Houston, record e dipendenza... da Harden

Il Barba sta giocando una stagione irreale: il futuro dei Rockets è nelle sua mani

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Numeri d'altri tempi. James Harden sta giocando una stagione irreale. Numeri che non si vedono addirittura da 32 anni. Allo stato attuale sta viaggiando a 36,2 punti di media. L'ultimo a fare meglio Michael Jordan nell'86/87 (37,1). Ma se non bastasse, sta segnando almeno 30 punti da 21 partite consecutive con oltre 41 di media. L'ultimo capolavoro i 61 messi a segno al Madison Square Garden di New York, record in carriera, pareggiando addirittura il primato di Kobe Bryant.

L'MVP in carica è diventato anche il primo giocatore nella storia a collezionare quattro triple doppie con almeno 50 punti. Numeri che fanno ricordare un'icona assoluta come Wilt Chamberlain. Difficile poter elencare tutti i primati stabiliti in questa stagione, meglio analizzare il gioco del Barba. Houston è ormai “schiava” della sua stella. La palla è sempre nelle mani della guardia che può decidere autonomamente se tirare o passare. Naturalmente la prima opzione è quella più gettonata e, soprattutto, quasi mai arriva da un assist di un compagno. Ecco perché il destino dei Rockets di Mike D'Antoni dipende da un solo giocatore. Certo il più dominante in attacco da decenni, ma che non potrà permettersi di abbassare il livello per poter arrivare fino in fondo. Altrimenti i texani chiuderanno molto presto la propria stagione.

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