Basket, Nba: a Cleveland non basta un super LeBron, Golden State vince sulla sirena

Nonostante la tripla doppia del 'Prescelto' (29 punti, 13 assist e 10 rimbalzi), i Cavs devono alzare bandiera bianca con Brooklyn (107-112)

Basket, Nba: a Cleveland non basta un super LeBron, Golden State vince sulla sirena

A Cleveland non basta la 57esima tripla doppia in carriera di LeBron James. Nonostante i 29 punti, 13 assist e 10 rimbalzi del 'Prescelto’, che supera Ilgauskas alla 772esima presenza in maglia Cavs, i vicecampioni si arrendono 107-112 a Brooklyn. Vittoria sofferta, invece, per i Warriors che si impongono 112-117 contro Toronto grazie ai canestri di Kevin Durant e Steph Curry nel finale. Tripla doppia anche per Westbrook nel successo su Indiana.

Non certo il miglior modo per festeggiare. Nella notte del record di presenze con la maglia dei Cleveland Cavaliers (772esima apparizione, che supera il primato di Ilgauskas), LeBron James deve alzare bandiera bianca contro i Brooklyn Nets: 112-107 il punteggio finale. I newyorkesi partono meglio e conducono le operazioni dall'inizio alla fine anche grazie alle 21 palle perse dalla squadra di Tyronn Lue. Nonostante le assenze di Jeremy Lin (infortunio al ginocchio) e D’Angelo Russell (distorsione alla caviglia), i Nets trovano un super Spencer Dinwiddie da 22 punti, 6 assist e 5 rimbalzi e che realizza la tripla decisiva a 46 secondi dal termine. Per i Cavs, non basta la solita prova monumentale del 'Prescelto', che chiude in tripla doppia, la prima in stagione e la 57esima in carriera, con 29 punti, 13 rimbalzi e 10 assist. Da sottolineare anche l'ottima prova di Kyle Korver, che chiude con 22 punti.

Vincono, ma senza convincere troppo, invece, i Golden State Warriors, che superano i Toronto Raptors 117-112 solo nei possessi finali del match. La differenza la fanno i soliti noti: Steph Curry e Kevin Durant, il secondo ed il terzo miglior giocatore della Lega, che chiudono con 30 e 29 punti a testa. Dall’altra parte, invece, non bastano i 24 punti di DeRozan e la doppia doppia da 11 punti e 14 rimbalzi di Jakob Poeltl. Non certo un inizio soddisfacente, comunque, per i campioni in carica; a fare pubblica ammenda ci pensa Draymond Green: "È tutta una questione di concentrazione", ammette l’ex Michigan State a fine gara. Successo tiratissimo anche quello degli Houston Rockets, che si aggrappano al talento smisurato di James Harden, la Barba più famosa della palla a spicchi. I Razzi texani si impongono 104-105 contro Philadelphia, con l’ex OKC che, per una volta, la decide in difesa stoppando Bayless. Sono comunque 27 i punti di Harden, ai quali si aggiungono i 29 di Eric Gordon.

Nelle altre partite della notte, gli Oklahoma City Thunder superano Indiana 114-96 grazie alla tripla doppia del solito Russell Westbrook, che ferma il tassametro a quota 28 punti (con un convincente 10/18 al tiro), 16 assist e 10 rimbalzi, in una partita conclusa con un +27 di plus/minus. Restano imbattuti, invece, gli immarcescibili San Antonio Spurs, che rifilano un secco 110-117 a Miami. Il protagonista è sempre lui, LaMarcus Aldridge, che chiude con un'altra prestazione convincente da 31 punti. Per coach Popovich è la vittoria numero 1.154 in carriera, a -1 dal sesto posto della leggenda Phil Jackson. Tutto facile per i Pistons, che passano 122-101 contro Minnesota, mentre i Mavericks stendono Memphis 94-103. Ingram e Nance Jr., infine, trascinano i Lakers al successo per 102-99 contro gli Washington Wizards.

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