Nba, playoff: avanzano Toronto, Philadelphia e Portland, Denver domina gli Spurs di Belinelli

Raptors, Sixers e Blazers chiudono i conti con Magic, Nets e Thunder, i Nuggets tengono il fattore campo e si portano sul 3-2 nella serie

Nba, playoff: avanzano Toronto, Philadelphia e Portland, Denver domina gli Spurs di Belinelli

Notte di verdetti in Nba. Dopo Celtics e Bucks, altre tre squadre raggiungono le semifinali di Conference: Toronto, Philadelphia e Portland avanzano al secondo turno. I Raptors superano Orlando 115-96 e chiudono i conti sul 4-1. Stesso risultato per Sixers e Blazers, che piegano rispettivamente Nets (122-100) e Thunder (118-115). Denver spazza via gli Spurs di Belinelli (7 punti) 108-90, tiene il fattore campo e si porta sul 3-2 nella serie.

DENVER NUGGETS-SAN ANTONIO SPURS 108-90 (serie 3-2) 
Due match point a disposizione. Tutto facile per i Denver Nuggets che, in gara-5, dominano i San Antonio Spurs, chiudendo i conti sul 118-90 e portandosi sul 3-2 nella serie. Gli uomini di coach Mike Malone tengono il fattore campo con una partita ai limiti della perfezione, in cui toccano anche il +30 e mandano ben sei uomini in doppia cifra. Il match si mette subito in discesa per Denver che, per la prima volta nella serie, riesce a sorprendere gli Spurs, aggiudicandosi la prima frazione (26-19). San Antonio dimostra sin da subito di non avere lo smalto dei primi episodi della serie e arranca dalla palla a due, subendo l'aggressività e la compattezza difensiva dei padroni di casa, finendo per toccare anche le 30 lunghezze di ritardo (99-69). Denver non alza mai il piede dall'acceleratore, trascinata da Jamal Murray, autore di una prova da 23 punti, e dal solito Nikola Jokic, che torna a esprimersi sui propri livelli, sfiorando la tripla doppia con 16 punti, 11 rimbalzi e 8 assist. Prezioso, però, anche il contributo che arriva dalla panchina: sono 17 i punti di Will Barton e 21 quelli della coppia Beasley-Morris. Per San Antonio, invece, una notte da dimenticare: poco lucidi in attacco e troppo morbidi in difesa, gli Spurs non sono mai entrati in partita. I migliori sono DeMar DeRozan e LaMarcus Adridge, che chiudono con 17 punti a testa, ma non basta. Nemmeno i 7 punti di Marco Belinelli, in uscita dalla panchina, riescono a dare la carica. Ora, la serie torna nuovamente in Texas dove gli Spurs devono provare a difendere il fattore campo e forzare una decisiva gara-7. Prima di gara-4, i Nuggets non vincevano all'AT&T Center da sette anni: a coach Gregg Popovich non resta che aggrapparsi alla cabala e sperare nell'inespugnabilità dell'Alamo.

PORTLAND TRAIL BLAZERS-OKLAHOMA CITY THUNDER 118-115 (serie 4-1)
Damian Lillard da impazzire. Il fuoriclasse dei Blazers gioca una partita monumentale, quasi da sogno, ed elimina, praticamente da solo, gli Oklahoma City Thunder, riportando Portland in semifinale di Conference a cinque anni di distanza dall'ultima volta. Il numero 0 fa pentole e coperchi: chiude con 50 punti, 7 rimbalzi, 8 assist, 17/33 dal campo, 10/18 dall'arco e, soprattutto, realizza il buzzerbeater che fissa il punteggio finale sul 118-115, mandando i titoli di coda su partita e serie. Oklahoma City, spalle al muro e a un passo dall'eliminazione, parte subito fortissimo, chiudendo il primo quarto con 37 punti a bersaglio. Portland, però, non si scompone e resta aggrappata grazie ai 34 punti di Lillard nel solo primo tempo, che permettono alle due squadre di andare al riposo lungo sul punteggio di 61-60. Russell Westbrook (29 punti, 11 rimbalzi e 14 assist) e Paul George (36 punti e 9 rimbalzi) si scatenano a cavallo degli ultimi due quarti e OKC piazza un break da 25-6, che ammutolisce il Moda Center. I Thunder, però, non hanno fatto i conti con super Lillard: prima mette in ritmo i compagni, poi marchia a fuoco il match con un paio di penetrazioni che mettono a ferro e fuoco la difesa dei Thunder e riportano i padroni di casa sul 115 pari a 30 secondi dalla sirena finale. Sul possesso successivo, Westbrook, pungolato dalla sfida con l'altro numero 0 sul parquet, carica a testa bassa e perde il pallone con 15 secondi ancora sul cronometro. Qui, ovviamente, il pallone finisce tra le mani di Lillard che, in faccia a Paul George, uno dei migliori difensori della lega, spara una tripla dagli 11 metri, che brucia il cronometro e finisce la propria dolcissima parabola nel canestro dei Thunder. Grazie a questa vittoria, Portland avanza al secondo turno dove, ad attenderla, troverà la vincente della sfida tra Denver Nuggets e San Antonio Spurs.

TORONTO RAPTORS-ORLANDO MAGIC 115-96 (serie 4-1)
Quando la palla pesa e la partita conta, Kawhi Leonard si fa trovare presente. Al primo match point a disposizione, i Toronto Raptors chiudono i conti con gli Orlando Magic e avanzano al secondo turno dei playoff. La clamorosa sconfitta in gara-1 non ha avuto strascichi per i canadesi, che dominano anche in gara-5, chiudendo i conti sul 115-96 finale. All'Air Canada Centre, arriva la quarta vittoria consecutiva ai playoff, che rappresenta un vero e proprio record per i canadesi, così come record sono i 34 assist raccolti sui 41 canestri segnati e le 37 lunghezze di vantaggio accumulate nel corso della gara. Match mai in discussione, con i padroni di casa che si portano sul +16 dopo i primi 12 minuti di gioco. Toronto domina sia in attacco che in difesa, lasciando le briciole ai Magic, che si affidano all'esperienza di un veterano come D.J Augustin per provare a restare in partita. Dall'altra parte, però, ci pensa uno scatenato Kyle Lowry, che prima segna 12 dei suoi 14 punti nel primo quarto e poi mette in ritmo i compagni, servendo ben 9 assist. Molti di questi finiscono nelle mani di Kawhi Leonard e Pascal Siakam, che appongono la propria firma in calce al successo dei Raptors. L'ex San Antonio Spurs chiude con 27 punti e 7 rimbalzi, frutto di 8/11 al tiro di cui 5/5 da tre punti più 6/6 ai liberi in 32 minuti, mentre il camerunense ne aggiunge 24, conditi da 6 rimbalzi. Per i Magic, che possono comunque ritenersi soddisfatti per essere riusciti a tornare ai playoff da dove mancavano dal lontano 2012, è mancata soprattutto la presenza sotto canestro di Nikola Vucevic, il miglior giocatore della squadra, che chiude la sfida con solo 6 punti e 7 rimbalzi a referto. Al termine della stagione il montenegrino sarà free agent e provare a ri-firmarlo sarà fondamentale per Orlando al fine di continuare nel processo di crescita della franchigia.

PHILADELPHIA 76ERS-BROOKLYN NETS 120-100 (serie 4-1)
Avanzano al secondo turno di playoff anche i Philadelphia 76ers che, in semifinale di Conference, dovranno vedersela proprio con i Toronto Raptors in una serie che promette di regalare grandi emozioni. Dopo la sconfitta in gara-1 contro Brooklyn, che aveva destabilizzato lo spogliatoio dei Sixers, la squadra di coach Brett Brown piazza un poker di vittorie, che rimette le cose a posto e rasserena gli animi. In gara-5, al Wells Fargo Center finisce 120-100 per i padroni di casa, la cui vittoria non è mai stata in discussione. Philadelphia parte subito fortissimo, piazza un break di 14-0 per aprire il match e non si volta più indietro, arrivando a toccare anche il +39 all'inizio del secondo tempo. Troppa la differenza di valori in campo, con i Nets che cercano di tenere botta il più possibile, ma che vengono stati letteralmente spazzati via da una squadra che può contare su ben quattro All-Star. Tra questi c'è anche Joel Embiid, forse il centro più dominante della lega, che chiude con una prova da 23 punti e 13 rimbalzi. Alla doppia doppia del camerunense, si aggiungono i 13 punti di Ben Simmons (con 5 rimbalzi e 6 assist), i 12 di Tobias Harris e gli 11 di JJ Redick. Per i Nets si conclude una stagione che era iniziata in maniera pessima: a dicembre, infatti, la franchigia newyorkese aveva un record di 8-15 e i playoff sembravano un obiettivo impossibile da raggiungere. Il migliore in gara-5 (come anche nel resto della serie) è Rondae Hollis-Jefferson, che ne mette 21 uscendo dalla panchina. A questi, si aggiungono i 18 di Caris LeVert, mentre nel momento chiave è mancato il supporto di D'Angelo Russell, tenuto a 8 punti (con 3/16 dal campo) dall'ottima difesa di Philadelphia. Al termine del match, il coach dei Nets, Kenny Atkinson, ha indicato i Sixers come possibile contender per il titolo Nba: Warriors e Bucks sono avvisate.

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