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Basket, Nba: Boston, che lezione a LeBron! Ok Milwaukee, tutti gli italiani in doppia cifra

I Celtics rifilano un +32 ai Lakers, i Bucks battono Chicago. Vincono i tre azzurri: 25 di Gallinari a Houston, Melli ne fa 15 a Memphis, Belinelli 11 contro Phoenix

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Gioca quasi tutta la Nba: tra le 14 gare della notte c'è da segnalare il 139-107 di Boston ai Lakers. Emblematici i soli 24 punti della coppia James-Davis. Milwaukee batte 111-98 Chicago con Antetokounmpo (28 punti) in tripla doppia. Brillano gli italiani: Gallinari realizza 25 punti nel 112-107 di Oklahoma a Houston, Melli ne fa 15 a Memphis, per Belinelli 11 punti contro Phoenix. Straordinario Lillard, che segna 61 punti contro Golden State.

MILWAUKEE BUCKS-CHICAGO BULLS 111-98
Nonostante 23 palle perse, Milwaukee (39-6) stende con relativa facilità i Bulls (16-29). E lo può fare perché ha tra le sue fila un fenomeno di nome Giannis Antetokounmpo: il Greak Freak va in tripla doppia con 28 punti, 14 rimbalzi e dieci assist, segnando 12 volte su 20 tentativi dal campo. Per il numero 34 sono 10.000 punti in carriera, traguardo solo macchiato dagli otto palloni persi. Quello dei turnover è un problema da risolvere per Milwaukee: 24 punti di Chicago arrivano per autentici regali della squadra di coach Mike Budenholzer, che tuttavia spiega il dato premiando l'aggressività difensiva degli ospiti. Milwaukee, che tira con il 57.7%, ha in Khris Middleton un secondo violino pesantissimo: 24 punti con 10/13 dal campo, in una gara che vede i Bucks fuggire nella ripresa e non venire più ripresi. A Chicago non bastano i 24 punti di Zach LaVine: troppo poco il 37% dal campo per poter sbancare il Fiserv Forum.

BOSTON CELTICS-LOS ANGELES LAKERS 139-107
Clamoroso al TD Garden, dove Boston (28-14) rifila una sonora lezione ai Lakers (34-9). Per i gialloviola arriva un -32 che deve far riflettere, trattandosi della peggior sconfitta stagionale. Kemba Walker batte per la prima volta in carriera LeBron James: il suo 0-28 contro il Prescelto era il secondo peggior testa a testa nella storia della Nba dopo quello tra Michael Jordan e Sherman Douglas (30-0). Walker rompe il tabù realizzando 20 punti, gli stessi di Jaylen Brown, sette in meno del topscorer di serata Jayson Tatum. Boston concede i primi otto punti della partita ma è brava a rimettersi in carreggiata soprattutto con l'uscita dal campo di Anthony Davis, che commette due falli in 49 secondi. Boston incrementa la propria leadership nel secondo quarto e va al riposo sul 69-55, gap che viene ulteriormente allargato fino a un 103-75 figlio della 13esima tripla su 22 tentativi. Coach Frank Vogel alza bandiera bianca sul 113-82 a 8'40” dalla fine, togliendo James e Davis (rispettivamente 15 e 9 punti) e lasciando spazio alla festa Celtics.

HOUSTON ROCKETS-OKLAHOMA CITY THUNDER 107-112
Cosa succede a Houston? Quarta sconfitta consecutiva per James Harden e compagni, la quinta in sei partite. Dato ancora più preoccupante: gli ultimi tre k.o. sono arrivati in casa. C'è anche da dire che in questo filotto negativo ci sono i Lakers e squadre in grande forma come Memphis e Oklahoma. I Thunder (25-19) sconfiggono ancora i Rockets, stavolta in modo insperato, grazie a un ultimo quarto spaziale (41 punti di squadra). Nel primo tempo è importante Chris Paul, che realizza 27 dei suoi 28 punti totali. Nella seconda parte sono Dennis Schröder e Danilo Gallinari a prendere in mano il comando delle operazioni. Il tedesco realizza 17 dei suoi 23 punti dopo l'intervallo. L'azzurro (25 punti) ne realizza 12 nell'ultimo quarto, parziale in cui mette a segno tre triple fondamentali per recuperare Houston dal -15. Il Gallo, con la sua ultima bomba, pareggia il conto a 101, mentre sei punti di Schröder negli ultimi due minuti contribuiscono a piegare i Rockets. Per Houston (26-16) è inutile la tripla doppia di Russell Westbrook (32 punti, 12 assist, 11 rimbalzi) ma soprattutto è dannoso Harden, che trova 29 punti ma si incaponisce, come troppo spesso gli accade, con il tiro da tre, segnando solo una volta su 17 tentativi.

MEMPHIS GRIZZLIES-NEW ORLEANS PELICANS 116-126
Dopo sette gare fuori per un infortunio al gomito sinistro, Jrue Holiday ha una voglia matta di aiutare i compagni di squadra e i suoi 36 punti fanno molto comodo a New Orleans, che ferma a sette la più lunga striscia di vittorie in corso della lega, quella di Memphis. Holiday tira con 12/18 dal campo e realizza sette triple su dieci. Viene aiutato dai 25 punti di Brandon Ingram e dai 15 in uscita dalla panchina di un grande Nicolò Melli (6/11 al tiro, 3/8 dalla lunga distanza). L'azzurro completa la sua prestazione con cinque rimbalzi e tre assist in 29'. Memphis (20-23) si spegne già dopo il primo quarto, al punto che i Pelicans (17-27) conducono 69-50 all'intervallo. Sotto anche di -25 nella ripresa, i Grizzlies (che hanno in Dillon Brooks il miglior realizzatore con 31 punti) tentano la rimonta impossibile nell'ultima frazione ma riescono ad avvicinarsi solo a -5 grazie a Jaren Jackson Jr. Ingram e JJ Redick riallungano per il+10 finale.

PHOENIX SUNS-SAN ANTONIO SPURS 118-120
Gli Spurs (19-23) devono sudarsi la vittoria contro Phoenix (18-25) nonostante siano avanti anche di 20 nella ripresa e di 17 (96-83) nell'ultimo quarto. Quasi un suicidio, quello di San Antonio, che viene ripresa a 3'55” dalla sirena e addirittura superata con un gioco da tre di Ricky Rubio per il 113-111 in favore dei Suns con 2'55’ da giocare. La tripla di Bryn Forbes rimette avanti i neroargento, che non perdono più la leadership, anche perché Rubio fa solo 1/2 dalla lunetta sul -2 e Devin Booker sbaglia la tripla della vittoria a due secondi dalla fine. Booker, 22 a referto nel terzo quarto, è il miglior realizzatore della serata con 37 punti, mentre il punteggio di San Antonio è guidato dai 25 di Derrick White in uscita dalla panchina. Buono il contributo di Marco Belinelli: 11 punti con 5/9 dal campo.

UTAH JAZZ-INDIANA PACERS 118-88
A rimbalzo non c'è storia: 53-30. Anche nei punti nel pitturato (60-46) e nelle percentuali dal campo, Utah schiaccia Indiana: 54% contro il 41.9% degli ospiti. Si spiega anzitutto con i numeri il +30 dei Jazz, che prendono il largo prima dell'intervallo (chiuso sul 56-44) e nonostante perdano 21 palloni mantengono sempre la doppia cifra di vantaggio, dilagando nel finale con un parziale di 17-7. A guidare il punteggio dei padroni di casa (30-13) c'è Donovan Mitchell con 25 punti e un buon 11/19 dal campo. Lo segue Rudy Gobert con la solita prestazione muscolare in difesa e solida in attacco: 20 punti con 14 rimbalzi. Per Bojan Bogdanovic 16 punti, quattro in più dei migliori realizzatori di casa Pacers (Myles Turner e Aaron Holiday), a sottolineare la serata nera di Indiana (28-16).

MINNESOTA TIMBERWOLVES-DENVER NUGGETS 100-107
La seconda doppia doppia nelle ultime tre partite di Michael Porter Jr. permette a Denver (30-13) di risollevarsi dopo la sconfitta contro Indiana e di raggiungere la coppia Clippers-Jazz al secondo posto nella Western Conference. Vittoria importante, perché i Nuggets sono molto rimaneggiati dagli infortuni (fuori Murray, Millsap e Harris Jr.), inoltre al Target Center di Minneapolis i Timberwolves (15-28) danno battaglia. Il contributo di Porter si nota soprattutto nel 19-5 con cui Denver rimonta i padroni di casa sul finire del secondo quarto: nove punti, cinque rimbalzi e gara riassestata dal -10. Karl-Anthony Towns vince il duello con Nikola Jokic realizzando 28 punti, ma Minnesota perde la sesta gara di fila, anche perché concede 50 punti nel pitturato e viene dominata a rimbalzo (53-42). Il -3 di Keita Babes-Diop è seguito da un break di Denver firmato da Porter e Malik Beasley. Un gioco da tre di Towns riporta i T'Wolves a -4, ma Monte Morris e Will Barton realizzano i punti della sicurezza per i Nuggets.

MIAMI HEAT-SACRAMENTO KINGS 118-103 OT
È durissima passare all'AmericanAirlines Arena. Impossibile se la partita va all'overtime. Lo sa anche Sacramento, che cede a Miami in una gara tiratissima, risolta al supplementare nonostante gli Heat (30-13) non conducano mai nell'ultimo quarto, con i palloni che scottano. Miami migliora a 19-1 il record casalingo grazie ai 25 punti di Kendrick Nunn e ai 22 di James Johnson (con 9/11 dal campo). In più, trova la settima vittoria in altrettante partite risolte all'overtime, a dimostrazione della grinta e della determinazione della squadra di Erik Spoelstra. Molto lineare il supplementare: quattro punti di Bam Adebayo, risponde Buddy Hield con due triple, prima di un parziale di 7-0 interamente firmato da Nunn, che sigilla la vittoria degli Heat. Il miglior realizzatore di Sacramento (15-28) è Nemanja Bjelica con 22 punti.

ATLANTA HAWKS-TORONTO RAPTORS 117-122
Il talento di Norman Powell sembra finalmente aver trovato continuità: quinta prestazione consecutiva con almeno 20 punti a referto, la serie più lunga della sua carriera. Pesantissimi i 27 rifilati ad Atlanta (10-34), in una notte in cui Trae Young mette a ferro e fuoco la difesa di Toronto con 42 punti e 15 assist. I 17 punti di Powell nell'ultimo quarto sono fondamentali per tenere a bada la rimonta disperata degli Hawks, e i Raptors (29-14) conquistano la quarta vittoria di fila. I campioni in carica vanno sul 112-91 con una tripla di Serge Ibaka a 4'30” dalla fine e sembrano poter passare in serenità gli ultimi possessi, ma Young non è d'accordo: 14 punti, due assist e una rubata, Atlanta torna sul -2 (layup di John Collins) ma viene respinta da cinque liberi di Fred VanVleet.

BROOKLYN NETS-PHILADELPHIA 76ERS 111-117
Ben Simmons continua il suo magico periodo di forma raggelando il Barclays Center di Brooklyn con una tripla doppia da 34 punti, 12 assist e 12 rimbalzi: il massimo in carriera pareggiato vale ancora di più se si guarda la media realizzativa dal campo di 12/14. In pratica, Simmons (che ha anche rubato cinque palloni) ha sbagliato solo due canestri nei suoi 42 minuti di permanenza in campo. “È stato ridicolmente dominante”, sottolinea coach Brett Brown, che vede i suoi Sixers (29-16) volare anche senza Joel Embiid. Brooklyn non approfitta a dovere del blackout offensivo di Philadelphia, che non segna per quasi cinque minuti. I Nets (18-24) si portano a -1 ma cinque punti consecutivi di Al Horford permettono ai Sixers di respirare e gestire i secondi finali.

CHARLOTTE HORNETS-ORLANDO MAGIC 83-106
Orlando travolge senza problemi Charlotte, anche perché gli Hornets producono punteggi degni di nota solo nel primo quarto, quando realizzano 27 punti, non oltrepassando mai quota 20 in ognuno dei tre parziali rimanenti. I Magic (21-23) trovano invece una buona serata al tiro (47.8% dal campo, 50% da tre), con Evan Fournier e Terrence Ross in gran forma dalla lunga distanza. I due sommano 11 triple e chiudono rispettivamente a 26 e 19 punti, con il francese che batte di due lunghezze il compagno di squadra Nikola Vucevic per aggiudicarsi la palma del miglior realizzatore di serata. Charlotte (15-30) paga la serata storta di Devonte' Graham (5/17 al tiro) e Terry Rozier (quattro punti, zero dal campo). Il migliore è Malik Monk (20 in uscita dalla panchina).

PORTLAND TRAIL BLAZERS-GOLDEN STATE WARRIORS 129-124 OT
Damian Lillard è stratosferico: 61 punti con 11 triple realizzate. Sono entrambi record sia personali che della franchigia di Portland. In pratica, Lillard (che comunque tira sotto il 50% di media, segnando 17 volte su 37 tentativi) realizza la metà dei punti dei suoi, che piegano solo all'overtime i Golden State Warriors. I Blazers recuperano dal -12 nel terzo quarto grazie ai punti di Lillard e al contributo di un Hassan Whiteside da 17 punti e 21 rimbalzi. È proprio una tripla dell'uomo-partita a portare la gara al supplementare (113-113). Nell'overtime una schiacciata di Willie Cauley-Stein porta i Warriors sul +6, ma le triple di Lillard e Anfernee Simons pareggiano i conti, chiudono la gara i tiri liberi di Whiteside e del solito Lillard, che trova dalla lunetta il 61esimo della serata a 4.6” dalla fine tra gli applausi del Moda Center.

WASHINGTON WIZARDS-DETROIT PISTONS 106-100
Malgrado la classifica non suggerisca voli pindarici, Washington (14-28) continua a credere nei playoff, puntando sul fatto che a Est la settima e l'ottava hanno un record negativo. Sogna la post-season anche Detroit (16-28), che alla Capital One Arena cede di schianto nell'ultimo quarto, dopo che la gara era stata molto equilibrata, con dieci cambi al vertice. Davis Bertans apre e chiude il parziale di 9-0 che decide il match a sette minuti dalla fine. Washington va anche a +10 e gestisce nei minuti finali. Il migliore realizzatore è Bradley Beal con 29 punti, in casa Detroit arrivano i 21 del solito Derrick Rose (21) e i 18 (più 16 rimbalzi) di un Andre Drummond criticato anche da coach Dwane Casey per le nove palle perse.

CLEVELAND CAVALIERS-NEW YORK KNICKS 86-106
Con una prestazione autorevole nel secondo tempo, New York espugna il Rocket Mortgage FieldHouse e vince lo scontro di bassa classifica dell'Est: entrambe le squadre hanno un record poco invidiabile di 12-32. Il momento topico del match arriva a inizio terzo quarto, aperto da un parziale di 17-4 in favore dei Knicks, che realizzano anche 11 punti consecutivi. È un gioco da quattro di Marcus Morris Sr. a chiudere il parziale. Cleveland realizza solo 14 punti nel terzo quarto e va anche a -21 (100-79) a 2'58” dalla fine, quando i giochi sono ampiamente chiusi.

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