Basket, playoff Nba: gli Spurs di Belinelli sorprendono Denver, Gallinari ko contro Golden State

San Antonio si porta sul 2-1 grazie al 118-108 in gara-3 contro i Nuggets, LA crolla in casa 132-105 sotto i colpi di un Kevin Durant da 38 punti

Basket, playoff Nba: gli Spurs di Belinelli sorprendono Denver, Gallinari ko contro Golden State

Notte dolce-amara per gli italiani in Nba. Sorride Belinelli (6 punti) che, con i suoi San Antonio Spurs, si porta sul 2-1 nella serie contro Denver grazie alla vittoria per 118-108 all'AT&T Center. Da dimenticare, invece, la prima allo Staples dei Clippers di Gallinari (9 punti), travolti 132-105 dai Golden State Warriors. A Est, tutto facile per Philadelphia che, senza Embiid, piega Brooklyn 131-115 e riconquista il vantaggio del fattore campo.

LOS ANGELES CLIPPERS-GOLDEN STATE WARRIORS 132-105
Kevin Durant è un campione, senza se e senza ma. Dopo le accese polemiche per le prestazioni non proprio esaltanti del numero 35 dei Golden State Warriors nei primi due episodi della serie, KD risponde sul parquet con una prova monumentale, che ridicolizza un signor difensore come Patrick Beverley. Durant chiude con 38 punti, 4 rimbalzi e 7 assist, tirando 14/23 dal campo e trascina Golden State sul 2-1 nella serie grazie al successo per 132-105 allo Staples Center contro i Los Angeles Clippers in gara-3. Caldo Kevin Durant e caldo Steph Curry: lo Splash Brother ne aggiunge 21 (con 5 assist), facendo registrare un più che convincente 7/11 dal campo e 4/6 dall'arco. Impossibile per chiunque reggere l'urto di due tra le stelle più brillanti della Nba, che si esprimono ai propri massimi livelli. Lo sa bene Los Angeles e il pubblico dello Staples che vede Golden State scappare subito sul +17 dopo il primo quarto, che diventa +24 (48-24) a pochi minuti dall'inizio del secondo periodo. LA, che fatica a ingranare in attacco e fa acqua da tutte le parti in difesa, prova a restare in partita con i canestri di JaMychal Green e Montrezl Harrell, in uscita dalla panchina, ma gli Warriors non intendono fare prigionieri e rispondono con un altro parziale di 14-0, che chiude definitivamente i conti e mette in ghiaccio il risultato. Oltre a Durant e Curry, chiudono in doppia cifra anche Klay Thompson (12), Andre Iguodala (15) e Kevon Looney (10), mentre Andrew Bogut, chiamato a sostituire lo sfortunatissimo DeMarcus Cousins, si ferma a 8 ma con 14 rimbalzi. Dall'altra parte, deludente la prova di Danilo Gallinari, che non riesce a dare seguito ai 24 punti di gara-2, chiudendo con appena 9 punti in 26 minuti e mezzo di utilizzo sul parquet. Una serata decisamente storta al tiro per il Gallo che, pressato dalla difesa degli Warriors, realizza solo 2 canestri sui 13 tentati e 0 sugli 8 dall'arco. Il migliore per i padroni di casa è Ivica Zubac, che chiude con una doppia doppia da 18 punti e 15 rimbalzi. Decisamente troppo poco se si vuole mettere in difficoltà i campioni in carica, con il dente avvelenato dopo le pesanti critiche per la sconfitta in gara-2.

SAN ANTONIO SPURS-DENVER NUGGETS 118-108
Fino a questo momento, la serie fra San Antonio Spurs e Denver Nuggets è stata quella più combattuta ed equilibrata dell’intero tabellone playoff. Anche in gara-3, le due squadre non si smentiscono, con gli Spurs che difendono il proprio parquet e si impongono 118-108 all'AT&T Center, portandosi sul 2-1 al termine di una vera e propria battaglia. Un successo che arriva grazie a un protagonista che non ti aspetti: Derrick White. L'ex Colorado Buffaloes gioca come se fosse un veterano di lungo corso, chiudendo con 36 punti totali (massimo in carriera e non solo ai playoff), 26 dei quali arrivano nel primo tempo (terza prestazione all-time di un giocatore in maglia Spurs dietro a Tim Duncan e Tony Parker). White, che domina su entrambi i lati del parquet, tenendo a 6 punti un signor attaccante come Jamal Murray e chiudendo con un plus/minus eloquente di +30, guida un quintetto neroargento tutto in doppia cifra. DeMar DeRozan ne aggiunge 25 con 4 rimbalzi e 5 assist, mentre LaMarcus Aldridge piazza l'ennesima doppia doppia della propria stagione, con una prova da 18 punti e 11 rimbalzi. Sono 20, invece, quelli messi a segno della coppia Forbes-Poelttl. Per Marco Belinelli, una partita da 6 punti in poco più di 16 minuti sul parquet, in cui manda a segno un paio di triple che servono a tenere a distanza i Nuggets. Denver, ora, dopo solo tre partite di trova già con le spalle al muro. Arrivati alla post season come seconda forza della Western Conference, gli uomini di coach Mike Malone sembrano avere il fiato corto e poche energie. L'unico a lottare fino alla fine in gara-3 è Nikola Jokic, che gioca la sua solita partita a 360°, chiudendo con 22 punti, 8 rimbalzi e 7 assist, ma non basta. Ora, l'unico imperativo è vietato sbagliare: un altro passo falso contro questi San Antonio Spurs rischia davvero di risultare fatale.

BROOKLYN NETS-PHILADELPHIA 76ERS 115-131
Philadelphia si riprende il vantaggio del fattore campo e vola sul 2-1 nella serie contro Brooklyn grazie alla vittoria per 131-115 in gara-3 al Barclays Center. Un successo che può rappresentare un crocevia fondamentale per il prosieguo del cammino dei Sixers nei playoff per diversi motivi. Il primo è che questo è arrivato nonostante l'assenza del giocatore più decisivo, Joel Embiid, tenuto precauzionalmente a riposo da coach Brett Brown per i soliti problemi al ginocchio. Il secondo è che grande merito della vittoria va attribuito a Ben Simmons, che risponde alle critiche e alle parole ironiche di Jared Dudley, che lo aveva definito "un giocatore nella media" dopo gara-2, con una prestazione da 31 punti, tirando 11/13 dal campo. L'australiano è il top-scorer dei Sixers, che mandano quattro uomini del quintetto in doppia cifra. L'unico a fermarsi a 9 è Greg Monroe, chiamato a sostituire proprio il centro camerunense, che ha saltato la bellezza di 15 partite dalla pausa per l’All-Star Game. Al trentello di Simmons si aggiungono anche i 29 con 16 rimbalzi di Tobias Harris (che ritocca tutti i propri massimi in carriera nei playoff), i 26 di JJ Redick e i 19 di Jimmy Butler. I Nets pagano l'emozione di tornare a giocare una gara di post season davanti al proprio pubblico dopo 4 anni. Il primo break arriva subito nel primo quarto, con i Sixers che serrano le maglie in difesa e costringono i padroni di casa a 24 punti. Quello decisivo, invece, solo nell'ultima frazione, con i Sixers che scavano di nuovo il solco. A Brooklyn, che comunque ha il merito di restare in partita quasi fino alla fine, non bastano i 26 punti a testa di D'Angelo Russell e Caris LeVert, con il secondo che ne mette a segno 19 nel solo secondo quarto. Ora, per i Nets le cose si fanno davvero complicate, visto che il rientro di Embiid e la 'fame' di Simmons rischiano di mandare molto presto i titoli di coda sulla serie.

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