ALPINISMO

Dal Triglav al Mongioie: la Grande Traversata delle Alpi di Lorenzo D'Addario e Francesco Ratti

Un tuffo nel Mar Ligure ha salutato la conclusione della straordinaria avventura delle due Guide Alpine lungo la catena montuosa

di Stefano Gatti
29 Ott 2026 - 18:25
1 di 64
© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)
© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)
© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

Dopo sessantuno giorni, duemilaquattrocento chilometri percorsi in bicicletta e ventitré salite su alcune delle cime più importanti dell'intera catena, è giunto al suo epilogo ad Albenga (sulla costa del Mar Ligure) il progetto della Grande Traversata delle Alpi, l'avventura umana e alpinistica sulle orme di Patrick Berhault ad opera delle Guide Alpine Lorenzo D’Addario e Francesco Ratti. Una lunga cavalcata tra le Alpi in trasformazione. Un viaggio etico, tecnico e umano che ha ripercorso il solco della storica traversata realizzata da Patrick Berhault tra l'autunno del 2000 e la primavera del 2001, collegando le pareti e i massicci più celebri dell'arco alpino senza mai ricorrere a mezzi a motore, facendo unico affidamento sulle proprie gambe e sui pedali della bicicletta.

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

La "Grande Traversée des Alpes" (denominazione ufficiale del progetto) era iniziata ufficialmente poco più di due mesi fa, lunedì 24 agosto, con la salita della parete Nord del Triglav, montagna simbolo delle Alpi Giulie della Slovenia: una salita impegnativa e severa, affrontata combinando l'attacco della storica via Helba e l'uscita in vetta lungo la via Skalaska. Un primo passo oltreconfine che ha segnato l’avvio di un viaggio durato sessantuno giorni, durante i quali la cordata ha realizzato la salita di ventitré vie di alto valore storico e tecnico, coprendo duemilaquattrocento chilometri in bicicletta, affrontando diciottomila metri verticali di arrampicata in parete e cinquantatremila metri di dislivello positivo totale quasi equamente distribuiti: ventottomila a piedi, venticinquemila in bicicletta.

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

Dalle Dolomiti al Monte Bianco, fino al tuffo nel Mar Ligure

Dalla Slovenia il viaggio ha toccato le Dolomiti - con la Nord della Cima Grande di Lavaredo salita insieme alla Guida Alpina Daniele Geremia, la Marmolada e la Civetta - prima di proseguire verso le Dolomiti di Brenta, concatenando Crozzon e Cima Tosa. Nelle Alpi Centrali la cordata ha superato in tre giornate consecutive Pizzo Badile, Pizzo Cengalo e Monte Qualido, prima di cogliere una finestra di bel tempo per muoversi nel Bernese e nel Valais e firmare la mitica Nordwand (Parete Nord) dell'Eiger. Spostandosi ancora verso ovest, i nostri hanno aggiunto alla lista delle pareti salite la Est delle Grandes Jorasses e il Pilastro Rosso del Brouillard sul Monte Bianco (vetta raggiunta in compagnia della Guida Alpina Alessandro Baù), per muoversi poi lungo la Cresta del Leone e raggiungere la cima del Cervino.

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

Con il trascorrere dei giorni e delle settimane l’autunno ha deciso di far sentire la sua voce, con una perturbazione che ha portato oltre cinquanta centimetri di neve fresca sopra i tremila metri, costringendo il team a riorganizzare i tempi e attendere l'assestamento del manto nevoso per proseguire verso il gran finale. La traversata è quindi ripresa, puntando verso Sud con la Tête d'Aval, la Meije negli Écrins scalata con Ines Leynaud, la cresta Est del Monviso, la doppia salita al Corno Stella nelle Alpi Marittime e infine la Rocca dei Campanili sul Mongioie, prima dell'ultima epica pedalata verso la costa ligure.

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

La dimensione spirituale e il valore del viaggio: le voci dei protagonisti

Nel bilancio di questa avventura emerge la forza ideale che ha sostenuto il viaggio, riassunta nelle parole di Lorenzo D’Addario:

"Questa traversata ha accompagnato la mia fantasia e i miei sogni per molto tempo. Viverla e realizzarla è innanzitutto l'idea di come pensiero e azione quando entrano in simbiosi possono creare qualcosa di incredibile in termini di bellezza, scoperta, felicità e ascesi. Penso alle parole di Patrick Berhault che scrive: 'Mi hanno interrogato tante volte sulla incredibile difficoltà di un'avventura del genere. La difficoltà di un'impresa non si misura in base agli ostacoli incontrati. Essa dipende anzitutto dalla forza della nostra motivazione. Incredibile non è la difficoltà in sé, ma piuttosto la fortuna di avere avuto una voglia così intensa di affrontarla'. Questa traversata parla di questo. Dell'energia che circola dentro di noi che può rendere tutto positivo. Il contesto poi dove si svolge, per chi ama la 'scienza dei boschi’, è bellezza pura. Il senso della nostra presenza in questo mondo. Una simbiosi totale tra Uomo e Natura, dove noi siamo davvero una piccola parte di questo incredibile mondo".

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

A fare eco alle riflessioni di D'Addario sono quelle di Francesco Ratti, che sottolinea il valore della riscoperta autentica di un territorio percepito come casa ma, in fondo, in parte ignoto:

"Questa traversata ci ha permesso di vivere una grande avventura lungo l'intero arco alpino. Nonostante fossimo a 'casa nostra', abbiamo scoperto luoghi che non conoscevamo e attraversato una tale varietà di paesaggi e terreni che non sono da meno di nessuna spedizione extraeuropea. Muovendoci in bicicletta abbiamo dato a questo viaggio una dimensione del tutto nuova e per me sconosciuta: sono stati due mesi incredibilmente intensi, che è impossibile riassumere in poche parole".

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

Il racconto visivo: il documentario firmato Alessandro Beltrame

La Grande Traversée des Alpes nasce dal desiderio di ritrovare tra le Alpi quel concetto di libertà pura raccontato da Berhault nel suo “Encordé mais libre”, affiancato dall'osservazione diretta di un ambiente alpino profondamente mutato nell'arco di vent'anni. Le migliaia di chilometri, emozioni e riflessioni raccolte in questi due mesi di viaggio saranno oggetto di una produzione cinematografica curata dal regista e outdoor filmmaker Alessandro Beltrame (AGB Video), orientata a intrecciare il racconto ambientale con la sfera più intima e umana della cordata. Un lavoro di regia impegnativo, che ha combinato una costante e attenta pianificazione logistica con l'uso di attrezzatura leggera ad alta risoluzione, affidata direttamente a D'Addario e Ratti. I due atleti hanno così firmato riprese e riflessioni "a caldo" direttamente in parete o nelle fasi di sosta, lasciando al regista il compito di ricucire l'opera. A fornire un primo assaggio del documentario, attualmente in lavorazione, è il video del tuffo celebrativo dei due "gitani delle Alpi” sulla spiaggia di Albenga: un gesto liberatorio che ha segnato il passaggio definitivo dalle pareti d'alta quota al mare, incorniciando degnamente la conclusione del lungo viaggio, visibile sulle pagine social dei due alpinisti.

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

La Grande Traversée des Alpes in cifre

• Durata: 61 giorni
• Vie scalate: 23
• Chilometri in bicicletta: 2400 km
• Metri verticali in parete: 18000 m
• Dislivello positivo a piedi: 28000 m
• Dislivello positivo in bici: 25000 m

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

© L. D'Addario-F. Ratti/A. Beltrame-A. Valenti (agbvideo.com)

Le 23 salite
01. Mount Triglav – Parete Nord (via Helba + Skalaska)
02. Piccolo Mangart – Parete Sud-Ovest (via Drill)
03. Cima Grande di Lavaredo – Parete Nord (via ISO 2000 con uscita sulla Comici)
04. Seconda Torre del Sella – Parete Nord (via Messner)
05. Marmolada – Parete Sud (via Tempi Moderni)
06. Punta Civetta – Parete Nord-Ovest (via Chimera Verticale)
07. Crozzon di Brenta – Parete Est (via Super Maria)
08. Cima Tosa – Traversata dal Crozzon di Brenta
09. Pizzo Badile – Parete Nord-Est (via Cassin)
10. Pizzo Cengalo – Spigolo Sud-Ovest (Spigolo Vinci)
11. Monte Qualido – Parete Est (via Artemisia)
12. Eiger – Parete Nord (via Le Chant du Cygne)
13. Grandes Jorasses – Parete Est (via Gervasutti)
14. Punta Innominata – Cresta Est e salita ai bivacchi Eccles
15. Red Pillar del Brouillard / Monte Bianco (via Bonatti e proseguimento lungo la Cresta
del Brouillard fino in vetta)
16. Cervino – Cresta del Leone con variante Arête du Coq
17. Tête d’Aval – Parete Sud (via Ranxerox con uscita sulla cresta sommitale)
18. Meije – Parete Sud-Ovest (via Nous Partirons dans L’ivresse e proseguimento fino in
cima per l'Arête du Promontoire)
19. Corno Stella – Parete Nord (via Diedro Rosso)
20. Corno Stella – Parete Sud (via Ritorno al Futuro)
21. Monviso – Cresta Est
22. Rocca dei Campanili / Mongioie – Parete Sud (via Ciri)
23. Rocca dei Campanili / Mongioie – Parete Sud (via Inseguendo la Balena Bianca