ADDIO CAMPIONE

Zanardi: gli ultimi mesi tra casa e clinica, il peggioramento e l'addio improvviso

Martedì i funerali presso la Basilica di Santa Giustina a Padova

03 Mag 2026 - 12:14
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I funerali di Alex Zanardi, scomparso la sera del primo maggio, saranno celebrati martedì alle 11 presso la Basilica di Santa Giustina a Padova. Non lontano da dove ci ha lasciato, improvvisamente. Alex, racconta infatti oggi sul Corriere della Sera Claudio Arrigoni, se ne è andato "in un momento in cui fisicamente non aveva problemi particolari". Nulla che lasciasse presagire quanto poi successo: "Qualche linea di febbre e una lieve difficoltà respiratoria con un po’ di tosse, ma in linea con quella che è stata la condizione negli ultimi anni, fra alti e bassi". Insomma, tutto è degenerato nel giro di poche, concitate, ore.

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Lo stesso Arrigoni, con il consueto garbo, descrive gli ultimi anni di vita di Zanardi "fra casa e ricoveri, sempre segnata dai momenti di riabilitazione, mai da solo. Dopo i lunghi ricoveri iniziali, in particolare a Milano all’Ospedale San Raffaele, dopo un brevissimo periodo a Villa Beretta, nel lecchese". Poi il percorso di recupero che negli ultimi tre anni non aveva mostrato segnali di peggioramento improvviso. 

Per quanto precarie, le condizioni di Alex parevano stabili. Periodi di degenza in strutture specializzate alternati ad altri nella sua casa di Noventa assistito dalla moglie Daniela e dal figlio Niccolò. I periodi passati in clinica e ospedale "sono aumentati dopo l’agosto del 2022 - continua il Corriere della Sera - quando un incendio è scoppiato sul tetto della casa di Noventa Padovana, a causa dell’impianto fotovoltaico. Casa temporaneamente inagibile la casa e trasferimento di Zanardi in ospedale. Da quel momento, per ragioni di sicurezza, si rese necessario alternare con maggiore frequenza la permanenza tra casa e strutture sanitarie". Negli ultimi sei mesi, questo equilibrio precario era diventato la normalità: "Periodi domestici quando le condizioni lo consentivano, alternati a ricoveri tra le strutture di Vicenza, fino al 2023, e Padova, senza interrompere il lavoro riabilitativo, fatto anche di gesti che conosceva bene, come la pedalata con le braccia, anche se in movimento alternato, diversa da quella che faceva con l’handbike".

Un uomo sempre attento, Zanardi, impegnato e appassionato: "Lo sport, i progetti, i risultati, le imprese di atlete e atleti di Obiettivo3, le medaglie, le storie nate grazie a lui. Un modo per esserci, tenere aperto il filo. E Obiettivo Tricolore, la staffetta che ha ideato appena dopo il Covid, che si svolgerà anche quest’anno a settembre". Un suo lascito, un altro, che ci regala un raggio di luce proteso nel futuro.