NBA

Nba: Atlanta spreca tutto e cade contro i Clippers, Houston sorride dopo i 20 ko di fila

Gli Hawks (6 per Gallinari) arrivano fino al +21 ma crollano negli ultimi 18’, perdendo 119-110: chiusa la serie vincente. I Rockets ritrovano il successo dopo il record negativo

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Notte Nba amara per gli Atlanta Hawks: arrivati fino al +21, Gallinari (6 punti) e compagni crollano negli ultimi 18’ e perdono 119-110 in casa dei Clippers, mettendo fine alla striscia vincente di otto partite. Sorride finalmente Houston: dopo le 20 sconfitte di fila e le lacrime di coach Silas in conferenza stampa, i Rockets battono 117-99 i Raptors. Tutto facile per Jazz e Bucks, ok anche Charlotte. Memphis batte Boston all’overtime.

LOS ANGELES CLIPPERS-ATLANTA HAWKS 119-110
Si interrompe dopo otto vittorie consecutive la serie vincente degli Hawks, e i rimpianti di questa notte non sono pochi, soprattutto alla luce dei 21 punti di vantaggio che Atlanta aveva accumulato fino a sei minuti dal termine del terzo periodo. Le solide prestazioni di Trae Young e Clint Capela, autori al termine rispettivamente di 28 e 23 punti, sembrano poter condurre ancora al successo la franchigia della Georgia, pur con un Danilo Gallinari piuttosto spento in attacco (6 punti in poco più di 23 minuti sul parquet). Negli ultimi 18 minuti effettivi di gioco, però, i losangelini si scatenano trascinati non solo dai 25 punti di Kawhi Leonard, ma anche, e soprattutto, dalla grande prestazione entrando dalla panchina di Luke Kennard, che ne segna 20 con 8/8 al tiro (4 triple, una delle quali è un buzzer-beater da metà campo alla fine del terzo periodo) e Terrence Mann, che mette a segno 21 punti, compresi i tre che valgono il sorpasso nella fase finale del match. Solo 8 i punti di Paul George ma ai Clippers va bene lo stesso: la squadra allenata da Tyronn Lue vince una seconda partita di fila per la prima volta dal 16 febbraio.

HOUSTON ROCKETS-TORONTO RAPTORS 117-99
A proposito di serie che finiscono: i Rockets concludono finalmente un tremendo periodo caratterizzato da venti sconfitte consecutive, chiudendo così quello che resterà, comunque, un’indelebile macchia dal punto di vista sportivo nella storia della franchigia. Le lacrime di coach Stephen Silas di ventiquattr’ore prima, dopo il ko contro i Thunder, spronano i texani a fare il possibile per evitare di prolungare l’agonia: la vittoria arriva grazie a Jae’Sean Tate, top scorer dei suoi con 22 punti, John Wall, autore di una tripla-doppia da 19 punti, 11 assist e 10 rimbalzi, Christian Wood, che ne segna a sua volta 19, tutti nel secondo tempo, e Danuel House jr, che ne mette a tabellino 12 compreso un buzzer-beater da metà campo sulla sirena finale del secondo periodo. Toronto, che invece mantiene viva la propria serie negativa, arrivata a nove ko di fila, resta in partita fino ad un ultimo periodo, perso 29-13: non bastano i 27 punti di Fred VanVleet e i 21 con 10 rimbalzi di Pascal Siakam per rimettere in moto una squadra che ha evidentemente smarrito la propria identità.

CHICAGO BULLS-UTAH JAZZ 95-120
I Jazz chiudono una lunga trasferta di cinque partite con tre vittorie e due sconfitte: a rendere vincente il lungo viaggio lontano dalla propria arena è una netta affermazione contro i Bulls, che arriva grazie soprattutto ai numeri impressionanti di Donovan Mitchell e Rudy Gobert. Per ‘Spida’ ci sono a referto 30 punti, 6 rimbalzi e 6 assist, con 6/11 da due e 5/8 dalla distanza, mentre la ‘Stifle Tower’ transalpina sfiora la tripla-doppia con 21 punti, 10 rimbalzi e, soprattutto, 9 stoppate (career-high). Dall’altra parte Zach LaVine è l’ultimo ad arrendersi, con 27 punti frutto però di un non entusiasmante 10/25 al tiro, e Utah non ha problemi a chiudere con una vittoria, conquistando dal punto di vista del punteggio ogni singolo periodo di gioco. Il successo permette ai Jazz di mantenere il miglior record della Lega, con 31 vinte e 11 perse, mentre Chicago resta in linea di galleggiamento ad Est e conserva il nono posto che a fine regular season varrebbe il pass per il play-in tournament.

MILWAUKEE BUCKS-INDIANA PACERS 140-113
Non si fa sentire neanche per un secondo l’assenza di Giannis Antetokounmpo, ‘Player of the week’ ad Est, a riposo dopo la leggera distorsione al ginocchio rimediata nella sfida contro San Antonio: Milwaukee, infatti, domina sin dal primo periodo (nel corso del quale arriva addirittura a trovarsi in vantaggio per 41-18) e viaggia con il cambio automatico fino alla sirena conclusiva, vincendo così la settima partita consecutiva (dodicesima delle ultime tredici). A guidare l’attacco dei Bucks ci pensa Jrue Holiday, autore di 28 punti e 14 assist, ma spiccano anche i 25 di Khris Middleton, i 20 di Pat Connaughton e i 18, dalla panchina, di Bobby Portis, che aggiunge anche 10 rimbalzi. Dall’altra parte i migliori sono Domantas Sabonis con 22 punti, Jeremy Lamb con 21 e Doug McDermott con 20, ma i Pacers non rientrano mai davvero in partita e devono così chiudere la serie positiva dopo due vittorie di fila.

MEMPHIS GRIZZLIES-BOSTON CELTICS 132-126 ot
Davanti ai 2.300 spettatori del FedEx Forum va in scena la partita più equilibrata della notte, l’unica finita al supplementare. Un successo fondamentale per le ambizioni di postseason di Memphis, che risale a ‘quota 500’ grazie soprattutto alle prove maiuscole di Ja Morant (29 punti per lui) e Dillon Brooks (24), senza dimenticare la doppia-doppia da 16 punti e 19 rimbalzi di Jonas Valanciunas e i 14 di Kyle Anderson, che mette a segno un paio di canestri importanti nei cinque minuti extra che decidono la sfida. Per Boston è una sconfitta pesante, la quarta nelle ultime cinque partite giocate, che arriva nonostante i 27 punti di Jayleon Brown e i 26 di un sorprendente Jeff Teague, ma l’assenza di Jayson Tatum (assente giustificato per problemi di salute non legati al Covid) si fa sentire e non basta l’energia di Daniel Theis, autore della schiacciata che vale il 117-117 con cui si conclude il quarto periodo, per dare il sorriso alla squadra di coach Brad Stevens, che in stagione ha nuovamente più sconfitte (22) che vittorie (21).

SAN ANTONIO SPURS-CHARLOTTE HORNETS 97-100
Charlotte inizia come meglio non si può il lungo periodo senza LaMelo Ball, fuori (forse fino al termine della regular season) a causa della frattura al polso rimediata nella sfida di domenica contro i Clippers: ad alzare il livello della competizione è Gordon Hayward, finalmente decisivo grazie a 27 punti, mentre Terry Rozier ne aggiunge 24 e P.J. Washington si segnala per una doppia-doppia da 10 punti e 13 rimbalzi. Non che gli Spurs restino a guardare: dopo un brutto primo quarto, chiuso sotto di 10 punti, gli uomini di Gregg Popovich rientrano in partita con i canestri di DeMar DeRozan (28 alla sirena per l’ex Toronto) e i 21 punti di Derrick White, con Patty Mills che ne aggiunge 10 dalla panchina ma sbaglia, a 5 secondi dalla fine, la tripla che varrebbe l’overtime. Gli Hornets tornano così al successo dopo tre ko consecutivi, San Antonio perde la seconda di fila e scivola a due partite dal sesto posto, che vale la qualificazione ai playoff senza passare dal nuovo mini-torneo di fine regular season.

CLEVELAND CAVALIERS-SACRAMENTO KINGS 105-119
Grazie a un parziale di 54-41 nei periodi centrali, Sacramento porta a casa una bella vittoria contro i Cavs, reduci dalla vittoria contro Toronto. A guidare i californiani al successo sono soprattutto De’Aaron Fox, autore di 30 punti, e il rookie Tyrese Haliburton, che mette a referto il suo career-high segnandone 28, con 4/5 dalla distanza. Promossi a pieni voti anche Buddy Hield, che firma 19 punti, e un Richaun Holmes da 17+16 rimbalzi. Troppo per una Cleveland che non va oltre i 18 punti di JaVale McGee e vede Collin Sexton segnarne solo 15, con un modesto 6/15 al tiro (0/3 dalla distanza). La zona ‘play-in’ dista tre partite e mezzo per entrambe, nelle rispettive conference: l’impressione è che sia i Cavs sia i Kings faranno comunque molta fatica a lottare fino al termine della regular season.

MINNESOTA TIMBERWOLVES-OKLAHOMA CITY THUNDER 103-112
Altra sfida fra due squadre dal record perdente, stavolta all’interno del contesto della Western Conference: a conquistare il meritato successo è Oklahoma City, che tira 21/37 da tre e vola con i 31 punti complessivi di Shai Gilgeous-Alexander e ben tre uomini in doppia cifra usciti dalla panchina, tra i quali si segnala soprattutto un Ty Jerome da 15 punti. Dall’altra parte si salva solo Karl-Anthony Towns, che mette a referto una doppia-doppia da 33 punti e 10 rimbalzi, mentre Anthony Edwards si ferma a quota 16, con un numero di tentativi dal campo pari al numero di punti realizzati. È la sconfitta numero 33 (su 43 partite giocate) per i T-Wolves, ormai fuori da ogni possibile discorso playoff, mentre Okc si porta a due partite e mezzo dal decimo posto e riaccende le speranze di postseason.

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