla fine, saranno 20 i punti per la giovane 'Volpe', ai quali si aggiungono i 15 di Bogdan Bogdanovic. Per Orlando, alla terza sconfitta consecutiva (la settima delle ultime 10), non basta la doppia doppia da 18 punti e 13 rimbalzi del centro montenegrino Nikola Vucevic.

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