BASKET

Basket Nba: Doncic da record, Dallas batte i Kings. Booker stende i Clippers sulla sirena

Nuovo primato di precocità per lo sloveno dei Mavs nella vittoria su Sacramento, Phoenix batte Leonard e soci allo scadere. Vincono anche Brooklyn, Portland, Miami e Indiana

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Luka Doncic si conferma uomo copertina della Nba: i Mavs battono 114-110 i Kings all’overtime e lo sloveno è il più giovane nella storia a firmare almeno 30 punti, 20 rimbalzi e 10 assist. I Suns sorprendono i Clippers sulla sirena: Booker segna il 117-115 decisivo. Brooklyn batte Milwaukee 119-116 (pochi minuti per Giannis), Miami sconfigge Boston 112-106 senza Butler. Portland stende Houston 110-102, Indiana batte Orlando 120-109.  

SACRAMENTO KINGS-DALLAS MAVERICKS 110-114 (Ot)

Grazie a uno straordinario Luka Doncic i Mavericks ottengono la loro prima vittoria nella ‘bolla’ di Orlando contro una squadra che, invece, è sempre più vicina alla quattordicesima stagione consecutiva senza playoff. Lo sloveno firma una prestazione mostruosa da 34 punti, 20 rimbalzi e 12 assist ed ottiene un nuovo primato della sua grande stagione: è il più giovane giocatore (21 anni e 158 giorni) nella storia della Nba a firmare almeno 30 punti, 20 rimbalzi e 10 assist. Il precedente record apparteneva al grande Oscar Robertson (23 anni e 12 giorni) e durava dal 1961. Per quel che riguarda il match, i Kings buttano via una partita che li vede quasi sempre avanti, anche se mai per più di 11 lunghezze, nei primi 48 minuti. De’Aaron Fox è il migliore dei suoi con 28 punti, ma non basta. All’overtime un parziale di 7-0 per i Mavs nel penultimo minuto del supplementare crea lo strappo decisivo e Dallas può così tornare a festeggiare.

LA CLIPPERS-PHOENIX SUNS 115-117

Alzi la mano chi si aspettava che i Suns sarebbero stati così competitivi alla ripresa del campionato: per la squadra allenata da Monty Williams è la terza vittoria su tre partite giocate e Phoenix è ora prepotentemente vicina al nono posto che, stando così le cose, potrebbe valere lo spareggio per i playoff (il cosiddetto ‘play-in tournament’). Phoenix batte, tra l’altro, non certo l’ultima delle arrivate e lo fa con grande personalità, guidata da un ispiratissimo Devin Booker che chiude una serata da 35 punti con il canestro sulla sirena in faccia a Paul George che vale la vittoria. Da segnalare, per i Suns, anche i 19 punti di Deandre Ayton e i 18 di Ricky Rubio. Per i Clippers è invece la seconda sconfitta in tre partite: non bastano cinque giocatori in doppia cifra guidati dai 27 punti di Kawhi Leonard. I losangelini, comunque, ritrovano sul parquet Lou Williams dopo la quarantena imposta per la sua singolare ‘evasione dalla bolla’: il contributo realizzativo del tre volte sesto uomo dell’anno si limita però a 7 punti.

MILWAUKEE BUCKS-BROOKLYN NETS 116-119

Seconda vittoria consecutiva per i Nets e, aspetto forse ancor più sorprendente, seconda sconfitta di fila per i Bucks, che cedono ai loro avversari di giornata nel finale. Sugli scudi, per Brooklyn, un Timothé Luwawu-Cabarrot da 26 punti, mentre Garrett Temple ne firma 19, mettendo a segno il jumper del +3 finale a 7 secondi dal termine. Si rivede in campo, tra l'altro, Jamal Crawford, che nella 'bolla' inizia la sua ventesima stagione Nba dopo oltre un anno di inattività. Il veterano segna 5 punti in 6 minuti, ma il suo ritorno nella Lega è rovinato da un infortunio al flessore della coscia. Dall’altra parte, coach Mike Budenholzer lascia sul parquet per soli 16 minuti sia Giannis Antetokounmpo sia Khris Middleton, e nonostante ciò il greco è il miglior realizzatore dei suoi con 16 punti. La sconfitta cambia poco dal punto di vista della classifica per Milwaukee, che resta al primo posto ad Est con ampio vantaggio su Toronto, mentre la vittoria è vitale per i Nets, che salgono al settimo posto nella conference.

PORTLAND TRAIL BLAZERS-HOUSTON ROCKETS 110-102

Arriva contro Damian Lillard e soci la prima sconfitta del Seeding round per Houston, che nonostante il lungo tentativo di rimonta dal -13 non può nulla contro il leader carismatico di Portland, che termina la partita con 21 punti, 9 rimbalzi e 8 assist. Molto bene, per i Blazers, anche Cj McCollum, autore di 20 punti, e Jusuf Nurkic, che contribuisce alla causa con 18 punti e ben 19 rimbalzi. Il canestro che spezza la partita, però, lo firma un ex con il dente a dir poco avvelenato, Carmelo Anthony: è lui, infatti, a segnare la tripla che vale il +5 all’inizio dell’ultimo minuto di gioco, un canestro che frustra i tentativi di Houston e tiene più che mai vive le speranza playoff di Portland, che conserva il nono posto utile per il play-in tournament. Per quanto riguarda le cifre dei texani va segnalata la serata poco ispirata al tiro di Harden e Westbrook: il primo chiude con 23 punti e 7/17 dal campo, il secondo si ferma a 15 con 9 errori su 14 conclusioni.

MIAMI HEAT-BOSTON CELTICS 112-106

Jimmy Butler è tenuto a riposo ma gli Heat non risentono affatto della sua assenza, conquistando anzi una vittoria che li riavvicina in classifica proprio ai Celtics. In un match vissuto sempre in vantaggio (anche +16 prima del leggero calo nel finale) il migliore per Miami è Bam Adebayo, che fa registrare una doppia-doppia da 21 punti e 12 rimbalzi. Sugli scudi anche un Duncan Robinson da 21 punti e cinque triple realizzate, mentre dalla panchina si mette in evidenza Goran Dragic, che mette 20 punti a tabellino. Boston, invece, conferma lo scarso feeling con la ‘bolla’: quella contro Miami è la seconda sconfitta in tre partite giocate, un risultato che arriva nonostante i 23 punti di Jayson Tatum, miglior realizzatore di serata dei biancoverdi.

INDIANA PACERS-ORLANDO MAGIC 120-109

È ancora un Tj Warren in formissima a guidare i Pacers a una vittoria senza particolari patemi d'animo contro una squadra che perde subito contatto e lascia andare gli avversari fino al +26, prima di un timido tentativo di riavvicinamento nel finale. Warren chiude con 32 punti, 13/17 dal campo e quattro triple a segno, guidando un gruppo di sei giocatori in doppia cifra in cui spiccano anche i 21 punti di Myles Turner. Poco da dire, invece, per i Magic: a parte qualche prestazione interessante dal punto di vista strettamente individuale, come la doppia-doppia da 24 punti e 10 rimbalzi di Nikola Vucevic o i 20 punti di Aaron Gordon e Terrence Ross, per la squadra allenata da Steve Clifford c’è veramente poco da salvare.

 

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